Il primo di maggio

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May Day, la festa del primo maggio, è un’antica festività primaverile dell’emisfero settentrionale, oltre che una tradizionale festa della primavera in molte culture. Si celebra con balli, canti e la preparazione di dolci.
Le prime celebrazioni del primo maggio appaiono in epoche precristiane, con i Floralia, la festività di Flora, la dea romana dei fiori, che si teneva il 27 aprile nell’epoca repubblicana, e con la notte di Valpurga, tipica celebrazione dei territori germanici.
Questa data è anche associata alla gaelica Beltane, che si teneva però il 30 aprile.
Si trattava di una giornata che celebrava l’estate in molte culture pagane: mentre il 1 febbraio era il primo giorno di primavera, il 1 maggio era il primo giorno d’estate, e da qui il solstizio del 25 giugno (oggi 21 giugno) era Midsummer, mezza estate.

Quando l’Europa fu cristianizzata le feste pagane persero il loro valore e May Day è rimasta come una festa popolare. In Germania viene ricordata come il giorno in cui si celebra santa Walburga, diventata santa dopo la cristianizzazione.
La tradizione vuole che in questo giorno si balli intorno al “May Pole”, il palo di maggio, e venga incoronata la Queen of May, la regina di maggio.
In questo giorno si donano i “May Baskets”, i cestini di maggio, piccoli cestini pieni di fiori o a volte dolci, che si lasciano sulla soglia della porta dei vicini, anonimamente.

Con l’avvento del cristianesimo dal 18° secolo la data è stata dedicata alla Beata Vergine Maria, che viene – guarda caso – decorata (in opere d’arte ad esempio) con fiori e la corona di maggio.

In Gran Bretagna i riti e le celebrazioni tradizionali includono la Morris Dancing, il “ballo del Morris”, una danza popolare basata su passi ritmati e sull’esecuzione di figure coreografiche da gruppi di ballerini, che maneggiano bastoni, spade, pipe e fazzoletti.
Balli e danze con caratteristiche e nomi simili sono menzionati in documenti rinascimentali antecedenti al 1448 in Francia, Italia e Spagna. Le origini del nome sono incerte, ma una delle teorie più accettate è che il termine derivi da “moorish dance”, danza moresca – in Spagna. È tuttavia molto più probabile che Morris provenga dal latino Mores che significa costumi.
Inoltre in Inghilterra si incorona la Regina di Maggio, e le celebrazioni avvengono intorno al May Pole.
La Regina di Maggio o May Queen è la personificazione della festa, ma anche della primavera e dell’estate.
Oggi la regina di maggio è una ragazza che va a cavallo o passeggia capeggiando una parata per i festeggiamenti del primo maggio. Indossa una gonna bianca a dimostrarne la purezza e solitamente una tiara o una corona. Suo compito è dare inizio alle celebrazioni per la festa. Viene incoronata con una corona di fiori e tiene un discorso prima che inizino le danze. Alcune di queste danze prevedono balli di gruppo intorno al palo di maggio celebrando la giovinezza e il tempo di primavera.
Sir James George Frazer in The Golden Bough parla della figura della May Queen, un resto del passato, di ben tre culti diversi (“The names May, Father May, May Lady, Queen of the May, by which the anthropomorphic spirit of vegetation is often denoted, show that the idea of the spirit of vegetation is blent with a personification of the season at which his powers are most strikingly manifested”).

Secondo le origini folkloriche, la tradizione anticamente era un po’ sinistra: la regina di maggio era fatta morire quando le celebrazioni terminavano. È difficile stabilire la veridicità di tali affermazioni: potrebbe trattarsi di memoria popolare o antichi costumi pagani. Tuttavia, ancor oggi possono essere trovati dei paralleli tra i rituali del May Day e sacrifici umani e occulti (esiste anche un film che ne parla, The Wicker Man).

Molte di queste tradizioni in Gran Bretagna derivano da quelle anglosassoni che si tenevano durante il Þrimilci-mōnaþ, in antico inglese il nome per il mese di maggio, con il significato di “mese delle tre mungiture” (in antico alto tedesco “Winni-mánód”, mese dei pascoli), oltre a numerose tradizioni celtiche.
Il mese di maggio ha avuto sempre tante celebrazioni nell’arco dei secoli, in particolare relative alla fertilità (del suolo, del bestiame, dei popoli), alla primavera e all’incontro tra le persone (feste popolari, di villaggi e incontri di comunità).
La semina in questo periodo era stata completata e veniva dato ai lavoratori un giorno libero. Forse è proprio questa la più significativa tra le tradizioni, collegata al palo di maggio, intorno al quale i contadini ballavano numerosi portando dei nastri.

