San Nicola: SintKlaas

La tradizione di SinterKlaas in Olanda in realtà è precedente alla versione anglicizzata di Santa Claus. Infatti i colonizzatori olandesi portarono con sé la tradizione nei primi anni del XVII secolo e questa subì diverse metamorfosi fino a diventare la versione oggi conosciuta dagli americani.

La poesia di Clement Moore A Visit from Saint Nicholas (quella che comincia con ‘Twas the night before Christmas...) fu pubblicata per la prima volta nel 1823. Fino al 1870 se vogliamo il Natale non era neanche una festa negli Stati Uniti: Thomas Nast, un disegnatore di fumetti del settimanale Harper’s Weekly si ispirò alla poesia di Moore e fece una serie di disegni che aiutarono a creare l’immagine che abbiamo oggi del jolly old elf (gioioso elfo anziano). E, naturalmente, avrete certo sentito parlare del contributo che la Coca Cola ha dato alla cultura popolare con la propria campagna pubblicitaria che ebbe inizio nel 1931.
Ma gli olandesi erano rimasti fedeli alla tradizione del Sanct Herr Nicholaas delle origini, che si era lentamente sviluppata a partire dall’XI secolo; e oggi Sinter Klaas indossa gli abiti del vescovo, la sua mitra, l’anello con il rubino ed il bastone, appropriati al santo intorno al quale è cresciuta la leggenda. In Olanda, così come in Belgio, Lussemburgo, e parte della Germania, la celebrazione ha luogo la vigilia del giorno di festa, e si celebra quindi il 5 dicembre. Tuttavia, l’attuale giorno di festa è il 6 dicembre (i cattolici conoscono questo giorno per festeggiare il santo), che è l’anniversario della sua morte. Così mentre molte aree protestanti della Germania celebrano il 5, nelle regioni a maggioranza cattolica si celebra il 6 dicembre.

Mentre Babbo Natale (Father Christmas) in Inghilterra e (Santa Claus) negli Stati Uniti hanno aiutanti che sono degli elfi e sono tutti al Polo Nord, in Olanda SinterKlaas arriva in barca. E così come negli Stati Uniti si vede Santa Claus con i suoi aiutanti in vari luoghi prima della giornata di Natale, in Olanda egli arriva solitamente nel secondo fine settimana di novembre, su una nave a vapore dalla Spagna. Le città portuali lungo la costa dell’Olanda competono per l’onore di ricevere il sant’uomo, e ogni anno la celebrazione del suo arrivo è accompagnata da una gran festa, trasmessa anche in televisione e guardata da tutti i bambini nel paese. Nelle settimane successive al suo arrivo tutte le altre città olandesi gli daranno il benvenuto a livello locale, ognuna con la propria celebrazione. Se qualche città ha un canale, allora egli arriverà su barche più piccole. Diverse scuole elementari gli danno il benvenuto, cosicché egli può arrivare su altri mezzi di trasporto.

Mentre negli Stati Uniti Santa Claus va a trovare i bambini nelle loro abitazioni con l’aiuto di una slitta e di otto magiche renne (che, per chi non lo sapesse, si chiamano Comet, Cometa; Dancer, Ballerina; Dasher, Fulmine; Prancer, Donnola; Vixen, Freccia; Donner, Saltarello; Cupid, Cupido; Blitzen, Donato), SinterKlaas fa il suo dovere nella piccola nazione olandese su un magico cavallo bianco a macchie grigie chiamato Amerigo. Quest’animale è capace di saltare in alto tra i tetti per portare i pacchettini che magicamente vengono trasportanti giù per i camini dagli aiutanti di Sint. E per coloro che non hanno il camino, è sufficiente lasciare un paio di scarpe fuori la porta per garantirsi di non essere dimenticati.

