Mylingen

Mylingen - di Markus Andersson

Mylingen – di Markus Andersson – sta qui

Un myling, detto anche utbörding, era nel folklore svedese il fantasma di un bambino non battezzato, ucciso dalla madre e nascosto, a volte anche sotto il pavimento della casa, per nascondere una nascita indesiderata. I mylings sono le reincarnazioni, sotto forma di fantasma, delle anime dei bambini non battezzati che sono costretti a girovagare sulla terra fino a quando non convinceranno qualcuno a seppellirlo in modo corretto. Diversamente, faranno un frastuono infernale con i loro capricci.
La leggenda narra che il myling, o utburd, cerchi passeggiatori notturni solitari e salti sulla loro schiena, chiedendo di essere accompagnato al cimitero, così da poter riposare in terreno consacrato.
Si pensa che i mylings siano enormi e che diventino sempre più pesanti man mano che ci si avvicina al cimitero, al punto che qualunque persona ne porti uno (o più) possa finire sotto terra per il peso. Nel caso di un rifiuto a portarli al cimitero, il myling uccide la sua vittima in preda alla rabbia.

mylingen di jullevis

mylingen di jullevis, sta qui

La parola utburd significa “ciò che viene portato fuori”, e si riferisce alla pratica di abbandonare bambini non voluti (ad esempio bambini avuti al di fuori del matrimonio o da genitori cui mancano i mezzi di sussistenza per farli crescere) nei boschi o in altri luoghi remoti, dove è quasi sicuro che essi verranno sopraffatti dalla morte. Si crede che il fantasma del bambino infesterà il luogo dove è morto o, come raccontato in un’infinità di storie, l’abitazione di coloro che lo hanno ucciso.

L’infanticidio viene generalmente portato avanti segretamente, e le vittime spesso abbandonate subito dopo la nascita. Dal punto di vista della chiesa, in particolare cristiana, ai bambini viene così negato il battesimo, e di conseguenza l’accettazione nella chiesa, ed una propria sepoltura. Come tali, non possono riposare in pace.
La credenza per cui i myling sono pieni di rabbia e cerchino vendetta è ciò che ha dato loro reputazione di essere un tipo di fantasma tra i più minacciosi di tutto il folklore scandinavo.

manifestazione ectoplasmatica in basso a sinistra della foto. Dal libro "Nybyggarbarn" di Marianne Liliequist, ISBN 91-7174-606-4

manifestazione ectoplasmatica in basso a sinistra della foto. Dal libro “Nybyggarbarn” di Marianne Liliequist, ISBN 91-7174-606-4, sta qui

La leggenda narra anche di come un myling canti una canzone sulla sua sorte. I myling solitamente si trovano in luoghi dove una giovane madre potrebbe nascondere un bambino morto: paludi, tumuli, foreste, etc. In questi luoghi si può sentir piangere, un continuo lamento. A volte il bambino piange chiedendo aiuto perché non è stato battezzato: “Dammi un nome!” urla. Ed è possibile salvarlo dicendo “Puoi prendere il mio, il mio nome xxx”. Si può anche decidere di ritrovare il cadavere e seppellirlo in terra consacrata, in un cimitero.

myling

myling, sta qui

La parola deriva da myrding, dall’antico svedese myrða, “omicidio”. Myling quindi significa semplicemente “ucciso”.

Una leggenda di Bergslagen (Svezia) narra di un vecchio che tornava a casa dal pub e fu fermato da un ragazzino che gli chiedeva “Nonno, nonno, io ho un papà?”. La parola pappa era una forma dialettale per essere allattati al seno. Il vecchio si è rifiutato di rispondere, ma il ragazzino insisteva con questa domanda, allora il vecchio gli ha risposto “Ti riferisci a qualche cartone (papp) per il tè? Io comunque non sono tuo padre”. E il ragazzo è andato via.
Quando il vecchio è tornato a casa, ha trovato sua figlia morta sul divano con il sangue che scorreva dal suo seno. La risposta del vecchio aveva dato al ragazzo la possibilità di vendicarsi di sua madre, come dice la leggenda. Quando il vecchio gli detto papp, senza rispondere alla sua domanda, il ragazzo sapeva già dove andare.

