kvæði, poesia e Eivør

Eivør

Eivør

Eivør è una cantante delle isole Faroe (Føroyar in lingua locale) che abita lì in un cottage a Gøta, e ha imparato a cantare dai suoi genitori e dai suoi nonni, la cui esperienza musicale ha radici nella Chain Dance (“ballo in cerchio”) che onora la memoria di un eroe norreno chiamato Trondur.

Il “ballo in cerchio” o ballo tondo era la forma coreografica dominante nell’antichità e largamente testimoniato dal Medioevo fino al Rinascimento. In area italiana si è conservato soprattutto in Sardegna, dove esistono numerose varianti modulari con diverse denominazioni (passu, passu torrau, dillu, dantza, bicchiri, tsoppu, etc.).
Su ballu tundu (detto anche semplicemente, per antonomasia, ballu) è una danza collettiva che vive della partecipazione e della relazione di un gruppo di balladores, i quali formano un corpo danzante organico e vivono ballando un evento fortemente condiviso al proprio interno.

La føroyskur dansur è il tradizionale “ballo in cerchio” delle isole Faroe, accompagnato dalle kvæði, le ballate faroesi.
Si tratta di un ballo in cerchio medioevale, che è sopravvissuto solo nelle isole Faroe, mentre in altre nazioni europee è stato proibito dalla chiesa a causa delle sue origini pagane. Viene tradizionalmente ballato in cerchio, ma quando alla danza partecipano molte persone solitamente queste oscillano tra l’interno e l’esterno del cerchio, entrando e uscendo con vari movimenti.

L’eroe norreno chiamato Trondur, cui è dedicato il ballo in cerchio che conoscono bene i familiari di Eivør, altro non è che il norreno Þrándr í Götu ovvero Tróndur í Gøtu (945-1035), un vichingo delle isole Faroe. Insieme a Sigmundur Brestisson egli è il personaggio principale della Føroyingasøga, la Saga dei Faroesi. Questa saga racconta la storia antica delle isole e l’arrivo del cristianesimo.

Il capitolo 3 della Saga narra che Tróndur aveva “una scioccante testa di capelli rossi, ed era lentigginoso e con lo sguardo truce”, caratteristiche tipiche del folklore faroese, e si dice che discenderebbe dalla figlia di Thorstan il Rosso.
Tróndur í Gøtu viveva sull’isola di Eysturoy, nella casa del padre Gøta, il quale prese il nome dal soprannome di Torbjørn Gøtuskegg. Inizialmente Tróndur e Thorlac si scontrarono a lungo per decidere chi avrebbe ereditato le proprietà. Dopo aver perso, Thorlac si trasferì a vivere nelle vicine isole con la moglie. Il capitolo 35 descrive in dettaglio tutti i fratelli che vivevano con Gøta, ed i rispettivi figli. Lo stesso capitolo spiega che Thorlac aveva due figli, Sigurd (uomo forte con lunghi capelli ricci) e Thord (chiamato “il basso”); la sorella di Tróndur ebbe un figlio noto come Geat “il rosso”.

Tróndur si oppose all’arrivo al cristianesimo nelle Faroe e pronunciò una maledizione contro di esso e contro Sigmundur, che lo promulgava. Questo è l’argomento principale di una poesia faroese scritta da Janus Djurhuus dal titolo Gandkvæði Tróndar.

Thousand Years of Christianity. Arrival of Christianity in the Faroe Islands - Tróndur í Gøtu

Thousand Years of Christianity. Arrival of Christianity in the Faroe Islands – Tróndur í Gøtu

Poems by Janus Djurhuus - Trónds chanting

Poems by Janus Djurhuus – Trónds chanting

Ecco il testo della poesia in faroese:

Gandkvæði Tróndar

Hevjið í homrum
Harðmælta kvæðIð,
Villu valkyrjur,
Vetrarins børn,
Tit mínar frælsu,
Froysandi hvirlur,
Føddar av ódn.

Hastið í hernað
Hamranmna døtur,
Vekið til veldis
Vilt glaðustrok;
Gravið frá grunni
Goysandi orrusturok.

Ramar eg risti
Rúnir, Ið rinda
Ravni ræ.
Sanna skal Sigmundur,
Tróndur trøllsterkur kvað.

Verjast skal valhøll,
Ið vølvur veittu
Miklum norðlanda monnum til mið.
Eydnast at inna
Ei skal Signumdi
Eystlanda sið.

Fjallfríðu Føroyar,
Ramasta rúnin,
Ritað av gudum
Um einstakra rætt!
Trygdareið Tróndur
Hann treystligt at verja
Svór síni ætt.

Hevjið í homrum
Harðmælta kvæðIð,
Villu valkyrjur
Veiti mær vørn.
Fram móti Sigmundi
Skip hansar sorandi,
Land honum forðandi,
Fram móti kristni
Kirkjurnar brótandi,
Tróndur til Tórs og til Óðins er blótandi,
Høgt kvøður heiðin ørn.

——————————————————-

Trónd’s Magical Chantings
(I cori magici di Trónd)

Raise the roar
of rage from the rocks,
wild valkyries
from winter born,
fly my freeborn
furious whirlwinds,
born in the storm.

Ride in rage
daughters of rocks,
wake up the wildest
waves of the sea,
raise from the sea-beds
raving madness and fear.

I carve ruthless
runes that reach
the ravens rape.
Sigmund shall suffer,
Trond the sorcerer sang.

Stand up for Valhall,
granted by gods,
to the great Norsemen as ultimate bait.
Sigmund shall never
succeed to impose
the East-landers faith.

Mountainous Faeroes
the ranciest runes
written by gods
about human rights!
Oath of allegiance
Trond made in truth
for all in his sight

Raise the roaring
rage from the rocks,
wild valkyries
protect my rights.
Storm against Sigmund,
ship wreck his vessels,
keep him from land.
Storm Christianity,
churches and vanity,
Trond prays for Thor’s and Odin’s insanity,
the heathen eagle fares high.

http://www.taranta.it/ballos.html

http://waffles.roflforum.net/t51-gandkvaei-trondar

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3 Responses to kvæði, poesia e Eivør

  1. biobioncino says:

    una descrizione deliziosa e ben fatta…
    ciao da bio…

  2. rabuccia says:

    L’ha ribloggato su daisuzokue ha commentato:
    Add your thoughts here… (optional)

  3. Pingback: kvæði, poesia e Eivør | The OzStriker Grimorium

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