E mentre negli Stati Uniti i bambini ricevono i doni solo il 25 dicembre, i bambini olandesi possono ricevere un piccolo regalino o un dolce all’interno delle loro scarpe ogni giorno dal momento in cui SinterKlaas ed i suoi aiutanti arrivano in Olanda, ed il regalo più grande in un sacco il 5 dicembre. Non ci si meravigli dunque che i bambini lo amino così tanto. E spesso capita che i genitori usino la “minaccia” di SinterKlaas e dei suoi aiutanti che spierebbero il comportamento dei bambini dalle finestre per far sì che si comportino bene, soprattutto in quelle sere scure in cui ogni figura ombrosa per le strade potrebbe potenzialmente essere uno Zwarte Piet…!

Come Santa Claus e Babbo Natale, SinterKlaas è un vecchietto buono che ama i bambini e anche se indossa gli abiti di un vescovo, inclusi la mitra ed il bastone, la sua festa è celebrata in tutto il paese da persone di tutte le religioni, di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali.
Sebbene la leggenda si basi sul vero arcivescovo di Mira, parte della leggenda dell’odierno SinterKlaas è che sia vivo oggi e visiti l’Olanda per celebrare il suo compleanno. Gli altri undici mesi dell’anno vive in Spagna. Così, quando arriva in Olanda, d’improvviso si cominciano a vedere nei negozi le “mele dalla Spagna” che altro non sono che arance o mandarini. Questi sono anche dolci popolari che i bambini trovano nelle loro scarpe, che posizionano vicino ai camini o alle porte, insieme ad una carota o ad una mela, o anche del fieno, per il fedele Amerigo. Nelle scarpe i bambini mettono anche le loro letterine con i desideri per i regali ed i disegni per SinterKlaas.
Dal momento in cui Sint e compagnia arrivano in Olanda, i bambini hanno l’opportunità di porre le loro scarpe ogni notte vicino la porta nella speranza di avere qualcosa in dono. In alcune famiglie è permesso lasciare le scarpe solo nel fine settimana. Spesso si tratta di un dolcetto, di una caramella, di un frutto, o di un piccolo giocattolo. A volte qualcosa di più utile come oggetti per la scuola, calze, un cappello o dei guanti.
Dei dolcetti di SinterKlaas molto speciali sono i pepernoten, dei dolcetti piccoli, rotondi, croccanti, speziati che ricordano i dolci alla cannella o i Gingersnaps.

Altri dolcetti includono quelli di marzapane in forme diverse, che portano fortuna, e diversi oggetti associati alla festività. E, naturalmente, il cioccolato. Va ricordato che gli olandesi furono i mercanti che portarono la cioccolata al mondo intero (ricordo ancora, da bambina, che mio nonno portava quella che reputava la miglior cioccolata del mondo, che si chiamava Van Houten ed era quindi naturalmente olandese…), quindi è ovvio che questa sia di vitale importanza per i festeggiamenti.
La tradizione vuole che ogni bambino riceva un dolcetto a forma della lettera iniziale del suo nome. Ma in molti luoghi, con il passare degli anni, quest’usanza è stata rimpiazzata da una lettera di cioccolato.

Mentre SinterKlaas/Babbo Natale è sicuramente la “star” dei festeggiamenti, con cui tutti siamo familiari, in realtà chi prepara tutto per l’arrivo di Sint in Olanda, Belgio e Lussemburgo è Zwarte Pieten (“Black Peter”, “Pietro nero”). Egli è l’aiutante o compagno di Babbo Natale. Non ci sono elfi. La storia dietro questa persona vuole che egli fosse un servitore o uno scudiero che aiutava il vescovo Nicola nei suoi viaggi. La leggenda iniziale vuole che egli fosse un giovane schiavo di colore chiamato Peter che Nicola aveva salvato e liberato. Scelse di stare con Nicola piuttosto che proseguire da solo. Altre versioni raccontano che egli fosse un giovane paggio e che avesse la faccia nera perché la sua attività era fare lo spazzacamino ed era coperto di fuliggine.

