San Nicola da santo a sciamano a Babbo Natale

St Nicholas of Bari, whole length, in bishop's dress, with a bucket containing three naked figures (pickled children) bl; size of sheet (132.00 x 95.00 mm); with extensive Flemish manuscript calligraphy on verso in brown and red ink<br />Engraving with hand-colour

Representation of St Nicholas of Myra – Print made by Monogrammist M – 1500-1525 – British Museum, London UK

Tutti sanno che Babbo Natale viene dalla Lapponia, dove trascorre l’anno nella sua fabbrica di giocattoli insieme agli elfi, fermandosi solo per nutrire le sue renne dal naso rosso come Rudolph, prima di caricare la sua slitta ogni Natale e consegnare regali ai bambini di tutto il mondo.
Ma da dove è iniziato tutto? Chi è Babbo Natale, e perché è lui a svolgere questo ruolo straordinario ogni vigilia di Natale?

Babbo Natale, o meglio il suo alter-ego Nicola, nacque intorno al 270 d.C., non in Lapponia ma sulle rive del Mediterraneo a Patara in Turchia. Nicola proveniva da una famiglia benestante, ma i suoi genitori morirono quando era ancora giovane. Fortunatamente suo zio era vescovo della vicina città di Myra e accolse il giovane Nicola, educandolo in chiesa.

Ambrogio Lorenzetti, 1290-1348, “The Charity Of St. Nicholas”

Quello che sappiamo di Nicola è ben poco, ma sembra che egli successe a suo zio come vescovo di Myra in età molto giovane. Lentamente la storia di questo ragazzo si diffuse. Una volta, ad esempio, quando Nicola era in pellegrinaggio in Egitto, fece un miracolo per evitare che delle navi naufragassero sugli scogli e riportò persino in vita un marinaio annegato. Questa non fu l’unica volta in cui Nicola resuscitò i morti. Egli ha anche riportato in vita tre ragazzi che erano stati uccisi da un macellaio senza scrupoli che mirava a vendere i loro resti come prosciutto.

Bicci di Lorenzo (active late 1380s – 1452), ‘St Nicholas of Bari banishing the Storm’

Il miracolo più famoso, tuttavia, è stato l’aiuto dato da Nicola a tre figlie di una famiglia molto povera. Il padre non poteva organizzare il loro matrimonio e non poteva permettersi la dote e temeva per questo che le figlie sarebbero state costrette a prostituirsi. Nicola, dopo aver saputo della sorte delle ragazze, segretamente lasciò dell’oro in casa loro, per garantire il loro fidanzamento e la loro felicità.

Saint Nicolas, The Book Of Hours, 1465-75

Nicola fu poi canonizzato come san Nicola e divenne uno dei santi preferiti di pescatori e viaggiatori, perché aveva messo in salvo le navi e resuscitato un marinaio. La Grecia, popolo di marinai, lo fece diventare suo patrono e per questo il santo divenne strettamente legato alla Chiesa ortodossa. Durante le crociate, pellegrini e guerrieri avrebbero pregato san Nicola prima di affrontare viaggi in mare e avrebbero diffuso il suo culto in Europa e oltre.

St Nicholas of Zaraisk surrounded by Saints and Festival Scenes – Northern Russia – British Museum, London UK

Quando la Chiesa ortodossa si diffuse in Russia con essa portò il suo santo più importante, e così san Nicola divenne il patrono della Russia. Non tutta la Russia però era cristiana, tuttavia, e gli abitanti originari, i vichinghi Rus, provenivano dalla Scandinavia. Avevano portato con sé le loro divinità pagane, ed è possibile che allora si verificò la prima “metamorfosi” della figura del santo.

