Völundr, il fabbro coraggioso

“When the Lord of the Njars, Nidud, heard
That Völund sat in Wolfdale alone,
He sent warriors forth: white their shield-bosses
In the waning moon, and their mail glittered.”

[tradotto da W. H. Auden e P. B. Taylor]

Nella mitologia germanica e nordica, Weland il fabbro (Old English Wēland; Antico Norreno Völundr, Velentr; Antico Alto Tedesco Wiolant; Proto-Germanico Wēlandaz, da Proto-Germanico Wēla-nandaz, lett. “coraggioso in battaglia”, “combattente coraggioso”, vedi Hellmut Rosenfeld, Der Name Wieland, Beiträge zur Namenforschung, 1969) è un mastro fabbro leggendario.

Nelle antiche fonti norvegesi, Völundr compare nella Völundarkviða, un poema epico all’interno dell’Edda poetica e della Þiðrekssaga, e la sua leggenda è anche raffigurata sulla VII Pietra di Ardre.
Nelle fonti in Old English appare in Deor, Waldere e nel Beowulf, e la leggenda è raffigurata sullo Scrigno dei Franchi. Viene menzionato nei poemi tedeschi sull’eroe Dietrich von Bern come il padre di Witige. Ha avuto una grande notorietà nel Medioevo con il nome di Galan, in lingua francese medioevale.

Riferimenti nella mitologia norrena

Völund aveva due fratelli, Egil e Slagfiðr (o Slagfidur o Slagfin). In una delle versioni del mito, i tre fratelli scoprirono le Valchirie, principesse cigno, cercando di fare un bagno in un corso d’acqua. Per fare questo, le tre valchirie, Œlrun, Alvit e Svanhvit, avevano tolto i loro vestiti da cigno. I tre fratelli nascosero questi vestiti, impedendo alle principesse di fuggire e volare via e così le poterono sposare. Pochi anni dopo, le tre principesse ritrovarono i loro costumi di cigno e scomparvero. I due fratelli di Völund  partirono alla loro ricerca, mentre lui desistette e rimase. In un’altra versione, Völund sposò la Donna-cigno Hervör ed ebbe un figlio con lei, Heime. Hervör pochi anni dopo lo lasciò.
In entrambe le versioni si trovò solo, ma conserva un anello del suo matrimonio. Nel primo mito forgia settecento copie di questo anello.

Successivamente, viene catturato mentre dorme da re Nidud di Svezia. Per evitarne la fuga, Nidud gli fa tagliare i tendini della gamba e viene imprigionato nell’isola di Saeverstod. Viene poi costretto a forgiare i pezzi di ferro per il re e la sua famiglia. L’anello di Völundr è stato dato a sua figlia, Bodvild. Nidud prese la sua spada.

Völund per vendetta uccide i due figli di Nidud che sono venuti a trovarlo in segreto. Con i loro crani fa delle coppe che ha offerto al re, gioielli con i loro occhi, che ha offerto alla regina, ed una spilla con i loro denti, che ha offerto alla loro figlia. Quando questa a sua volta va a trovarlo, lui la seduce mettendola incinta, e poi fugge grazie a delle ali che si era costruito.

Tutta la storia può essere riconosciuta guardando con attenzione la pietra di Ardre nel Gotland, che mostra una figura con le ali (in cima) che è stata interpretata come Volund.

La pietra runica di Ardre, Gotland

Völund su Ardre

Una nuova scoperta archeologica da Uppåkra (vedi foto in basso) indica che si trattava proprio di Voland, dato che è la stessa figura.

Voland da Uppåkra

È evidente:

Volund Ardre vs Uppåkra

Riferimenti nella mitologia germanica

Nella leggenda tedesca si dice che Völund abbia forgiato una spada a suo figlio heime, che fu maneggiata da Miming e poi da Höðr. Si dice anche che egli sia il principe degli Elfi oscuri, del regno di Svartálfaheimr.

Riferimenti in Old English

Nel poema in Old English Deor, che narra le sofferenze famose di varie figure prima di descrivere quelle di Deor, il suo autore, si comincia con “Welund”:

Welund tasted misery among snakes.
The stout-hearted hero endured troubles
had sorrow and longing as his companions
cruelty cold as winter – he often found woe
Once Nithad laid restraints on him,
supple sinew-bonds on the better man.
That went by; so can this.
To Beadohilde, her brothers’ death was not
so painful to her heart as her own problem
which she had readily perceived
that she was pregnant; nor could she ever
foresee without fear how things would turn out.
That went by; so can this.