In altre culture, la figura di Nicola aveva altri aiutanti. In molte parti della Germania, ad esempio, c’è una figura nera e scura chiamata Knecht Ruprecht che tradotto significa “servo” o “colui che dà una mano in fattoria” dal nome Ruprecht. In alcuni esempi il santo e il servo hanno uno un ruolo buono e l’altro un ruolo cattivo, con Nicola che porge i dolcetti e Ruprecht che minaccia i bambini di colpirli con la frusta se non si comportano bene. Vi è una tradizione per cui il 6 dicembre oltre ai dolcetti alcuni bambini ricevono alcuni bastoncini legati insieme con un nastro cui sono appesi cioccolatini e canditi. Spesso si dice ai bambini che se non si comporteranno bene avranno soltanto la fascina di bastoncini. Esattamente come succede ancor oggi a Bari, città di san Nicola, ma nel giorno dell’Epifania, in cui al posto dei bastoncini viene dato il “carbone” di zucchero (che anticamente non era di zucchero ma era un pezzo di carbone vero!).
Negli Stati Uniti c’è l’eco di questa tradizione in alcuni racconti su Santa Claus.

In altri paesi europei, quest’aiutante ha un ruolo simile ma nomi diversi: Krampus in Austria, Ungheria, Slovenia e Croazia e alcune regioni vicine; Klaubauf nella Germania meridionale, PelzebochPelznickelBelzenigglBuzebergtRumpelklasBellzebubHans MuffHanstrapp o Drapp (in varie regioni della Germania, dell’Austria, della Svizzera, del nord Italia, della Francia orientale e di paesi al confine con la Germania) e Le Père Fouettard nella Francia settentrionale.

Nella maggior parte dei casi questi compagni sono ritratti come figure brutte o comiche, alcuni di loro hanno persino delle corna o assomigliano a demoni o al diavolo. Spesso portano un bastone o una verga, a volte persino una falce o una spada, o una frusta o un insieme di fruste. E tutti portano il sacco per san Nicola. In alcune versioni il compagno è vestito di stracci, o tutto di nero, in altre è vestito come san Nicola ma ha la carnagione più scura e capelli neri e rispetto a san Nicola è sciatto. In alcune regioni, tuttavia, san Nicola è accompagnato da un bambino biondo dallo sguardo dolce, o da una giovane donna. Nella Repubblica Ceca viene chiamato Anděl (Angelo/Angela).

A seconda della regione, il “giorno di san Nicola” si celebra il 5 o il 6. In alcune aree, egli arriva alla porta e viene chiesto ai bambini di leggere o recitare una poesia o una canzone prima che vengano dati loro i doni. Può anche essere che il compagno legga un elenco delle cattive azioni fatte dai bambini birichini e che quindi non abbiano diritto a nessun dono… che però alla fine arriva lo stesso.

Piet [sta qui]

Ma la regione del Benelux (Belgio-Olanda-Lussemburgo) è unica nella sua tradizione di Zwarte Piet e questo personaggio è caro tanto quanto san Nicola nelle celebrazioni. Negli anni, soprattutto nell’ultimo periodo, la leggenda si è sviluppata in maniera tale che ci sia più di un compagno, così si parla degli Zwarte Pieten (plurale). Ognuno di loro si chiama Piet (Pietro) e indossa un costume colorato in ricordo di un paggio europeo rinascimentale, inclusi i pantaloni, il collare a gorgiera, il cappello piumato, calzettoni lunghi, scarpe con la fibbia e guanti neri. Ma ognuno di loro ha una funzione differente ed un ruolo nel dramma in espansione che è il festeggiamento di SinterKlaas. Naturalmente c’è l’aiutante principale HoofdPiet, ma c’è anche colui che si occupa dei doni (PakjesPiet), uno che si occupa delle poesie (GedichtePiet), i Piet che si occupano del cavallo Amerigo (PaardePieten), e naturalmente i Piet che ballano, cantano, coloro che si occupano di distribuire dolcetti e canditi (StrooigoedPieten, che in realtà significa “i Pietri che gettano”, perché spesso lanciano i dolci ai bambini…), etc.
MuziekPiet è colui che guida i canti e che inventa nuove canzoni per Sint.
Mentre negli Stati Uniti, ad esempio, ci può essere qualcuno vestito come Santa Claus agli angoli delle strade, o persino una banda di musicisti tutti vestiti da Santa Claus, nel Benelux questo è un ruolo per Zwarte Piet. Dato che Sint non può essere ovunque nello stesso momento, allora si vedranno tanti Piet che raccoglieranno i disegni e le letterine dei bambini e che li porteranno a Sint.

