Tilberi

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Il tilberisnakkur è una creatura del folklore islandese creata dalle streghe per rubare il latte. Solo le donne possono crearlo e possederlo.
I due termini sono varianti regionali: entrambi sono usati nell’Islanda orientale, tilberi a nord e snakkur a sud e nell’ovest. Non ci sono citazioni scritte su queste creature prima del 17° secolo, e tuttavia lo scrittore del 17° secolo che ne parla racconta anche di una strega che è stata punita per averne uno nel 1500.

Per creare un tilberi, una donna deve rubare una costola da un cadavere sotterrato da poco, al mattino presto la giornata di Pentecoste, avvolgerci intorno della lana grigia – rubata anch’essa per questo scopo – (a volte è specificato che la lana va presa dalle spalle di una pecora vedova, subito dopo che la sua lana è stata rasata) e lo mantiene tra i suoi seni. Le tre domeniche successive dopo la comunione lei sputa il vino santificato sul fuso creatosi, che diventerà volta dopo volta sempre più vivo e sempre più grande. Poi lascerà che esso le succhi la parte interna della coscia, lasciando così che cresca come farebbe una verruca.

Ora la donna può mandare il tilberi in giro a succhiare latte da altre mucche e pecore. Tornerà e dalla finestra griderà “Fullur beli, mamma!” (“Pancia piena, mamma!”) o “Togli il coperchio alla zangola, mammina!” e dopo avergli risposto “Láttu þá lossa sonur!” (“Lascialo andare, figlio!”) vomiterà il latte rubato nella zangola per il burro della donna.
Per succhiare il latte dalla mammella dell’animale, esso salterà sulla sua schiena e si allungherà per raggiungere la mammella verso il basso; in alcune versioni si dice che sia capace di raggiungere il basso da entrambi i lati e succhiare da due mammelle alla volta.
La mastite nelle mucche era tradizionalmente attribuita ai tilberi e fino al 19° secolo gli animali venivano protetti facendo il segno della croce sulle mammelle e sulla groppa posteriore e poggiando un libro di preghiere sulla spina dorsale.
Il burro ottenuto dal latte rubato da un tilberi, il tilberasmjör, si aggregherà come se fosse cagliato o addirittura si scioglierà in schiuma se su di esso si fa il segno della croce o il simbolo smjörhnútur, il “nodo del burro”, il segno magico.

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Il tilberi inoltre, occasionalmente ruba la lana messa fuori ad asciugare dopo la tosatura ed il lavaggio; la avvolge intorno a se stesso per formare una palla gigante che si muove.

Se la donna ha un bambino ed il tilberi riesce a raggiungere il suo seno pieno di latte, lei è a rischio di essere succhiata fino alla morte.
Il metodo tradizionale per liberarsi di un tilberi è mandarlo su per le montagne sui pascoli ordinandogli di raccogliere tutti gli agnelli caduti; gli si dice o tutti quelli di tre pascoli o di raccogliere gli agnelli in tre gruppi. Il tilberi lavorerà fino a morirne, o morirà perché essendo una creatura malvagia non può sopportare il numero tre.
Nei pascoli rimarrà solo l’osso umano, per terra.

Il tilberi è molto veloce, ma quando viene cacciato si crede che corra a casa da sua madre e si nasconda sotto le sue gonne; la sua sottoveste viene legata o cucita da sotto e la madre e la creatura muoiono o bruciate o annegate, insieme.

Nel 1580 una donna islandese fu arsa viva come una strega perché creò un tilberi.

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