I ragazzi della stella

Stjärngosse

Stjärngosse (“ragazzi della stella”) o Stjärngossetåg (“il trenino dei ragazzi della stella”) è una drammatizzazione popolare della Natività legata alla storia dei tre re o astrologi (i tre re Magi) che seguivano la stella di Betlemme per giungere nel luogo dove Gesù sarebbe nato.

La processione, le canzoni ed il dramma popolari hanno le proprie radici in antichi giochi della chiesa medioevale. A partire dal 1500 si è sviluppato il dramma liturgico, eseguito dagli studenti delle scuole ecclesiastiche, e divenne un mystery play più laico, che ha poi incluso anche canti laici e julpsalmer (“salmi natalizi”).

La processione aveva spesso luogo nel periodo dell’Avvento di Natale fino al 27 dicembre o anche fino all’Epifania. Andava di porta in porta chiedendo di entrare e rappresentare lo Stjärngosse. In cambio si ricevevano soldi o si veniva intrattenuti con dolci, vino e punch. Fino al 1900 nella maggior parte della Svezia lo Stjärngosse veniva svolto durante l’Avvento, solo successivamente è diventato caratteristico della giornata di santa Lucia il 13 dicembre.

Lo Stjärngosse è una rappresentazione della chiesa primitiva. Era legato alla stella di Betlemme e al viaggio dei re per trovare il bambino Gesù, e serviva come criterio per la verità sull’evento legato alla nascita, e per i sacerdoti era importante perché dava visuale ai misteri biblici. Alla rappresentazione partecipava tutta la comunità ed era così frequentata che veniva realizzata al cimitero. Solo successivamente venne spostata per le strade e nelle piazze.

L’unico momento in cui nella Bibbia si parla dei tre saggi è il Vangelo di Matteo (2, 1-18). Non si è sicuri che fossero in tre, ed i primi cristiani avevano opinioni diverse circa il loro numero. Origene (Cika 185-254) ha concluso che dovevano essere tre perché Gesù da loro ha ottenuto tre doni. È allora che sono stati introdotti i nomi leggendari Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Oltre ai tre re, nella processione vi è un numero variabile di partecipanti, e vi sono anche Giuseppe con la sua ascia da falegname, la Vergine Maria ed il bambinello, e persino Giuda. Quest’ultimo era colui che al termine dello spettacolo avrebbe elargito il denaro. Erode era un personaggio necessario per mettere in scena le persecuzioni e le scene di battaglia. Vi erano anche pastori e angeli.

Nel Medioevo i mysteriespelet (in inglese mystery plays) divennero sempre più diffusi in ambito ecclesiastico, ma quest’usanza alla fine fu portata avanti da altre compagnie teatrali. Con l’introduzione del protestantesimo in diversi paesi del nord Europa scomparvero le scuole nelle cattedrali, le loro fonti di guadagno, in quanto le monarchie e gli stati utilizzarono la nuova dottrina per recuperare i beni ecclesiastici e secolarizzarli. Così gli studenti delle scuole clericali riproposero lo stjärngosse e paradossalmente si diffuse l’abitudine, tipicamente tra i cattolici, di recuperare tali giochi per “metter piede” nelle aree protestanti. Il grande successo di altre processioni simili, come quella di san Martino l’11 settembre o del 12 marzo, giorno gregoriano, o la processione con le nozze gregoriane in Norvegia, dette allo stjärngosse rinnovata importanza.

L’importanza del giorno 13 e la magnificenza della festa dell’Epifania crebbero con l’introduzione del calendario gregoriano in quanto questo giorno, secondo il precedente calendario giuliano, era anche il vecchio giorno in cui veniva festeggiato Natale. L’usanza si diffuse tra i contadini come un tipo di giochi popolari, ma nella sua forma originale sembra esser diventato più raro dopo il tardo 1800.

Per secoli lo stjärngosse è stato legato esclusivamente alle scuole delle cattedrali di Oslo (Christiania), Stavanger, Bergen e Trondheim e probabilmente solo alla fine del 1800 si è diffuso in altre città e centri minori lungo la costa, da Halden a Vadsø. Negli altri paesi nordici esso è diffuso in Danimarca, Finlandia e lungo la costa dal sud della Svezia a nord-est della Norvegia. Anche se come punto di partenza esso può essere considerato una tradizione cittadina, ci sono anche stjärngosse tipici in zone più rurali del lago Vänern e in zone isolate ed interne della Norvegia.

Secondo la leggenda, fu solo nel Cinquecento che i tre re magi furono chiamati Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Melchiorre era spesso definito “il re moro” e quindi veniva rappresentato con il cerone scuro in viso. Tutti e tre avevano vesti di grandi dimensioni, indossavano stoffe drappeggiate e cappelli di forma triangolare. I cappelli erano a punta per associarli a quelli dei maghi dell’antica Babilonia.

Le processioni non erano solo cantate, ma vi erano anche dei giochi; ed il numero dei partecipanti era variabile. I personaggi assolutamente necessari erano oltre ai tre saggi, Giuseppe con l’ascia da falegname, la Vergine Maria con il bambinello e Giuda; pastori e angeli.

Solitamente ogni anno veniva realizzata una nuova stella. La base era costituita da legno di alberi da frutto e veniva montata su un lungo manico, ed era supporto per candele, da una a tre, di sego. Su questo supporto veniva incollata della carta oleata trasparente con delle decorazioni. Queste erano collocate al di fuori della stella, intorno, per evitare che si bruciassero dato che la carta oleata diventava molto calda per il calore della fiamma delle candele.

Nel corso degli ultimi decenni del ventesimo secolo questa usanza era diffusa come commedia musicale nelle chiese, nelle scuole e nei vivai, ma solo come recita in relazione alla chiusura delle scuole per le festività natalizie.

