Galdrastafir

grimoire galdastafir

Galdrastafir è una parola islandese che significa “bacchetta magica” (galdra = magico; stafi = bacchetta, legnetto, stave come nel norvegese stavkirke “chiesa di legno” o come nella parola Primstav). Steven Flowers sostiene che essi derivino dall’antica tecnica runica sugli staves o sui bastoncini, dato che le rune spesso erano intagliate su oggetti in legno per scopi divinatori o come talismani (Stephen Flowers, The Galdrabók – an Icelandic Grimoire – Samuel Weise Inc., York Beach, Maine, 1989).
Uno stave è qualcosa di dritto che serve come supporto: un bastone da passeggio, una staffa, una trave; significa anche pentagramma o base utilizzata anche per altri simboli oltre alle note. Può essere meglio definito come sigillo – inscritto, intagliato o dipinto come simbolo o segno magico o anche come sigillo familiare -. Gli stave venivano solitamente disegnati per controllare gli elementi o guidare, indirizzare gli sviluppi di qualcosa. In islandese, inoltre, la parola staf-i / ir / ur significa anche lettera (dell’alfabeto) o carattere (alfabetico).
Le proprietà magiche dello stave venivano instillate dal creatore del sigillo, spesso un mago, una strega o uno stregone, o uno sciamano. In Islanda queste persone erano chiamate galdramennseiðr (pronunciato come leggendo l’inglese “say-der”). Esse venivano instillate disegnando, graffiando, intagliando o scolpendo linee e simboli, spesso caratteri runici, utilizzando dei rituali specifici. Questi rituali includevano anche preghiere alle divinità nordiche, meditazione sul significato delle rune e spesso anche qualche sacrificio.

Diversi aspetti relativi ai galdrastafir sono ben radicati nella storia germanica, come il legame con le divinità e l’alfabeto runico che risale a secoli addietro. Essi divennero il focus religioso nelle regioni germaniche e scandinave e furono in primo piano nella vita nordica almeno fino all’anno 1000. Dall’800 al 1200 i vichinghi colonizzarono e popolarono l’Islanda e portarono con loro le loro pratiche magiche, le loro divinità ed i loro riti.

alfabeti runici - Wunderkammern

In alto, il cosiddetto Futhark antico (ca. 150). In mezzo, il cosiddetto Futhark giovane nella versione allungata (8° secolo). In basso, il Futhark danese modificato (ca. 1300). [tratto da: Sunna Blalock, Introduction to the Runes: Younger Futhark (Chart)]

Fino al 13° secolo, sebbene i vichinghi e gli islandesi avessero una lingua scritta, questa era utilizzata raramente per documentazione storica. Al contrario, era utilizzata per segnare la proprietà degli oggetti e, in molti casi, per segnare siti funerari, come nel caso della stele runica:

stele runica DR 68 - Aarhus, Danimarca

La stele runica DR 68 (DK MJy 79) ritrovata ad Aarhus, Jylland, nella regione Midtjylland (v. Danske runeinnskrifter fra vikingtiden – iscrizioni runiche danesi dell’epoca vichinga -). L’iscrizione viene datata all’epoca vichinga, successiva alle sepolture nei tumuli di Jelling, ed è inscritta su una pietra di granito. Colui che l’ha realizzata è probabilmente lo stesso autore dell’iscrizione runica sulla pietra DR63-Aarhus 1, poiché utilizza la “m” tratteggiata. La pietra runica è stata trovata accanto alla Chiesa di nostra Signora ad Aarhus, ma è ora presso il museo Moesgård.

iscrizione DK-MJy-79-Aarhus - Danimarca

Traslitterazione:

 

(-)usti × auk × hufi × auk × þir × frebiurn × risþu × stin × þonsi × eftiR ×
× osur × saksa × filaka × sin × harþa ×
kuþan × trik × saR × tu ×     × mana × mest × uniþikR ×
saR × ati × skib × miþ × arno +

Traduzione in norreno:
[T]osti ok Hofi ok þeir Freybjôrn reistu stein þenna eptir
Ôzur Saxa, félaga sinn, harða
góðan dreng. Sá dó         manna mest óníðingr,
sá átti skip með Arna.

