The Burning of the Clavie, ovvero la botte che brucia

Nel villaggio di Burghead nel Moray, nella Scozia nordorientale, i residenti non vedevano l’ora che arrivasse la celebrazione dell’Hogmanay. Condannato nel XVIII secolo dalla chiesa come “pratica abominevole e pagana”, il Burning of the Clavie (“falò della botte”) è sicuramente uno degli eventi più bizzarri e spettacolari della Scozia.

L’evento ha luogo l’11 gennaio di ogni anno – o il 10 nel caso in cui l’11 cada di domenica – in corrispondenza di quello che era l’ultimo giorno dell’anno prima che i calendari fossero cambiati nel 1660.

Riassumere l’evento narrandolo come una processione di una botte per la città non trasmette affatto il carattere profondo, radicato ed elaborato della cerimonia.

Il fuoco ha una forte associazione con Hogmanay.

Dal simbolismo di un singolo pezzo di carbone al dono per eccellenza per augurarsi benessere, salute e/o fortuna – o in altre parole la speranza che chi riceve l’augurio possa lum may aye reek (“Long may your chimney smoke!” ovvero “Possa il tuo camino fumare a lungo!”) – alla stravaganza dei fuochi d’artificio a Edimburgo, il Burning of the Clavie ha molto a che vedere con il pezzo di carbone, ma con dettagli, ambizione e significato che hanno molto in comune con la processione della fiamma olimpica.

La cerimonia ha inizio nella notte con la botte stessa – metà botte piena di trucioli di legno e catrame, che viene inchiodata ad un palo. Alcuni raccontano che ogni anno sia utilizzato lo stesso palo. Esso viene portato da un residente del posto sulle spalle alla casa del sindaco di Burghead così che egli possa accendere la botte con la brace del suo stesso camino. La botte infiammata è poi portata a turno da dieci uomini in senso orario intorno alla città, e pezzi di brace della botte vengono distribuiti in dono casa per casa.

La botte viene poi portata alla clavie stone – che si crede sia l’altare di un antico forte a Doorie Hill – dove viene posata, viene aggiunto più combustibile fino a quando tutta la cima della collina non è in fiamme.

La cerimonia, simile a molti altri rituali intorno al mondo, si completa man mano che i partecipanti prendono dei pezzi di carbone ardente dal falò per accendere il fuoco nel camino di casa loro nel “giorno del nuovo anno” (il nostro Capodanno) che simbolizza il ciclo della vita, il rinnovamento, la fine del freddo inverno e la promessa della primavera, o semplicemente come dice la tradizione, la buona sorte.

 

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