Weland ha modellato la maglia di ferro indossata da Beowulf, come dai versi 450-455 del poema epico omonimo:

No need then
to lament for long or lay out my body.
If the battle takes me, send back
this breast-webbing that Weland fashioned
and Hreðel gave me, to Lord Hygelac.
Fate goes ever as fate must.

[traduzione in inglese di Seamus Heaney].

Di seguito, la traduzione dall’Old English all’italiano del lamento di Deor. Le prime tredici righe si riferiscono a Weland e Beadohilde, figlia di re Niðuðr.

 

 

Deor’s lament

il lamento di Deor

1 Welund him be wurman wræces cunnade, Weland tra le serpi conobbe sventura,
2 anhydig eorl earfoþa dreag, l’uomo risoluto patì sofferenze,
3 hæfde him to gesiþþe sorge ond longaþ, ebbe a compagni dolore e desiderio,
4 wintercealde wræce; wean oft onfond, desolazione invernale; trovò spesso affanno,
5 siþþan hine Niðhad on nede legde, dopo che Nithhad a lui impose vincoli,
6 swoncre seonobende on syllan monn. flessuosi lacci a miglior uomo.
7 Þæs ofereode, þisses swa mæg. Quello è passato, passerà anche questo.
8 Beadohilde ne wæs hyre broþra deaþ Beadohild non fu per la morte dei suoi fratelli
9 on sefan swa sar swa hyre sylfre þing – così affranta in cuore come per il suo proprio stato –
10 þæt heo gearolice ongieten hæfde s’era con certezza accorta
11 þæt heo eacen wæs; æfre ne meahte d’esser gravida; mai seppe
12 þriste geþencan, hu ymb þæt sceolde. pensare fiduciosa cosa ne sarebbe stato.
13 Þæs ofereode, þisses swa mæg. Quello è passato, passerà anche questo.
14 We þæt Mæðhilde monge frugnon – Di Mæthhild molti di noi hanno sentito –
15 wurdon grundlease Geatas frige, divenne sconfinata la passione del Geata,
16 þæt him seo sorglufu slæp ealle binom. così che il tormentoso amore gli tolse del tutto il sonno.
17 Þæs ofereode, þisses swa mæg. Quello è passato, passerà anche questo.
18 Ðeodric ahte þritig wintra Theodric tenne per trenta invern
19 Mæringa burg – þæt wæs monegum cuþ. la fortezza dei Mæring – questo fu noto a molti.
20 Þæs ofereode, þisses swa mæg. Quello è passato, passerà anche questo.
21 We geascodan Eormanrices Di Eormanric conosciamo i pensieri
22 wylfenne geþoht – ahte wide folc di lupo – resse in largo il popolo
23 Gotena rices. Þæt wæs grim cyning. del regno goto. Fu re feroce.
24 Sæt secg monig sorgum gebunden, Più d’uno sedette nella stretta del dolore,
25 wean on wenan, wyscte geneahhe in attesa di sventura, desiderò spesso
26 þæt þæs cynerices ofercumen wære. che fosse rovesciato quel potere.
27 Þæs ofereode, þisses swa mæg. Quello è passato, passerà anche questo.
28 Siteð sorgcearig, sælum bidæled, Siede l’affranto privo di gioie,
29 on sefan sweorceð, sylfum þinceð s’incupisce nell’animo, gli pare
30 þæt sy endeleas earfoða dæl; senza fine la sua parte d’affanni;
31 mæg þonne geþencan þæt geond þas woruld può allora pensare che a questo mondo
32 witig dryhten wendeþ geneahhe, il saggio signore spesso rivolge le sorti,
33 eorle monegum are gesceawað a molti uomini mostra favore,
34 wislicne blæd, sumum weana dæl. sicura prosperità, ad altri porzione di pene.
35 Þæt ic bi me sylfum secgan wille, Questo voglio dire di me stesso,
36 þæt ic hwile wæs Heodeninga scop, che per un tempo sono stato il poeta degli Heodening,
37 dryhtne dyre – me wæs Deor noma; caro al signore – Deor era il mio nome;
38 ahte ic fela wintra folgað tilne, per molti inverni ho avuto buona posizione,
39 holdne hlaford, oþþæt Heorrenda nu, grazioso signore, finché ora Heorrenda,
40 leoðcræftig monn londryht geþah uomo esperto di canti, ha ricevuto le terre
41 þæt me eorla hleo ær gesealde. che a me aveva dato il protettore d’uomini.
42 Þæs ofereode, þisses swa mæg. Quello è passato, passerà anche questo

Böðvildr in Weyland’s Smithy
John Gehring (1883)

Altri riferimenti anglosassoni

Lo Scrigno dei Franchi è uno dei numerosi altri riferimenti anglosassoni di Wayland, la cui storia era evidentemente ben nota e popolare, anche se non è rimasta nessuna versione estesa in Old English.

