Slattenpatte

Un particolare tipo di troll femminile danese si chiama Slattenpatte, e viene chiamato anche in altri modi altrove in Europa, e fa parte di un particolare genere di storie su cavalieri dall’apparenza di fantasmi che viaggiano notte tempo, specialmente diavoli femminili o troll.

In Danimarca si narrano storie del re Volmer che cacciava l’ultima donna troll nel regno. Qualcuno che camminava in tarda notte incontrò questa brutta donna troll, sempre caratterizzata da lunghi seni penduli (da qui il nome, che significa appunto “tette pendule”), e poco dopo apparve un cavaliere. Egli si presentò come re Volmer e chiese all’uomo che passeggiava di notte se avesse visto la brutta donna troll che stava cercando. Dopo poco si sente il suono di una freccia, seguito da un grido. In alcune versioni egli appare subito dopo con la donna troll morta caricata sul suo cavallo.
Le storie di cacciatori notturni venivano solitamente raccontate durante la notte di Natale.
Ma la donna troll Slattenpatte è anche collegata, in ambito germanico, ad un’altra creatura dai seni lunghi che spaventa i bambini, in tedesco LangtüttinTittenwief.

C’è chi suggerisce che questa spaventosa donna troll sia paragonabile ad una strega, nel senso che entrambe siano simboli della paura maschile/patriarcale delle donne in età post-menopausa. Chi lo sa…

Valdemar a caccia di Slattenpatte

Valdemar a caccia di Slattenpatte

La leggenda ha naturalmente altre versioni, ovvero della sua caccia notturna da parte di re Valdemar su un cavallo bianco o nero, accompagnato da tre cani con lingue rosse di fuoco.
Slattenpatte, o Langpatte Slave come anche viene chiamata in danese, è una maga con seni così lunghi che li buttava sulle spalle (per non essere intralciata mentre scappa) e veniva spesso vista con un bambino sulla schiena, che così poteva succhiare anche quando lei correva tutt’intorno. Quando viene vista, è probabilmente perché è in una situazione in cui è normalmente molto occupata, perché altrimenti non si fa vedere.

Slattenpatte sotto l'altare della chiesa di Vejlø, Sealand meridionale, Denmark (c.1670).

Slattenpatte sotto l’altare della chiesa di Vejlø, Sealand meridionale, Denmark (c.1670).

A Vejlø, nella chiesa di Kotri, si può vedere Slattenpatte, raffigurata come esempio per il suo dubbio onore: per questo lo scultore Abel Schroeder da Næstved, che doveva scolpire circa 1640 figure, decise di inserire anche quest’immagine, e la pose sotto il pulpito.

La seguente storia, La moglie di Elle inseguita da Valdemar IV, è stata narrata da Heidi Pfeffer, Consulente Provinciale per la Storia Locale negli archivi di Storstrøms in Danimarca.
A Lundby, nella Zelanda meridionale, si racconta che capitava spesso che i contadini, nei campi del Lundbygårds, la sera vedessero una donna alta correr fuori dai boschi, e che i suoi seni erano così lunghi che li portava gettati dietro le spalle.
Dietro di lei correva, nel buio, un cavaliere su un cavallo nero. “È lei!” gridò ai contadini, scomparendo nel buio.
Dopo qualche tempo tornò indietro e la donna era di fronte al cavallo, di fronte a lui. “Allora, ho capito!” gridò ai contadini, e poi scomparve nella foresta.
Il re Valdemar IV era in cerca di una donna elfo, nota anche come Slattenpatte.

Un signore anziano, a nord di Egesborg, incontrò una sera sul ponte di Vejlø una donna insolitamente grande che sbuffava e si lamentava. Nel chiaro di luna vide che la lingua le pendeva dalla bocca per lo sforzo e che i suoi seni, nudi, erano appesi fino alla cintola.
Un po’ più in là, dove il Nørrestrand va a destra fino alla strada, incontrò tre cani rosso fuoco, con lingue di fuoco, e poi giunse il re Valdemar correndo su un cavallo bianco come la neve, che gli chiese se non avesse visto o incontrato una Slattenpatte. “Sì”, disse l’uomo, “e sembrava avere fretta”. “Sì, ma così non mi aiuta!” disse il re Valdemar, e cavalcò via.
Dopo aver accelerato un poco, il contadino si fermò, e sentì un grido acuto. Era l’ultima Slattenpatte del paese, e l’ultimo giro del re.

