Kvenland

Kvenland, conosciuta come Cwenland o Kænland o termini simili nelle fonti medioevali, è un antico nome per un’area nella Fennoscandia e in Scandinavia.
Kvenland, in questo o in una pronuncia simile, è conosciuto da un racconto in antico inglese scritto nel nono secolo, che utilizzava le informazioni fornite dall’avventuriero e viaggiatore norvegese chiamato Ohthere, Ottar fra Hålogaland, un marinaio norvegese di epoca vichinga conosciuto solo per il racconto dei suoi viaggi al re Alfredo (871-99) del regno anglosassone del Wessex intorno all’anno 890. Il suo racconto fu incorporato in una versione anglosassone, o in antico inglese, di un libro latino scritto nel 5° secolo da Paolo Orosio, chiamato Historiarum Adversum Paganos Libri VII, o “Sette Libri di Storia contro i Pagani”. La versione in antico inglese di questo libro si pensa sia stata scritta nel Wessex all’epoca in cui re Alfred viveva o subito dopo la sua morte, in quanto la copia sopravvissuta più antica è attribuita al medesimo luogo e alla stessa epoca.
Nel suo racconto, Ohthere racconta che la sua madrepatria era Halgoland, o Hålogaland, dove viveva “più a nord di tutti i norvegesi… [in quanto] nessuno [viveva] a nord di lui” [Thorpe, 1900, pp. 249–253].
Ohthere parla dei suoi viaggi a nord del mar Bianco, a sud della Danimarca, descrivendo entrambi con numerosi dettagli. Parla anche dello Sweoland (Svezia centrale), dei Sami (o Finni), e di due popoli chiamati i Cwenas, che vivono nel Cwenaland, a nord degli svedesi, e dei Beormas, che ha scoperto vivevano vicino il mar Bianco. Ohthere racconta che i Beormas parlano una lingua imparentata con quella dei Sami.
La storia di Ohthere è la prima fonte scritta conosciuta per il termine Danimarca (dena mearc) e probabilmente anche per Norvegia (norðweg).

Altre fonti per il Kvenland sono nordiche, prevalentemente islandesi, e probabilmente anche un’altra fonte scritta nell’area norvegese.

Sin dal 17° secolo la maggior parte degli storici hanno considerato che il cuore, l’epicentro dell’antica Kvenland, in particolare nel periodo medioevale più tardo, fosse intorno e vicino il golfo di Botnia, prevalentemente nell’odierna regione svedese del Norrbotten e in quella finlandese dell’Ostrobothnia. Il nome tradizionale sia in finlandese orientale che sami settentrionale per quest’area era Kainuu (il nome in Sami con uno spelling leggermente diverso). Così è stato suggerito che il nome scandinavo Kvenland ed il nome finnico Kainuu condividano le stesse radici etimologiche.

Un avventuriero e navigatore inglese chiamato Ohthere visitò l’Inghilterra intorno all’anno 890. Il re Alfredo di Wessex gli fece scrivere delle storie, e le incluse nella sua versione in antico inglese della storia del mondo, scritta dall’autore romano-ispanico Orosio. La storia di Ohthere contiene l’unica descrizione del Kvenland sopravvissuta dal nono secolo:

“[Ohthere] diceva che la terra dei Norðmanna (“i norvegesi”) era molto lunga e molto stretta… e ad est vi erano montagne selvagge, parallele alla terra coltivata. I Finni abitavano queste montagne… Poi lungo queste terre, a sud, dall’altro lato della montagna (sic), è la Svezia …e lungo quella terra verso nord, il Cwenaland. I Cwenas a volte depredavano gli uomini del nord; ci sono molti laghi d’acqua fresca tra le montagne (dato il contesto, geond, con una possibile variazione di significati come “attraverso”, “oltre” e “lontano quanto”, viene reso meglio con “tra”; e moras, con una possibile variazione di significati che vanno da “brughiera”, “landa” a “montagne”, viene resa meglio come “montagne”, sebbene si possa intendere anche brughiera. La parola mór [] m (-es/-as) utilizzata nel testo originale può essere tradotta in inglese moderno come moormorassswamphillmountain), e i Kvens portano le loro navi oltre la terra nelle montagne, e da qui depredano gli uomini del nord; essi hanno navi molto piccole, e molto leggere”.