Traduzione in italiano:
Tosti e Hofi e Freybjôrn, essi hanno eretto questa pietra in memoria di
Ôzurr il Sassone / (colui che brandisce la) Spada, il loro amico, uomo
molto buono e di valore. Egli è morto        come l’uomo meno maligno di tutti;
egli possedeva una nave insieme ad Árni.

La storia invece veniva portata avanti tramite il racconto delle storie, tramandate negli anni. Fu allora che alcuni documenti magici, di storie e tradizioni, vennero messi nero su bianco. I grimori, i libri di magia, venivano raramente messi per iscritto o conservati… tuttavia, alcuni sono sopravvissuti. Il migliore tra questi è il Galdrabók, che fornisce informazioni dettagliate sulla creazione dei sigilli.

In Islanda gli staves magici (definiti anche “sigilli”) sono dei simboli con valore magico e si ritrovano in vari grimori che risalgono sino al 17° secolo. Secondo il Museo di Magia e Stregoneria islandese gli effetti dei sigilli erano molto importanti per gli islandesi dell’epoca, in particolare per contadini in sussistenza che dovevano affrontare condizioni climatiche pesanti.

 

 

 

Nome islandese Significato e descrizione Immagine
Að fá stúlku Amore da una donna a un uomo Icelandic Magical Stave adfastulku.svg
Ægishjálmur Timone della soggezione (o timone del terrore); per indurre la paura e proteggere dall’abuso di potere Aegishjalmr.svg
Angurgapi Intagliato sulla base delle botti per prevenire le perdite Icelandic Magical Stave angurgapi.svg
Brýnslustafir Intagliato sulle pietre per affilare Icelandic Magical Stave brynslustafir.svg
Draumstafir Per sognare desideri non realizzati Icelandic Magical Stave draumstafir.svg
Dreprún Per uccidere la mandria del nemico
Icelandic Magical Stave dreprun.svg
Feingur Runa della fertilità Icelandic Magical Stave feingur.svg
Gapaldur Due sigilli che si mettevano nelle scarpe: gapaldur sotto il tallone del piede destro e ginfaxi sotto l’alluce del piede sinistro per assicurarsi tramite la magia la vittoria negli incontri di lotta islandese (glíma) Icelandic Magical Stave gapaldur.svg
Ginfaxi Icelandic Magical Stave ginfaxi.svg
Hólastafur Per aprire le colline Icelandic Magical Stave holastafur.svg
Kaupaloki Per la prosperità nel commercio e negli affari Icelandic Magical Stave kaupaloki.svg
Lásabrjótur Per aprire una porta senza la chiave Icelandic Magical Stave lasabrjotur.svg
Lukkustafir Chiunque porti questo simbolo con sé non incontrerà mai il male, né per mare né per terra
Lukkustafir Huld Ms.png
Máladeilan Per avere vittoria durante il þing
Icelandic Magical Stave maladeilan.svg
Nábrókarstafur Un sigillo usato nella realizzazione dei “necropantaloni”, un paio di pantaloni fatti con la pelle di un morto che si credeva producessero infinitamente denaro Icelandic Magical Stave nabrokarstafur.svg
Óttastafur Per indurre la paura
Icelandic Magical Stave ottastafur.svg
Rosahringur minni Un cerchio di protezione Icelandic Magical Stave rosahringurminni.svg
Smjörhnútur Butterknot, per assicurarsi che il burro fosse prodotto naturalmente senza incantesimi Icelandic Magical Stave smjorhnutur.svg
Stafur gegn galdri Sigilli contro la magia nera Icelandic Magical Stave stafurgegngaldri.svg
Stafur til að vekja upp draug Per invocare fantasmi e spiriti del male Icelandic Magical Stave stafurtiladvekjauppdraug.svg
Þjófastafur Contro i ladri
Icelandic Magical Stave thjofastafur.svg
Tóustefna Per allontanare le volpi
Icelandic Magical Stave toustefna.svg
Varnarstafur Valdemars Il Sigillo di Protezione di Valdemar: accresce fortuna e felicità Icelandic Magical Stave valdemar.svg
Vatnahlífir Protezione contro l’annegamento Icelandic Magical Stave vatnahlifir.svg
Vegvísir Per guidare qualcuno nella tempesta
VegvisirHuld.png
Veiðistafur Portafortuna per una buona pesca Icelandic Magical Stave veidistafur.svg
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