 

 

 

Queen Guinevere’s Maying, John Collier

For thus it chanced one morn when all the court,
Green-suited, but with plumes that mocked the may,
Had been, their wont, a-maying and returned,
That Modred still in green, all ear and eye,
Climbed to the high top of the garden-wall
To spy some secret scandal if he might*

A Whi

A Whitstable in Kent si tiene un ottimo esempio di una celebrazione del May Day più tradizionale: il festival “Jack in the Green”, con una processione di “morris dancers” in tutta la città. A Rochester, sempre nel Kent, Jack in the Green viene risvegliato all’alba del primo maggio dai ballerini.
Jack in the Green, letteralmente “Giacomo nel verde”, è un partecipante delle parate tradizionali del primo maggio e di altre celebrazioni del mese. Indossa un costume ampio, pieno di foglie, come una ghirlanda, solitamente di forma piramidale o conica, che ricopre il suo corpo da capo a piedi. Il nome viene anche dato alla ghirlanda stessa.
Nel 16° e 17° secolo in Inghilterra si usava già fare ghirlande di fiori e foglie per festeggiare il mese di maggio. In principio divenne una sorta di competizione tra le corporazioni di lavoratori e le ghirlande divennero sempre più elaborate, fino al punto che ricoprivano tutta la figura di colui che le indossava. Questa figura fu allora conosciuta come Jack in the Green. Per qualche motivo che ancora non ci si spiega questa figura venne associata in particolare agli spazzacamini.
Al principio del 20° secolo l’usanza cominciò a svanire a causa della disapprovazione da parte dei vittoriani che lo ritenevano un comportamento anarchico. Il Signore e la Signora di Maggio, con il loro comportamento goliardico e scherzoso, vennero sostituiti dalla Regina di Maggio mentre il rumoroso e ubriaco Jack in the Green scomparve dalle parate.

Padstow in Cornovaglia festeggia invece ogni anno la cosiddetta Obby-Oss (Hobby Horse): si crede che sia uno dei più antichi riti sulla fertilità nel Regno Unito; i partecipanti alla festa ballano per le strade della città e persino nei giardini privati dei suoi abitanti, accompagnati da fisarmoniche e vestiti di bianco con sciarpe blu o rosse, e cantano tutti la canzone tradizionale di “May Day”.
L’intera città viene decorata con fiori.
Sempre in Cornovaglia, a Kingsand, Cawsand e Millbrook viene celebrato il rituale della barca fiorita: una nave viene coperta di fiori e portata in processione dal porto di Millbrook alla spiaggia di Cawsand. Le case nel villaggio sono decorate con fiori e la gente si veste di bianco e rosso.

A Edimburgo si tiene il Beltane Fire Festival la sera del 30 aprile fino alle prime ore del mattino del primo maggio.
Un’antica tradizione di Edimburgo vuole che se le giovani donne si arrampicano per l’Arthur Seat e al mattino si lavano il viso nella prima rugiada avranno una bellezza imperitura.

In Finlandia in questo giorno si festeggia Vappu: la gente si riversa per le strade, mangia facendo picnic all’aperto, si indossano cappelli e abiti decorativi.
In questa giornata si prepara una limonata speciale con limoni, zucchero di canna e lievito chiamata sima. Contiene poco alcol e quindi possono berla anche i bambini. Si mangiano delle paste fritte che assomigliano agli Strauben tedeschi o agli struffoli napoletani, fatti con un lievito madre liquido, che si chiamano tippaleipä.

In Estonia si festeggia Kevadpüha, la giornata della primavera, festa nazionale estone per celebrare l’arrivo della primavera. Altre celebrazioni tradizionali si festeggiano la sera prima, la notte di Valpurga o Volbriöö.

Il 1 maggio 1561 Carlo IX di Francia ricevette in regalo un fiore di mughetto come portafortuna. Decise di regalarne uno ogni anno a ogni donna a corte.
All’inizio del 20° secolo divenne così un’usanza dare un mughetto, simbolo della primavera, il 1 maggio. Oggi, come fosse la festa degli innamorati, si regala a chi si vuol bene un mazzolino di mughetti o di rosa canina.