Mylingsyskon (fratelli myling) in un ambiente di studio

Mylingsyskon (fratelli myling) in un ambiente di studio, sta qui

In Norvegia si narra che quando appaiono possono assumere diverse forme, essere grandi come case o trasformarsi in animali grotteschi. La tradizione dice che non possono andare in paradiso perché non sono battezzati; quindi gli si può dar pace dando loro un nome. La formula tradizionale solitamente è

Eg døyper deg på ei von / anten Kari eller Jon

Ci sono anche delle filastrocche associate alle leggende delle apparizioni. Ola tjedn da Valdres è una delle più famose e la stave (lirica tipica scandinava) rende l’idea della ninna nanna che la mamma cantava al bambino:

In Ola dalom, in Ola-tjedn

Dietro la leggenda delle apparizioni spesso c’era la storia di una giovane ragazza che aveva avuto un bambino in segreto senza essere sposata. Nelle antiche comunità contadine era una grande vergogna, e ci sono numerosissime storie di ragazze che hanno ucciso i loro figli appena nati, annegandoli nei torrenti o nei laghi nelle foreste.
A seguito della legge norvegese di Cristiano V re di Norvegia tali crimini venivano puniti con la morte. Nel 1800 la maggior parte degli omicidi erano ancora infanticidi.

a sinistra nella foto si vede il myling

a sinistra nella foto si vede il myling, sta qui

Båntjern vicino Holmenkollen a Oslo è uno dei molti luoghi dal toponimo riferito all’utburdsfortellingen ovvero “storia degli utburd“.
Un’altro tipo di racconto di apparizioni era quello per cui se non si brucia o distrugge la placenta immediatamente dopo la nascita del figlio, questa crescerebbe fino a diventare un’orribile creatura che causerebbe molto dolore se si cercasse di liberarsi di lei.
Le autorità hanno spesso descritto tale creatura come un essere dalla pelle di lupo, che faceva tantissimo rumore, come l’ululare di un lupo, l’abbaiare di un cane, il nitrito di un cavallo o il grugnito di un maiale. In molti luoghi sono stati sentiti suoni come versi di animali, e si diceva che le persone che sentivano tali rumori erano in pericolo di vita o morivano di paura. Si temeva anche che le apparizioni tornassero indietro nel tentativo di occupare la medesima posizione del bambino nella culla, dopo di che il bambino veniva ucciso.

Per i russi, i norvegesi hanno l’abitudine di sbarazzarsi dei bambini malati o nati con deformità fisiche, seppellendoli nella neve. Allo stesso modo spesso si sbarazzano dei bambini nati fuori dal matrimonio. A volte l’anima del bambino torna indietro sotto forma di un fantasma che medita vendetta nei confronti di chi è ancora in vita, prima di tutto la madre.
Spesso la vittima viene raggiunta da un gufo bianco, che è l’utburda, ma sfuggirgli è praticamente impossibile: gli utburda sono estremamente veloci e forti.

mylingen nella Year Walk

mylingen nella Year Walk, sta qui

Biblio

http://www.antmir.ru/html/u/utburd.html
http://ezoezo.ru/utburd-4815.html
http://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%A3%D1%82%D0%B1%D1%83%D1%80%D0%B4
http://sv.wikipedia.org/wiki/Myling
http://en.wikipedia.org/wiki/Myling
http://no.wikipedia.org/wiki/Utburd
http://ryssfynd.blogspot.it/

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2 Responses to Mylingen

  1. Lotje says:

    Interessantissimo questa storia. Molto ben ricercato anche le immagini Eleonora! Sembrano del film ‘Shining’ del Kubrick quei gemelli, che paura!

  2. Che leggende inquietanti! anche le foto fanno la loro parte…

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