Le ballate norvegesi (I)

Ci sono molti tipi di canzoni nell’ambito della tradizione orale folklorica norvegese: canti di lavoro, nenie, canzoni, lamenti, satire e molte altre. Ma c’è un genere, la ballata, che è diverso dagli altri sia nella forma che nel contenuto. Il contenuto delle ballate indica che sono tra i generi più antichi conosciuti nel nostro paese, ed è in queste ballate che gli studiosi di folklore hanno mostrato il maggior interesse.

Come le favole, anche le ballate sono parte della letteratura folklorica; il contenuto di molte ballate assomiglia al contenuto delle favole. Un esempio può essere visto nella ballata su “Åsmund Frægdegjæva”, che racconta di un eroe che combatte i troll, libera una fanciulla imprigionata nella montagna, e alla fine ottiene la mano della fanciulla e si vendica dei due fratelli dal cuore malvagio. Questa storia è simile alle storie popolari sul “ragazzo della cenere” (Askeladden). Ma, mentre i racconti popolari hanno sempre un lieto fine, questo non è sempre vero delle ballate, e le persone che incontriamo in queste canzoni sono spesso soggette a dolore e tragedia. Nella canzone Bendik e Årolilja gli amanti muoiono; Olav Liljekrans è ucciso dalla regina degli elfi, e Little Kjersti deve rimanere con il re della montagna in una montagna da cui nessun principe potrà mai liberarla.

Ma  è proprio il fatto che queste ballate abbiano a che fare con la tragedia ed il dolore che fa sì che ci coinvolgano in un modo diverso e più passionale di quanto facciano le storie sul ragazzo della cenere, la principessa ed il troll. Le ballate hanno ancora il potere di commuoverci, e la loro poesia ha mantenuto vitalità nell’arco dei secoli.

La parola “ballata” deriva dal Latino “ballare”. Sebbene la parola indichi una canzone che faccia ballare, ciò che caratterizza queste canzoni è il fatto che siano epiche, che raccontino una storia. In tedesco ed in inglese la parola ballad è utilizzata per indicare ogni tipo di canzone narrativa. In Scandinavia, invece, la parola viene utilizzata prevalentemente in relazione alle canzoni popolari più antiche, che possono anche essere definite ballate medioevali poiché hanno un’ambientazione in quell’epoca. Esse possono essere considerate simili alle inglesi Child Ballads, così chiamate dal Professor Francis James Child che nel tardo 1800 aveva pubblicato The English and Scottish Popular Ballads.

Le canzoni sono sempre state cantate, sin dalla notte dei tempi. In Europa le due tradizioni principali per questo genere di narrativa cantata sono l’epica eroica non in strofa e la ballata. L’epopea eroica è una canzone lunga e continuativa costituita da blocchi di versi individuali ai quali spesso si lega la melodia. L’Odissea è un poema epico di questo tipo, ed un esempio scandinavo di questa forma è la poesia finlandese del Kalevala. Ascoltarli può risultare piuttosto monotono. La ballata scandinava, invece, appartiene alla tradizione europea: la ballata è in rima e la melodia va di pari passo con i versi. Ha una rima finale ed un ritornello (coro).

Sunfair ed il Re Dragone

Le ballate utilizzano un linguaggio antiquato che persino i norvegesi oggi non capirebbero. Solo poche ballate in norvegese sono state tradotte in altre lingue: Solfager og ormekongen (in inglese Sunfair and the Dragon King), in precedenza molto poco conosciuta, lo è diventata dopo che Edvard Grieg ha composto un pezzo per piano basato sulla sua melodia, e cinque stanze (da un originale norvegese molto più lungo) sono state tradotte in inglese. La sinossi della trama è la seguente: il re David lascia la sua promessa sposa Sunfair per viaggiare all’estero. Mentre è via suo fratello Ormekongen (il Re Dragone) cerca di sedurre Sunfair. Lei resiste ed il Re Dragone le dà una pozione per farle perdere i sensi, poi seppellisce il suo corpo apparentemente senza vita, e successivamente la rapisce in segreto dalla tomba e lascia il paese con lei. Il re Davide lo segue travestito da pellegrino. Si rivela a Sunfair e la riporta a casa.

Cinque stanze di questa lunga storia sono state tradotte da Christopher Norman (Ragnar Christophersen). La traduzione, per quanto non ottima, può essere cantata seguendo la melodia originale:

1.       The King of the Dragons came a riding on his mare,

And the maiden was so young.

Sunfair stood waiting and sunned her golden hair.

I love to ride out in the meadows.

2.       And do you hear, my Sunfair, what I order thee?

Tou’lt leave King David and be betrothed to me.

3.       Never shall it come to pass while I do live,

That I two brothers should my pledge give.

4.       Three magic potions in her cup he went and poured;

Sunfair drank and swoon’d without a word.

5.       To King David came the message sinister and dread!

Sunfair, your love, your sweetheart, is dead!

 

Traduzione italiana (mia)

1.       Il Re dei Dragoni giunse a cavallo della sua giumenta

e la fanciulla era così giovane.

