Sømunk – il monaco del mare

Il monaco del mare, a volte chiamato “pesce monaco”, era il nome dato ad un animale marino ritrovato sulla costa orientale dell’isola danese di Zealand quasi certamente nel         1946 (v. Paxton, C. G. M. & R. Holland (2005). Was Steenstrup Right? A new interpretation of the 16th century sea monk of the Øresund. Steenstrupia 29: 39–47).
Era descritto come un “pesce” che esternamente aveva la forma di un monaco. Se ne parla e fu dipinto nel quarto volume della famosa Historia Animalium di Conrad Gesner. Gesner riferisce anche di un mostro simile ritrovato nel Firth of Forth (Scozia), secondo Boezio, e di un avvistamento dello stesso sulla costa della Polonia nel 1531.

Il monaco di mare divenne quindi popolare nel poema epico La Sepmaine; ou, Creation du monde di Guillaume du Bartas, in cui il poeta parla di corrispondenza tra la terra ed il mare (con enfasi su quest’ultimo):

“I mari hanno (così come i cieli) il Sole, la Luna e le Stelle;
(come l’aire) Rondini, e Torri, e Scale;
(come la terra) Viti, Rose, Nidi, a milioni,
Garofani dei Poeti, Garofani, Funghi, e molti milioni
di altre Piante (più rare e strane)
come molti pesci che vivono nei Mari.
E anche Arieti, Vitelli, Cavalli, Lepri, e Ricci,
Lupi, Leoni, Ricci di mare, Elefanti e Cani,
sì, Uomini e Fanciulle; e (coloro che amo di più)
il Vescovo dalla mitra e il Galletto incappucciato;
di cui esempi (pochi anni fa)
furono mostrati nelle Norvegie, e dal Principe di Polonia”.

Intorno al 1850 il zoologo danese Japetus Steenstrup suggerì che il monaco di mare fosse un calamaro gigante (v. Steenstrup, J.J.S. (1855). Om den i Kong Christian IIIs tid i Øresundet fanget Havmund (Sømunken kaldet) Dansk Maanedsskrift 1: 63–96), una teoria resa in tempi recenti nuovamente popolare dallo scrittore Richard Ellis (v. Ellis, R. (1998). The Search for the Giant Squid. Lyons Press. London).
Il criptozoologo Bernard Heuvelmans credeva che tale affermazione fosse basata sulla scoperta di un tricheco errante (v. Heuvelmans, B. (1974). Dans le Sillage des Monstres Marins. Famot. Geneva). Più recentemente, è stato suggerito che si trattava di una squatina (rana pescatrice), chiamata monkfish (“pesce monaco”) in inglese o munk (“monaco”) in norvegese (v. Paxton, C. G. M. & R. Holland (2005). Was Steenstrup Right? A new interpretation of the 16th century sea monk of the Øresund. Steenstrupia 29: 39–47). Altri suggerimenti includono una foca grigia, una foca dal cappuccio, una foca monaca, o una bufala come suggerisce Jenny Haniver (ibidem).

“Sea Monks” – Japetus Steenstrup (fonte: illustrazione dalla presentazione di Japetus Steenstrup del 1854. L’illustrazione a sinistra è del Prof. Guillaume Rondelet, e a destra del naturalista Pierre Belon, entrambe del 16° secolo. Al centro un’illustrazione di un calamaro catturato nel 1854). “Possiamo noi, date quelle poche informazioni su com’era concepito il Monaco a quell’epoca, avvicinarsi tanto da poter riconoscere di quale creatura della natura si tratta? Il “monaco di mare” è prima di tutto un cefalopodo” – Japetus Steenstrup, 1854. Tratto da: Michon Scott, 16 luglio 2006, “Strange Science: Sea Monsters”. Strange Science – The Rocky Road to Modern Paleontology and Biology. Recuperato da Wikipedia il 10 agosto 2006.

Da Edward Payson Evans:

“Non solo le regioni periferiche ed inesplorate della terra, ma anche il mare è stato prolifico di meraviglie, la più notevole delle quali è il cosiddetto “pesce vescovo” (Episcopus marinus) o “vescovo del mare” (Meerbischof), un esemplare del quale sembra esser stato catturato nel mar Baltico nel 1433. Aveva una mitra sulla testa, un pastorale in mano, e portava una dalmatica. Il re di Polonia voleva confinarlo in una torre, ma il pesce avrebbe resistito ostinatamente a questo attentato alla sua libertà, e con gesti muti avrebbe supplicato i suoi compagni prelati, i vescovi del regno, a cui mostrava particolare devozione, per farlo tornare nel suo elemento naturale. Questa richiesta gli fu infine concessa e, in segno di gioia e gratitudine, si fece il segno della croce, e dette la benedizione episcopale con la sua pinna, prima di scomparire sotto le onde.
Incisioni di questa meraviglia marina sono state pubblicate nel Fischbuch Gessner del 1575, nel Physica Curiosa di Schott, e in altre opere dei secoli XVI e XVII.

Bishop Fish – “Pesce vescovo”

Nel 1531, secondo i cronisti olandesi, un altro Sømunk è stato catturato nel mare del Nord vicino la Germania, e inviato al re di Polonia. In questo caso il pesce si è rifiutato di mangiare, ed è morto al terzo giorno di prigionia. Gessner parla anche del tritone (Homus marinus), del Mermonk (Monachus marinus) dicendo che sono stati catturati nel mar Baltico, nella Manica, nel Mar Rosso, e sulla costa di Dalmazia.

[Animal Symbolism in Ecclesiastical Architecture by Edward Payson Evans. New York: Henry Holt and Company, 1896]

Ricerca: ringrazio per l’idea Aputsiaq e altre informazioni le ho trovate qui; tutte le traduzioni sono mie.
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