In Germania, in particolar modo nelle aree rurali come le montagne Harz, viene celebrata la Walpurgisnacht, di chiara origine pagana, la notte prima del 1 maggio. Vengono accesi falò e si prepara un Maibaum (palo di maggio). Il motto è Tanz in den Mai “balla in maggio”.
Nel Rhineland il 1 maggio viene celebrato consegnando un palo di maggio, un albero coperto da fiocchi e nastri, alla casa della propria amata la notte prima. Se un albero fosse decorato da nastri bianchi indicherebbe un segno di disinteresse. Le donne, al contrario, lasciano fuori dalla casa dell’amato rose o riso a forma di cuore. L’usanza vuole che il cuore si attacchi alla finestra o sullo zerbino. Negli anni bisestili tocca invece alla donna consegnare il palo di maggio. Tutto viene fatto segretamente.

In Irlanda il primo maggio è sempre stato festeggiato, sin dai tempi pagani, come Beltane. Si accendono falò per indicare l’avvio dell’estate e bandire le lunghe, fredde notti invernali.

In Italia Calendimaggio o cantar maggio era una festa per l’arrivo della primavera. In realtà il nome deriva dal periodo in cui esso ha luogo, calenda maia era il latino per l’inizio di maggio. Si tratta di una tradizione in molte regioni d’Italia, un’allegoria per il ritorno alla vita e la rinascita.
Questo rituale magico e propiziatorio viene solitamente effettuato durante un’elemosina in cui, in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino, cibo o dolci) i Maggi o maggerini cantano dei versi portafortuna agli abitanti del villaggio.
In tutta Italia i versi de Il Maggio sono molto differenti: nella maggior parte dei casi si tratta di canzoni fortemente romantiche che i giovani cantano per salutare l’arrivo della primavera. Simboli di questa rinascita sono gli alberi (soprattutto l’ontano e il maggiociondolo) e i fiori (violette, rose), che vengono nominati nei versi di questa canzone, e con cui i maggerini si adornano. In particolare l’ontano, che cresce lungo i fiumi, è considerato simbolo della vita e per questo è sempre presente nel rituale.
Calendimaggio viene storicamente fatto risalire alla Toscana, un personaggio mitico che aveva un ruolo predominante e ha molte caratteristiche del dio Belenus.
In Lucania i Maggi sono chiaramente di origine pagana.
A Siracusa in Sicilia l’albero della cuccagna viene issato nel mese di maggio per festeggiare la vittoria sugli ateniesi capeggiata da Nicias. Tuttavia Angelo de Gubernatis nella sua opera “La mitologia delle piante” sottolinea come sicuramente la festività fosse antecedente a detta vittoria.
Si tratta infatti di una celebrazione che risale a popoli antichi, molto integrata con i ritmi della natura, tant’è che vi sono tratti comuni nei festeggiamenti di Celti (con Beltane), Etruschi e Liguri, per cui l’arrivo dell’estate era di estrema importanza.

Anche in Grecia il primo maggio si festeggia la Primavera. L’usanza della Protomagia (1 maggio) ha antiche radici nell’antica Grecia e si festeggiano la primavera e la natura con una festa dei fiori.
Maios (maggio), l’ultimo mese di primavera, prende il suo nome dalla divinità Maja, una dea che a sua volta prende il suo nome dall’antica parola Maia, colei che fa nascere, la madre. Maggio, secondo il folklore greco, ha due significati: il buono e il cattivo, la rinascita e la morte. L’usanza vuole che si festeggi la vittoria finale dell’estate sull’inverno, la vittoria della vita sulla morte, che risale a tempi antichi.
Questo giorno era anche dedicato all’antica divinità dell’agricoltura Demetra e a sua figlia Persefone, che in questo giorno emerge dagli inferi e giunge sulla terra. È il suo arrivo sulla terra dall’Ade che segna il trionfo della natura e la nascita dell’estate.
Un’altra celebrazione antica in cui la Protomagia ha le sue radici è l’Anthestiria, una celebrazione in onore di Dioniso, una festività delle anime, delle piante e dei fiori, anch’essa in onore della rinascita dell’uomo e della natura.