ROBERT W. WEIR 1803-1889
Saint Nicholas, 1838
Oil on wood panel, 30 x 25″ (76.20 x 63.50 cm.)
Signed, lower left
Gift of Mr. Sidney Hill, 962-0-101

Fino a tempi recenti, la tradizione dell’Europa del nord vedeva san Nicola che consegnava i regali ai bambini il giorno della sua festa, il 6 dicembre (giorno della sua morte). Questa tradizione deriva probabilmente dal dono del santo della dote alle tre figlie del povero. Però egli arriva su un cavallo volante grigio, accompagnato da elfi capricciosi dal viso nero, e questo apparentemente è meno facile da spiegare. A meno che, dalle tradizioni dei vichinghi Rus, san Nicola non abbia assunto anche delle qualità del dio nordico Odino, che cavalca un cavallo volante grigio (Sleipnir) ed è accompagnato da corvi neri (Huginn e Muninn). San Nicola era diventato un santo nordico.

 

La metamorfosi successiva del santo è probabilmente avvenuta nel profondo della Siberia russa in quanto i coloni avevano intrapreso la conquista di territori più a nord. Gli abitanti locali della Siberia avevano sempre seguito tradizioni sciamaniche e, dopo aver sentito di san Nicola, che aveva guarito e riportato anime indietro dalla morte, e conferito beni ultraterreni alla sua comunità, avevano prontamente deciso che era un potente sciamano e l’avevano assimilato nel loro pantheon di spiriti. Un certo signor Evenki intervistato nel 1913 ha persino sostenuto che per i siberiani san Nicola era un “maestro di sciamani”.

Tali sciamani viaggiavano spesso verso altre dimensioni, trasportati dal ritmo dei tamburi fatti in pelle di renna. I siberiani credevano che il suono del tamburo fosse in realtà una renna che li avrebbe portati verso l’alto, attraverso il fumo ed il buco della capanna, portandoli verso nord verso realtà ultraterrene. Lo sciamano sarebbe poi ritornato con doni di conoscenza, attraverso il buco del comignolo ed il fumo, e avrebbe raccontato alla comunità dagli occhi spaventati il suo straordinario viaggio. Per tutto il tempo, le campanelline sul suo costume suonavano ripetutamente, per avvisare gli spiriti del suo passaggio. Se san Nicola era uno sciamano ne ha preso naturalmente dei tratti.

Il san Nicola “sciamano” si è fuso con il san Nicola scandinavo per creare la leggenda di un uomo che viaggia da nord, trainato da renne volanti, con campane sul suo costume, portando doni ai bambini realizzati dai suoi elfi, e che arriva attraverso il fumo dal buco, oggi dal camino. Come cenno al lontano passato, egli indossa anche il suo rosso mantello vescovile.

Sinter Klaas with his Dutch Chocolate letters, 1928

San Nicola in Olanda è Sinta Klauss ovvero Babbo Natale. Le rifiniture sono state aggiunte da uno scrittore americano, Washington Irving  nel suo racconto Father Knickerbocker’s History of New York e riprese dalla Coca-Cola che ne ha fatto un uomo in sovrappeso e ci ha aggiunto il suo marchio diffondendo Babbo Natale in tutto il mondo.

Rudolph invece apparve per la prima volta in un opuscolo scritto nel 1939 da Robert L. May ma ciò che più colpisce l’attenzione è che in Lapponia, la “casa di Babbo Natale”, le renne amano mangiucchiare i funghi rossi a pois bianchi, gli allucinogeni Amanita Muscaria. I popolo locali Sámi, che conoscevano parzialmente gli effetti della droga, probabilmente riconobbero gli effetti di leggerezza da esso generati e così la renna che si levava in alta quota grazie all’allucinogeno venne raffigurata con un naso rosso lucido.

Santa Claus, un tempo santo, poi sciamano, oggi amato dai bambini di tutto il mondo, aveva trovato la sua compagna.

Riferimenti:

http://shelleysdavies.com/?p=11373

http://thurmanhubbard.com/?p=6748

http://bermudaradical.wordpress.com/2010/12/22/sinter-klaas-and-zwarte-piet-the-origins-of-santa-claus-are-in-anti-african-dutch-tradition/

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2 Responses to San Nicola da santo a sciamano a Babbo Natale

  1. Pingback: Rutger Kopland, poeta olandese « Via con Lotjina

  2. Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

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