Simile alla Slattenpatte, si ritrova nel folklore germanico anche il Langtüttin, una forma di demone femminile nota per i suoi lunghi seni penduli (in Antico Alto Tedesco tüttin sta per il tedesco moderno Zitze, esattamente come “tetta”).
Il nome deriva dalle leggende tirolesi sulle Langtüttin.
Esiste anche una tradizione in Medio Oriente sulla “moglie dalle tette” e nella Prussia orientale esiste lo stesso personaggio che però è un Roggenmöhn, spirito maligno della segale. Nel folklore scandinavo si chiama Slattenpatte, ed è un demone. Inizialmente si trattava di un demone del mais, per poi rimanere come una figura utilizzata per spaventare i bambini.
Il suo “ruolo” è infatti quello di offrire ai bambini il suo seno, perché lei non può avere figli. Da un seno esce il latte, dall’altro sangue e catrame. Il seno può anche essere nero o di ferro. Nel nord della Germania si dice

Frau Anna Marlene Ittchen / mit ihren eisernen Tittchen

ovvero “la signora Anna Marlene Ittchen / con le sue tette di ferro” perché per i bambini incontrare il Langtüttin è spesso fatale.

Per non far andare i bambini a giocare nei campi di grano o di piselli, nelle antiche regioni tedesche e in quelle orientali si dice che c’è il roggenmôinearftenmôine, il demone della segale o del grano. A Magdeburgo si dice che c’è la kornmutter, la “madre del grano”, che ha i capezzoli di ferro. Forse da questa credenza si è sviluppato il modo di dire sulla Frau Anna Marlene Ittchen, “dalle tette di ferro”, perché i figli che aveva premuto al petto erano morti.

[dove non diversamente specificato, i testi sono scritti e tradotti da Eleonora Matarrese. Tutti i diritti riservati]

***

Riferimenti:
http://users.skynet.be/fa023784/trollmoon/TrollBlog/files/9a4cd6247a4b218d47d8a97cb3155eb9-48.html

http://www.vejenkunstmuseum.dk/Dansk/troldekort/troldesagn.htm

http://www.vejenkunstmuseum.dk/Dansk/troldekort/storstroms-amt.htm

http://www.zeno.org/Literatur/M/Kuhn,+Adalbert/M%C3%A4rchen+und+Sagen/Norddeutsche+Sagen,+M%C3%A4rchen+und+Gebr%C3%A4uche/C.+Gebr%C3%A4uche+und+Aberglauben/22.+Kinderscheuchen/259.+%5BDamit+die+Kinder+nicht+in’s+Korn+oder+in+die+Erbsen+gehen,+sagt%5D

Leander Petzoldt, Piccolo dizionario dei demoni ed elementali, 3° Monaco di Baviera, edizione 2003, pagina 119, ISBN 3-406-49451-X

Richard Beitl, Studi sulla mitologia del bambino , Waxmann Verlag, 2007, pagg. 40-42

Friedrich Schröder: Hansel e Gretel, L’incanto della grande Madre, 2009, magnum opus.

Walter Scherf: Il lessico racconto , Beck Verlag, 1995.

Ignaz Zingerle Vincent, Racconti del Tirolo, Innsbruck 1850

http://www.cultura.at/haid/matriarchat.html

http://www.sagen.at/texte/sagen/italien/passeiertal/Wilde_Mann_Langtuettin.html

http://de.wikipedia.org/wiki/Roggenmuhme

Leander Petzoldt, Kleines Lexikon der Dämonen und Elementargeister

Adalbert Kuhn / W. Schwartz: Germania del Nord leggende, fiabe e costumi di Mecklenburg, Pomerania, il Marchio, Sassonia, Turingia, Brunswick, Hannover, Oldenburg e Vestfalia. Lipsia, 1848, S. 429

voce Korndämon su Wikipedia, in tedesco

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