In Bulgaria il primo maggio si festeggia Irminden (o Yeremiya, Eremiya, Irima, Zamski den).
La festività è associata con i serpenti e le lucertole e i rituali riguardano la protezione dell’uomo da essi. Il nome della festa deriva dal profeta Geremia, ma le sue origini sono pagane.
Si narra che nei giorni intorno all’Annunciazione i serpenti vengon fuori dalla tana, e a Irminden vien fuori il loro re. Gli anziani credono che coloro che lavorano nei campi il primo maggio saranno morsi da un serpente nell’estate che viene.
Nella Bulgaria occidentale la gente accende i falò, salta e fa rumore per spaventare i serpenti.
Un’altra usanza per la giornata è preparare i podnici, delle pentole di argilla per cuocere il pane.
Questo giorno è osservato specialmente dalle donne in attesa cosicché i loro futuri figli non prendano la yeremiya, una malattia dovuta a poteri maligni.

In Romania si festeggia l’armindenarmindeni, l’inizio dell’estate, simbolicamente collegato alla protezione dei raccolti e degli animali da fattoria. Il nome deriva dallo slavo Jeremiinŭ dĭnĭ che significa “il giorno di Geremia”, ma la celebrazione, i riti e le usanze sono apotropaiche e pagane, probabilmente originatesi nel culto del dio Pan.
Il primo maggio è anche chiamato ziua pelinului o giorno dell’Artemisia, o ziua bețivilor o giorno degli ubriachi, e viene celebrato per assicurarsi un buon vino il prossimo autunno e, similmente, per animali e uomini salute e protezione dagli elementi della natura (temporali, grandine, malattie, parassiti). La gente si riunisce nella natura con dei lăutari (suonatori di violino). L’usanza vuole che si beva un vino aromatizzato all’Artemisia per rinfrescare il sangue ed esser protetti dalle malattie. Al termine della giornata, di ritorno a casa, gli uomini mettono dei fiori di lillà o artemisia sui loro cappelli.
Altri riti apotropaici includono, in alcune zone del paese, che la gente si lavi il viso con la rugiada del mattino per auspicare buona salute, e che si decorino cancelli e porte con rami verdi o alberelli di betulla – per le case in cui abitano ragazze in età da marito – per assicurarsi una buona salute. Tutti i rami vengono lasciati al loro posto finché non viene mietuto il grano, e saranno poi utilizzati nel camino in cui verrà cotto il primo pane realizzato con il nuovo grano.
Alla vigilia del primo maggio le donne di campagna non lavorano nei campi né in casa per evitare temporali devastanti e grandine.
Arminden è anche ziua boilor, il giorno dei buoi, e così gli animali non vengono utilizzati per lavorare, altrimenti potrebbero ammalarsi loro o il loro padrone.
Vien detto che il primo maggio il tempo è sempre buono per permettere di festeggiare.

In Galizia la festività si chiama Os Maios (“i maggi”, in galiziano) e consiste di diverse rappresentazioni intorno a un albero o una scultura decorata. La gente canta canzoni popolari (chiamate maios) e balla intorno all’albero o alla scultura con dei bastoncini.
A Lugo veniva chiesta una mancia ai partecipanti alla festa, e solitamente questa era una manciata di castagne secche (castañas maiolas, castagne di maggio).

***

Ci sono due momenti nell’arco dell’anno in cui “il velo è sottile” tra questo e gli altri mondi, così che, si narra, essi possano toccarsi tanto sono vicini. Samhain o All Hallows’ Eve è quello che si conosce maggiormente, ma Beltane, il suo opposto nella ruota dell’anno, è l’altro che si disvela sotto i nostri occhi in questi giorni.
I nostri antenati e gli spiriti giungono sulla terra a Samhain e le fate o, come sosteneva Lewis Spence, le divinità che sono quasi state dimenticate e hanno meno potere, ci visitano a Beltane: “At Bealltainn, or May Day, every effort was made to scare away the fairies, who were particularly dreaded at this season. In the West Highlands charms were used to avert their influence. In the Isle of Man the gorse was set alight to keep them at a distance. In some parts of Ireland the house was sprinkled with holy water to ward off fairy influence. These are only a mere handful out of the large number of references available, but they seem to me to reveal an effort to avoid the attentions of discredited deities on occasions of festival once sacred to them. The gods duly return at the appointed season, but instead of being received with adoration, they are rebuffed by the descendants of their former worshippers, who have embraced a faith which regards them as demons. In like manner the fairies in Ireland were chased away from the midsummer bonfires by casting fire at them. At the first approach of summer, the fairy folk of Scotland were wont to hold a “Rade,” or ceremonial ride on horseback, when they were liable to tread down the growing grain.”

Buon Beltane! Buon Primo Maggio!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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