Il calendario norvegese e gli onomastici

Il calendario così come siamo abituati a vederlo in Italia ha un santo per giorno, così da poter essere definito un “calendario di nomi”. Questo genere di calendario ha normalmente due nomi associati ad ogni giorno dell’anno (chi non ricorda il “calendario di Frate Indovino”, dove addirittura i nomi dei santi per giorno erano tre?).
I calendari con i nomi dei santi apparvero in epoca medioevale, creati dalla chiesa cattolica per sostituire le antiche celebrazioni pagane, per la maggior parte di compleanni.
Così i giorni dell’anno furono collegati a santi cattolici e martiri e queste festività erano conosciute come “onomastici”.

Oggi si festeggia l’onomastico in molti paesi nel mondo, soprattutto quelli che nella loro storia hanno avuto un forte influsso cattolico.

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Questa è una copia di un almanacco svedese del 1712. In alto a sinistra si può leggere la parola Februarius, ovvero febbraio, e il calendario ha 30 giorni. Nella colonna accanto ai giorni si legge il nome dato al giorno. Il 14 febbraio si può vedere “Valentin”. Tuttavia, accanto al giorno 30 si può leggere la parola “aggiunto”.
La colonna accanto ha delle rappresentazioni di animali dall’oroscopo greco – ogni nome ha un animale simbolo differente -. La quarta colonna indica dei simboli che rappresentano le diverse fasi della luna. Nella quinta colonna sono indicati i nomi festeggiati nella relativa giornata e le previsioni atmosferiche del giorno – si può vedere nel giorno 30 la parola Snöö ovvero neve. Dimenticate le previsioni atmosferiche settimanali: all’epoca era cosa comune per i calendari la previsione del tempo annuale, ovvero per tutto l’anno a partire da gennaio.

In Scandinavia gli onomastici furono introdotti dalla chiesa cattolica nel periodo di conversione dei pagani delle lande nordiche. Tuttavia, all’epoca gli onomastici in Norvegia non furono così significativi come in Danimarca, Svezia e Finlandia. A seguito della Riforma nel 1536, per cui la fede protestante divenne la religione di stato, gli onomastici rimasero solo nella tradizione folklorica. Durante il regno danese, la Norvegia adottò l’almanacco danese che risale alla metà del 1600. Quando la Norvegia passò sotto il dominio svedese nel 1814 ebbe il proprio almanacco, una copia di quello danese.

Dopo che la Norvegia riacquistò la sua indipendenza la maggior parte dei nomi vennero eliminati dall’almanacco in quanto sia la tradizione che gli onomastici erano considerati “cose del passato”. Vennero riconosciuti e quindi rimasero solo alcuni giorni: quello dedicato a sant’Olav, il giorno di san Lars e il giorno della fiera di San Bartolomeo in particolare.

Nel 1900 anche in Danimarca l’almanacco danese perse riconoscimento. In Svezia al contrario la tradizione dell’onomastico divenne molto popolare. Nel 1980, a causa anche della diffusione mediatica, l’almanacco degli onomastici crebbe nuovamente di popolarità in Norvegia. Nel 1988 nacque un nuovo almanacco e con l’aiuto “non ufficiale” dell’Università di Oslo venne prodotto un nuovo Almanacco Norvegese.

Nell’almanacco norvegese per ogni giorno vennero scelti due nomi. Circa 125 nomi vennero utilizzati scegliendoli dal vecchio almanacco norvegese (dal danese) e 100 nomi circa dall’almanacco svedese, ed alcuni nomi vennero recuperati da persone storicamente importanti per la Norvegia come il re Haakon e la regina Maud (del 1906). Il resto dei nomi vennero scelti dai nomi norvegesi più popolari tra il 1900 ed il 1988.
Nel 1988 l’almanacco norvegese fu aggiornato con l’aggiunta di 49 nomi nuovi risultanti tra i più popolari tra il 1988 ed il 1995.

[tratto, tradotto e riadattato da me da qui]
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