Sunfair era lì in attesa ad asciugare al sole i suoi capelli d’oro.

Adoro passeggiare per i prati.

2.       E tu senti, mia Sunfair, cosa ti ordino?

Tu lascerai il re Davide e sarai la mia promessa.

3.       Mai accadrà fin quando vivo

Di dare il mio impegno a due fratelli.

4.       Egli giunse e tre pozioni magiche verso nella sua coppa;

Sunfair bevve e svenne senza una parola.

5.       A Re Davide giunse la notizia sinistra e terribile!

Sunfair, il tuo amore, il tuo tesoro, è morta!

 

 

Gruppi di ballate

Le ballate scandinave sono solitamente divise in sei gruppi sulla base del loro contenuto:

  1. Ballate del supernatural (mi si perdoni ma preferisco dirlo in inglese, ha più fascino e secondo me rende meglio l’idea! Comunque, in italiano sarebbe “soprannaturale”)
  2. Ballate leggendarie
  3. Ballate storiche
  4. Ballate cavalleresche / cortesi
  5. Ballate eroiche
  6. Ballate scherzose

Ballate del supernatural

Le ballate del supernatural hanno a che fare con la stregoneria, la magia, e con persone che hanno a che fare / incontrano il soprannaturale. In questo gruppo di ballate, tuttavia, non si tratta di riportare il semplice incontro del “ragazzo della cenere” con il troll. L’eroe nelle favole folkloriche è sempre superiore ai suoi nemici; egli taglia la testa al troll e vince la mano della principessa. Ma gli spiriti soprannaturali sono esseri davvero pericolosi, e nelle ballate del supernatural non è tutto così facile. Si potrebbe dire che le ballate del supernatural e le ballate eroiche sono simili, così come le leggende possono essere comparate alle favole. Nelle leggende e nelle ballate del supernatural gli esseri soprannaturali sono tutti potenti e gli umani possono ricevere ferite mortali qualora li incontrassero. Molte ballate raccontano di una tragica storia d’amore tra umani ed esseri soprannaturali, a seguito della quale gli umani solitamente si ritirano come perdenti. La ballata Olav Liljekrans (vedi anche la scozzese Clerk Colvill, Child n. 42) racconta di un giovane che va in giro per invitare ospiti al suo matrimonio. Incontra un gruppo di elfi nel cuore della foresta. La regina degli elfi gli chiede di ballare con lei, ma egli rifiuta poiché si sposerà il giorno dopo. La regina si vendica con un incantesimo facendolo ammalare, ed egli ritorna a casa morente. La sua morte viene tenuta nascosta alla sposa, ma ella presto scopre la verità e muore anche lei. Viene forzata a bere una pozione per dimenticare e a vivere in una montagna per il resto dei suoi giorni.

A volte è anche possibile che le cose si volgano al meglio. Magnhild, l’eroina della canzone Villeman e Magnhild, sa che il suo destino è morire annegata. Villeman cerca di contrastare questo destino, ma andando in chiesa Magnhild cade nel fiume. Villeman prende la sua arpa e, grazie alla musica, costringe lo spirito del fiume a liberare Magnhild.

Non tutte le ballate che riguardano il supernatural hanno a che fare con esseri soprannaturali. Il supernatural può anche esserci sotto forma di stregoneria runica, trasformazione, e manifestarsi di fantasmi o presagi. L’alto numero di ballate in questo gruppo evidenzia la grande popolarità in Norvegia di ballate sul supernatural.

Ballate leggendarie

Le ballate leggendarie sono un gruppo relativamente piccolo e traggono i loro motivi dalle leggende cristiane. Queste canzoni possono riguardare le celebrazioni dei santi, come l’apostolo Giacomo, Maria Maddalena, santo Stefano e sant’Olav, o altri più anonimi, e uomini e donne di paese. Esistono anche canzoni che parlano di miracoli e alcune canzoni visionarie, un gruppo ristretto tra le quali la più conosciuta è la Draumkvedet (in inglese The Dream Ballad, la ballata del sogno).

Ballate storiche

Alcune ballate del supernatural possono anche riferirsi ad eventi contemporanei, mentre il termine ballata storica si riferisce a quelle canzoni che hanno come fonte materiale storico che conferma l’argomento principale. Le ballate storiche norvegesi, in particolare, riguardano eventi storici avvenuti intorno all’anno 1300.

Falkvor Lommannsson è considerata una ballata storica poiché un’antica cronaca svedese mostra che un certo Folke Lagmansson rapì Lady Ingrid Svantepolksdotter nel marzo 1288 e se la portò in Norvegia. Senza questo dato di cronaca questa canzone sarebbe stata categorizzata tra le Ballate di cavalleria.

Non ci si aspetta che le ballate costituiscano materiale storico attendibile; 500 anni di tradizione orale possono portare innumerevoli cambiamenti, e la generazione successiva sarebbe stata più interessata alle canzoni che narravano belle storie e non che fossero storicamente accurate. La canzone di Falkvor Lommannsson è sopravvissuta grazie al suo fascino di storia romantica del rapimento di una sposa, ma le fonti storiche ci fanno sospettare che fosse un caso di rapimento basato su questioni politiche.