Mentre la celebrazione di SinterKlaas nelle scuole olandesi è un giorno indaffarato, pieno di gente e movimentato, il 5 dicembre, Pakjesavond, la celebrazione a casa per la maggior parte delle famiglie olandesi è più un “raduno familiare”, simile al modo in cui negli Stati Uniti si festeggia il Thanksgiving ed in Italia il Natale. Spesso c’è un pranzo imbandito, tutti sono ben vestiti, ed è una delle occasioni in cui tutta la famiglia, inclusi zii e nonni, si riunisce. Gli uffici chiudono solitamente due ore prima, i negozi sono chiusi e si esce da scuola all’ora di pranzo (solitamente dopo la celebrazione mattutina con Sint e Piet).

Buona parte della tradizione di SinterKlaas riguarda la poesia. Questa accompagna i regali e solitamente si fanno delle gare di poesia. Anche la presentazione del regalo è importante. Dopo che Sint o Piet bussa alla porta per lasciare il pacco di regali, questo viene portato all’interno e aperto, solitamente dal padrone o dalla padrona di casa. Poi i regali fanno il giro dei presenti e tutti ammirano le carte da regalo ed il modo in cui sono stati decorati, tentando di indovinare di che dono si tratta. Poi in un ordine preciso, dal più piccolo al più grande o viceversa, ognuno legge una poesia ad alta voce prima di ricevere il proprio regalo. Per i bambini solitamente le poesie sono più semplici, e sono promesse (andare meglio a scuola, non litigare con i fratelli, tenere in ordine le proprie camerette).
Per gli adulti invece ci sarà sempre e comunque una poesia, che avrà un significato nascosto, spesso relativo al regalo che riceveranno.
La maggior parte dell’impegno non sta nel regalo, spesso i doni sono piccoli e poco costosi. Lo sforzo vien messo nella presentazione, nella lettura delle poesie. Questa è la vera natura della festa. E a scuola i bambini sono allevati affinché comprendano presto e profondamente questo aspetto.
Alcune poesie sono in forma di indovinello o rompicapo, e a scuola ci si esercita a farli naturalmente in olandese. Molti negozi, come i supermercati, nel periodo della festa mettono a disposizione dei poeti o degli esperti di poesia per aiutare i loro clienti a trovare rime adatte che vadano d’accordo con il regalo acquistato nel negozio. E ci sono anche libri e guide e persino software per aiutare a generare le poesie. E, naturalmente, siti web. Come questo, o questo, o questo, o questo

Questa festività non è solo divertimento: è qualcosa di molto speciale e viene curata molto e tenuta molto in considerazione dagli olandesi ed altri dei paesi circostanti che condividono le celebrazioni. La festa di SinterKlaas rappresenta le migliori qualità per prendersi cura del proprio prossimo e per spendere non solo denaro ma tempo e pensieri nello scegliere un dono. La vera differenza tra questa festa ed altre è che qui non esiste il materialismo che oggi giorno sembra preponderante nella società. Si tratta di una festa sul pensiero e l’energia che mettiamo nelle nostre azioni.

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