Il riferimento a Waldere è simile a quello nel Beowulf, la spada dell’eroe è forgiata da Weland (R. K. Gordon, ed., Anglo-Saxon Poetry, London: Dent, 1954:65); testo parziale dei frammenti di Waldere in inglese moderno – vedi l’inizio del frammento A per Wayland).


Franks’ Casket

Nella parte anteriore del Franks Casket, incongruamente accoppiato con una Adorazione dei Magi, Wayland si trova all’estrema sinistra nella fucina dove egli è tenuto come schiavo dal re Niðhad, che gli ha fatto tagliare i tendini della coscia rendendolo zoppo. Sotto la fucina è il corpo senza testa di uno dei figli di Niðhad, che Wayland ha ucciso, facendo un calice dal suo cranio; la testa è probabilmente l’oggetto tenuto dalle tenaglie in mano a Wayland. Con l’altra mano Wayland offre il calice, che contiene birra drogata, a Bodvild, la figlia di Niðhad, che poi stuprò quando non era cosciente. Un’altra figura femminile è visualizzata al centro, forse una aiutante di Wayland, o ancora Bodvild. A destra della scena Wayland (o suo fratello) cattura uccelli; poi fa ali dalle loro piume, con le quali è poi in grado di fuggire (G. Henderson, Early Medieval Art, 1972, rev. 1977, Penguin, pag. 157).

Il fabbro Weyland paralizzato nella parte anteriore dello Scrigno dei Franchi

Durante l’epoca vichinga nell’Inghilterra del nord, Wayland è raffigurato nella sua fucina, circondato dai suoi strumenti, a Halton nel Lancashire, ed in fuga dal suo carceriere reale aggrappato ad un uccello in volo, sulle croci a Leeds, West Yorkshire, e a Sherburn-in-Elmet e Bedale, e nel North Yorkshire (tutte località indicate in Richard Hall, Viking Age Archaeology, serie Shire Archaeology, 1995:40).

Toponimi

Wieland è anche associato con la Forge de Wieland, “Fucina di Wieland”, un sepolcro funerario nella Contea di Oxford. Questo monumento megalitico è stato chiamato così dai Sassoni, ma è di epoca molto antecedente alla loro. Da questa assimilazione viene la superstizione secondo la quale un cavallo lasciato una notte intera con una piccola moneta d’argento (Groat) sarà trovato l’indomani completamente ferrato, ed il pezzo d’argento sparito… Questa superstizione è menzionata nel primo episodio di Puck of Pook’s Hill di Rudyard Kipling, The Sword of Weland (“La spada di Weland”), che narra l’ascesa e la caduta del dio.

Spade descritte come forgiate da Weland

Albion, la spada del figlio di Heme, l’“uomo incappucciato”, nella serie tv Robin di Sherwood. Inoltre, Morax, Solas, Orias, Elidor, Beleth e Flauros nell’episodio The Sword of Weland (“La spade di Weland”) di Robin of Sherwood.

Almace, la spade di Arcivescovo Turpino, secondo la Karlamagnus Saga (“Saga di Carlo Magno”).

Calibum, nella leggenda arturiana di Mary Stewart, è la spada di Macsen, Merlino, e Artù.

Curtana, la spada di Ogier il Danese, secondo la Karlamagnus Saga.

Durlindana, la spada di Rolando, sempre secondo la Karlamagnus Saga, anche se nell’Orlando Innamorato la Durlindana si dice sia stata in origine la spada di Ettore di Troia.

Mimung, che ha forgiato per combattere il fabbro rivale Amilias, secondo la Thidrekssaga; la Karlamagnus Saga narra poi che Mimung entra nei possedimenti di Landri o Landres, nipote di Carlomagno.

La spada senza nome di Huon di Bordeaux, secondo John Bourchier, Lord Berners.

Una spada senza nome la cui storia è raccontata da Rudyard Kipling in Puck of Pook’s Hill.

La spada senza nome dell’eroe nella Chanson de Gui de Nanteuil.

“Un ouvrier de Galan”, un aiutante di Weland, dice che abbia forgiato la spada dell’eroe Merveilleuse nella Chanson de Doon de Mayence.

[si ringrazia James Hogg per il suggerimento tramite Facebook🙂 ]

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Weland_il_fabbro
http://en.wikipedia.org/wiki/Wayland_the_Smith
http://de.wikipedia.org/wiki/Wieland_der_Schmied
http://www.questia.com/read/11406305/anglo-saxon-poetry
The Poetic Edda
Beowulf
nella traduzione di Seamus Heaney

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