Come enfatizzato dal testo stesso, il racconto di Ohthere era un racconto orale, fatto al re Alfredo, e la sezione che narra di Kvenland è lunga solo due frasi. Le informazioni che Ohthere aveva sui Kvens potrebbero essere state di seconda mano in quanto, contrariamente agli altri suoi racconti, Ohthere non sottolinea alcun coinvolgimento personale.
Il metodo di Ohthere per localizzare il Kvenland può essere interpretato nel senso che il Kvenland era situato al centro e intorno alla parte settentrionale della Svezia attuale, e anche a metà della parte occidentale della Finlandia attuale, considerando anche l’utilizzo della bussola vichinga. Altre fonti più tarde chiamano i territori adiacenti alla parte settentrionale della Norvegia “Finnmark” (ad esempio la Saga di Egil).

I “Finni” di Ohthere possono essere un riferimento al popolo Sami, ma non tutti gli storici concordano. Sebbene Ohthere non dia alcun nome all’area in cui i Finni vivevano, egli ne descrive la vita e non fa menzione dei Kvens. Precedentemente nel testo Ohthere dice che “quella terra è molto lontana a nord da lì, ma è tutta abbandonata, tranne in alcuni luoghi, che sono quelli dove si sono stabiliti, qua e là, i Finni”.
Ohthere cita inoltre gli “ampi laghi d’acqua fresca” e che le barche dei Kvens sono di grande interesse. Si dice che i laghi siano “tra le montagne”: le parole utilizzate nel testo sono geond Þa moras. Qui Ohthere può far riferimento alla regione dei laghi della Norvegia settentrionale, a cui si fa riferimento anche nella Orkneyinga saga. In questo modo, il riferimento avrebbe dovuto includere anche il lago Mjøsa, un’area conosciuta per esser stata abitata in quell’epoca: la Orkneyinga saga racconta di come gli abitanti della zona fossero attaccati da uomini provenienti dal Kvenland (“Eftir þat fór hann af Kvenlandi ok fyrir innan hafsbotninn, ok kómu þar, er þeir menn váru, er Lappir heita; þat er á bak Finnmörk. En Lappir vildu banna þeim yfirför, ok tókst þar bardagi, ok sá kraftr ok fjölkynngi fylgdi þeim Nór, at óvinir þeira urðu at gjalti, þegar þeir heyrðu heróp ok sá vápnum brugðit, ok lögðu Lappir á flótta.” trad.: “Partì dal Kvenland, allontanandosi dal golfo verso l’interno finché non giunse con i suoi presso quelle genti chiamate Lapponi, per la precisione nella parte estrema del Finnmörk. I Lapponi cercarono di impedirgli il passaggio e di conseguenza si venne alle mani. Ora, la forza magica di Nórr e dei suoi era tale da ottundere i sensi degli avversari i quali, appena inteso il grido di guerra e visto brandire le spade, si dettero alla fuga” – tratta da La saga degli uomini delle Orcadi; sta in: Antiche Saghe Nordiche, Oscar Mondadori Editore).

Il riferimento a “navi molto leggere” (barche) portate sulla terra ha un parallelo etnografico molto ben documentato in numerosi ritratti dei tracciati storici di fiumi e laghi in Fennoscandia e nella Russia settentrionale. Secondo il filologo Irmeli Valtonen, il testo di Ohthere “non dà un’immagine chiara di dove fossero locati i Cwenas, sebbene sembra ci sia una conclusione ragionevole per far pensare che vivessero o si muovessero in qualche luogo tra la Svezia settentrionale o la Finlandia settentrionale di oggi” (Irmeli Valtonen, A Land beyond Seas and Mountains: A Study of References to Finland in Anglo-Saxon Sources. Sta in: Suomen varhaishistoria [Protostoria della Finlandia]; edito da Kyösti Julku; Rovaniemi, 1992).