Ballate cavalleresche / cortesi

Le ballate di cavalleria consistono in canzoni realistiche sulla vita contemporanea della piccola e grande nobiltà, con una preferenza per episodi drammatici.

La maggior parte delle canzoni riguardano l’amore. Sebbene alcune descrivano storie d’amore felici, la maggioranza sono tragiche. Queste ballate trattano anche argomenti difficili come il rapimento, l’incesto, l’adulterio e gli omicidi per gelosia. La canzone Gjødalin og Herreper (Gjødalin ed il Signor Per) racconta una storia drammatica ben lontana dall’essere una favola. Il signor Per cavalca verso casa di Gjødalin nonostante l’avvertimento di sua madre. Quando arriva, scopre che Gjødalin ha chiuso la porta a chiave. La rompe ed entra, le strappa l’abito di seta e tenta di violentarla. Lei però ha un coltellino con cui tenta di colpirlo al cuore.  Poi lo rimette sul suo cavallo e lo manda indietro da sua madre, colpito a morte.

Le ballate cavalleresche / cortesi spesso utilizzano motivi narrativi internazionali e possono essere romanzate e con molti episodi. Rullemann e Hilleborg è una canzone il cui argomento si ritrova in molti altri paesi (cfr. Lady Isabel and the Elf-knight, Child n. 4). La canzone narra di Rullemann, un serial killer che ha ucciso nove ragazze. Quando ci prova con Hilleborg, lei riesce a fregarlo e colpirlo con un coltello.

Alcune ballate sono state inserite in questo gruppo poiché non sarebbero facilmente inseribili in altri.

Ballate eroiche

Le ballate eroiche sono narrazioni simili a favole. Gli eroi sono considerevoli e forti, fronteggiano i loro nemici senza paura e combattono con gioia. Queste canzoni sono tremende, a livello visivo sono dipinte con colori forti. Nelle ballate cavalleresche e soprannaturali lo sviluppo della trama solitamente avviene tramite il dialogo dell’eroe, mentre il supereroe delle ballate eroiche non parla tanto. La narrativa è portata avanti dalle descrizioni drammatiche.

Queste canzoni condividono la stessa esagerazione delle saghe, e molte di loro sono strettamente correlate al gruppo più recente di saghe islandesi, le cosiddette fornaldar sogur, con i loro racconti di storie romantiche e fantastiche. Mentre si possono trovare paralleli con gli altri gruppi in tutta Europa, le ballate di questo tipo si trovano solo in Scandinavia con l’unica eccezione di una ballata scozzese (cfr. Kemp Owain, Child n. 34: il professor Child tuttavia aveva annotato che Kemp Owain aveva tratto l’argomento da una saga islandese).

Le ballate sull’eroe Rolando e della sua lotta coraggiosa contro i Mori si trovano in molti paesi europei. Nella ballata norvegese Roland og Magnus kongjen (Rolando e re Magnus) questa storia è raccontata nello stile di una ballata eroica. Durante la battaglia di Roncisvalle, Rolando avanza contro i Mori e li fa fuori come una falce affilata sulle spighe, così che la foschia che sale dal sangue dei soldati caduti getta un’ombra sul campo di battaglia.

Ballate giocose

Queste canzoni hanno riscosso enorme successo, anche se dato lo humour spesso bulesco e crudelmente erotico, venivano poco considerate dalla gente colta che trascrisse le ballate nel 1800. Queste non erano canzoni adatte a creare l’orgoglio nazionale, e diverse canzoni contengono elementi erotici che vennero censurati.

Molte di queste canzoni prendono in giro i ruoli dei generi, spesso capovolgendoli. Un esempio tipico è la canzone  Ungersven på tinget che narra di una donna forte ed aggressiva che violenta un uomo. Il mattino dopo egli si reca in tribunale per farla arrestare, ma è semplicemente ridicolizzato.

Un altro ampio gruppo di ballate giocose ha a che fare con gli animali. In Kråkevisa (“il corvo tremendo”) lo humour sta nella descrizione di un corvo assurdamente enorme. Altre canzoni popolari come Tordivelen og flua (“lo scarafaggio sposa la mosca”) parlano di animali che agiscono come gli umani. Le canzoni sugli animali hanno uno humour naïf che spesso piace ancora molto ai bambini.

Quando oggi leggiamo o cantiamo le ballate siamo quasi sempre motivati da quanto è vecchia la canzone, ma Kråkevisa e Møllardottera (“la figlia dei Miller’s”) vengono cantate ancor oggi semplicemente perché sono divertenti. Kråkevisa è probabilmente la canzone folklorica più popolare di tutto il repertorio norvegese.

[Velle Espeland; da una pubblicazione curriculare in un compendio dell’Università di Oslo, 2004. Sta qui]

[…continua…]

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