In Norvegia l’usanza viene menzionata per la prima volta da Absalon Pederssøn Beyer, sacerdote e rettore della scuola parrocchiale di Bergen. Secondo il suo diario, il 6 gennaio 1563 fu organizzata in occasione della festa per il sacerdote Mats.

Nei paesi nordici e in molti altri luoghi del nord Europa per gli studenti delle scuole delle cattedrali era quasi una specie di privilegio camminare con la stella. Nel 1609 a Bergen gli apprendisti sarti si sono mischiati agli allievi della scuola durante lo stjärngosse vestiti come loro, e hanno dovuto pagare una cospicua penale per violazione.

A seguito del decreto per regolamentare le festività natalizie, ed anche a seguito della crescente resistenza dei pietisti nei confronti delle manifestazioni natalizie e quindi anche dello stjärngosse, e anche a seguito del divieto reale dal 1735 in Danimarca e Norvegia contro ogni passatempo popolare durante le festività di Natale, gli studenti delle scuole parrocchiali finirono per non mettere più in scena tali manifestazioni. Successivamente, alcuni gruppi colsero l’opportunità di guadagnare qualcosa da queste processioni: sempre più bambini poveri, da soli o assistiti da adulti, intrapresero l’iniziativa di svolgere tali processioni e andavano di casa in casa sperando di raccogliere denaro, dolci e cibo.

Nel passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano alcuni giorni assunsero importanza diversa, in quanto il dodicesimo giorno dal Natale divenne la vigilia dell’Epifania, che era lo stesso giorno che anticamente era la vigilia, e l’Epifania anticamente era il giorno di Natale. La concezione popolare dell’epoca portò a celebrare entrambe le ricorrenze, per star sicuri.

Nel 1800 la polizia aveva il compito di controllare se fossero svolte attività simili. Il giorno dello stjärngosse è stato celebrato per l’ultima volta per le strade di Christiania (Oslo) nel 1869, e nel 1898 a Bergen. In entrambe le città, tuttavia, nel 1920 sono stati realizzati dei tentativi di far rivivere la tradizione. Nel 1924 il tribunale di Bergen ha concesso alla biblioteca Offentlige di far rivivere il gioco ai bambini del quartiere.

A Oslo sembra che l’usanza sia ripresa spontaneamente e non c’è evidenza di organizzatori particolari. Il revival non è però stato accolto con gioia: nella seconda metà del 1920 sono state numerose le lettere ai giornali di chi protestava perché ai bambini della capitale fosse stato permesso di nuovo di vagare per le strade portando in giro la stella.

Nella tradizione svedese lo stjärngosse era molto sentito, ma nei tempi moderni non è stato mantenuto con la stessa passione che invece si è conservata per il Natale. Tuttavia sul Möja esiste ancora la tradizione simile al stjärngosse di passeggiare alla vigilia dell’Epifania.

Anche in Svezia in origine lo stjärngosse era legato al tredicesimo giorno, che era il giorno in cui i tre saggi veneravano Gesù portando oro, incenso e mirra. Nel corso del 1800 però gli elementi dello stjärngosse furono traslati in una processione che aveva luogo il giorno di santo Stefano, il 26 dicembre. Alcune fonti indicano delle canzoni che venivano tradizionalmente cantate durante la processione di santo Stefano . Queste canzoni seguono la leggenda raccontata da Giovanni di Hildesheim nel 1370, per cui Stefano, che era lo stalliere del re Erode, vide per primo la stella di Betlemme (cui è legata appunto la tradizione dello stjärngosse) e chiamò il re Erode dicendogli che era nato un nuovo re.

Le tradizioni associate con la processione della stella e lo stjärngosse divennero confuse, probabilmente anche a causa della regolamentazione per le feste natalizie. Secondo la legge medioevale che venne chiamata julfriden il periodo di festività natalizie durava dal giorno di san Tommaso, il 21 dicembre, fino al ventesimo giorno dopo Natale. Ciò fu in vigore fino al 1770, esattamente come lo stjärngosse, che apriva la parte pubblica delle celebrazioni natalizie con una cavalcata da un villaggio al villaggio vicino per abbeverare i cavalli e gioire della festa. Similmente, il 7 gennaio giorno di san Knut Lavards era quello che chiudeva il periodo di festa. Il detto del giorno è Knut jagar julen ut ovvero “Knut caccia via il Natale” (esattamente come il nostro detto “L’Epifania tutte le feste si porta via”).

Nel 1988 a Göteborg c’è stato il Trettondagens afton per cui dei ragazzi hanno voluto rimettere in scena lo stjärngosse. Tutti i partecipanti, circa 150, erano membri del coro della parrocchia e hanno voluto così cogliere l’occasione per tenere un concerto all’aperto nel mese di gennaio. Portavano alti cappelli con incollate stelle d’oro e piume di struzzo, e secondo il Göteborgs-Posten tra genitori e familiari hanno partecipato alla fiaccolata almeno 400 persone.

La tradizione svedese più recente include la stjärngosse come retroguardia per la processione popolare per la celebrazione di santa Lucia il 13 dicembre. I “ragazzi delle stelle” partecipano alla processione insieme agli elfi; vestiti con una tunica bianca, con un cono bianco sulla testa con un laccio sotto il mento e con un bastone in mano. Il fatto che la processione dello stjärngosse oggi non sia più in auge in Svezia come una volta può forse dipendere dal fatto che il tredicesimo giorno ha perso il suo significato, mentre l’altro giorno che ricorda gli antichi festeggiamenti, santa Lucia, per diversi motivi ha assunto una posizione più dominante.

[…continua…]

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