Il nome “Kven” appare brevemente anche successivamente, nell’Orosius di re Alfred.
Il mare di Kven viene citato come il confine settentrionale dell’antica Germania.
La Kvenland è citata di nuovo, come segue:

“…gli svedesi (Sweons) hanno a sud di loro il braccio di mare chiamato Est (Osti) e ad est da loro la Sarmatia (Sermende), e a nord, oltre il nulla, c’è il Kvenland (Cwenland), a nord-ovest ci sono i popoli Sami (Scridefinnas), e i norvegesi (Norðmenn) sono a ovest” (da “Geografia di Alfredo“).

Si credeva che la bussola vichinga avesse una rotazione dei punti cardinali a 45°.
Se si analizzano i territori elencati nell’Orosius di re Alfred con questa bussola in mente, i norvegesi sarebbero a nord-ovest della Svezia, ed i popoli Sami a nord. Entrambi questi punti sono corretti a seguito della rotazione, basata sulla differenza nella bussola vichinga. Il Kvenland così è situato a nord-est della Svezia, e può essere situato in qualche luogo tra il Norrland svedese odierno e la parte occidentale dell’attuale Finlandia.
L’informazione che si dà del Kvenland situato “oltre il nulla” a nord della “Svezia” del periodo vichingo (corrispondente probabilmente alla parte centro-meridionale dell’attuale Svezia) corrisponde all’idea del Kvenland esteso verso il Norrland.
La Finlandia non è nominata in nessuno dei testi, né nell’originale né nella versione aggiornata della storia di Orosio.

Ci sono tre racconti medioevali islandesi che parlano del Kvenland. Essi sono la saga di Egil, la saga delle Orcadi, ed il più leggendario Hversu Noregr byggdist.
La Orkneyinga Saga è stata scritta intorno al 1200 da un autore islandese sconosciuto.
Il Hversu Noregr byggdist è conosciuto solo perché ne è sopravvissuta un’unica copia all’interno del Flateyarbók islandese del 1387, anche se potrebbe essere antecedente a questa data.
Secondo la saga delle Orcadi i primi re norreni (norvegesi) medioevali discendevano dal re Fornjót che “regnò sul Gotland, che noi oggi conosciamo come Finlandia e Kvenland”. Il Hversu sostiene altresì che un discendente di Fornjót “governò su Gothland, Kvenland (Kænlandi) e Finlandia”.
Uno studio sul DNA degli scheletri preistorici di quattro individui dal Gotland dimostra che l’area è stata etnicamente interconnessa con la Finlandia ed il Kvenland durante la preistoria: “I cacciatori-raccoglitori mostrano grande somiglianza con i Finni dei nostri giorni” dice Pontus Skoglund, uno studioso di genetica dell’università di Uppsala, Svezia (v. qui).

Recenti scoperte archeologiche in Finlandia hanno enfatizzato ulteriormente gli stretti legami tra il Gotland e la moderna area della Finlandia, soprattutto durante le epoche preistoriche.
Nella primavera del 2013 è stata scoperta un’incisione su un pezzo d’argento, che si crede faccia parte di un fodero di spada, risalente al periodo merovingio (600-800) a Rautjärvi in Finlandia. L’origine del manufatto sembra essere il Gotland, basandosi sullo stile della decorazione. Secondo Jukka Luoto del museo della Karelia meridionale, “ciò indica che queste aree hanno avuto rapporti indipendenti, e conducevano commercio, con l’area del Gotland” (sta in: Yle News, “Amateur archaeologists have made huge discoveries during the springtime”, pubblicato il 4 giugno 2013 in finlandese, qui).

Che Fornjót ed i suoi seguaci più stretti, citati anche in altre saghe, fossero persone realmente esistite nella storia, è ancora un dibattito aperto. Kyösti Julku nota che non ci sono errori in ambito geografico nelle descrizioni della Orkneyinga saga. Si chiede, quindi, perché si debba arrivare a pensare che i popoli di cui si parla nei racconti non siano esistiti (sta in: Julku, Kyösti, Kvenland – Kainuunmaa; con riassunto in inglese: The Ancient Territory of Kainuu; Oulu, 1986).
Degno di nota anche il fatto che il pronipote di Fornjót, Snærr hinn gamli ovvero “il vecchio Neve”, viene citato brevemente nella Ynglingasaga in relazione alla Finlandia.
La Orkneyinga saga contiene una descrizione realistica di Nór, in viaggio dal Kvenland alla Norvegia. Basandosi sulla cronologia interna alla saga, questo sarebbe avvenuto intorno al sesto o settimo secolo, ma la datazione è insicura. Vengono però indicate chiaramente il Kvenland, la Finlandia ed il Gotland:

“ad est del golfo che si trova oltre il mar Bianco (Gandvík); che noi chiamiamo il golfo di Botnia (Helsingjabotn)”.

È corretto che nella saga si indichi il golfo di Botnia come “oltre” (ovvero “dall’altra parte” del’istmo tra i due mari) del mar Bianco. La saga non dice che il Kvenland era sulla costa, bensì a est del golfo.

Una localizzazione possibile del Kvenland e del cammino di Nór verso il fiordo di Trondheim. Da notare che il Kvenland potrebbe anche essere ugualmente situato in qualunque luogo ad est del golfo di Botnia. La localizzazione sulla mappa deriva dal luogo con i maggiori ritrovamenti archeologici. La maggior parte delle interpretazioni situano il Kvenland nell’area costiera settentrionale della baia di Botnia dove ci sono state minori ricerche archeologiche.
Nelle antiche saghe norrene si suggerisce che nell’814 il Kvenland copriva l’intera area della Fennoscandia.
Ecco come Nór ha cominciato il suo viaggio verso la Norvegia:
“ma Nor, suo fratello, attese finché la neve rimase sulle brughiere, così da poter viaggiare con le sue scarpe da neve. Uscì dal Kvenland e costeggiò il golfo, e giunse in quel luogo abitato da quegli uomini chiamati Sami (Lapponi); che è oltre il Finnmark” – N.B.: non è certo si tratti di un riferimento al popolo dei Sami o a qualche altro popolo. I Lapp, di base finnica, non appaiono in nessun’altra saga. Divenne un modo comune di riferirsi ai Sami solo successivamente alla saga, in epoca medioevale, ed i norvegesi non hanno mai realmente utilizzato questa denominazione -.
Dopo aver viaggiato per un po’, Nór era ancora “oltre il Finnmark”. Dopo una breve battaglia con il popolo Sami (Lapp), Nór continua:
“Ma Nor andò quindi ad ovest dei monti Kjolen e per lungo tempo non seppero nulla degli uomini, ma uccisero bestie e uccelli per nutrirsi, finché giunsero in un luogo dove i fiumi sgorgavano ad ovest delle montagne. Poi egli andò lungo le valli che si allungano a sud del fiordo. Quel fiordo è oggi chiamato Trondheim”.

Partendo in qualche luogo sulla costa orientale del golfo di Botnia, Nór andò tutt’intorno al golfo o sciò attraverso il golfo stesso – era inverno, ed il golfo poteva essere ghiacciato (v. mappa della Scandinavia di Olao Magno, 1539; dando per scontato che il golfo di Botnia ghiacciato fosse ancora tale nel 16° secolo, come descritto nella mappa, vedi sezione F).

Nór finì con l’attaccare l’area intorno a Trondheim nella Norvegia centrale e più tardi il distretto del lago a sud, conquistando il paese e unendolo sotto il suo regno. Non c’è più alcun riferimento al Kvenland. Ancora una volta, solo una manciata di parole è stata riservata al Kvenland, più che altro per dire dov’era.
Il viaggio di Nór dal Kvenland alla Norvegia non è presente nel Hversu. In realtà. il Hversu non cita neanche che Nór proveniva dal Kvenland, indicando solo che “Norr aveva compiuto grandi battaglie ad ovest del Keel”. Il viaggio può esser stato recuperato da qualche altro contesto o aggiunto alla Orkneyinga saga in una fase successiva da un autore sconosciuto che voleva rendere la saga più avventurosa. Comunque, il conflitto stesso tra i Kvens ed i norvegesi rimane un episodio, come verificato da Ohthere, anche se non sarebbe andato a finire con la conquista della Norvegia.

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