Nicola di Myra e di Bari

Nato nel 270, morì nel periodo tra il 345 ed il 352.
In greco, Nikolaos o Nicolaus Myrensis. In italiano, ci sono differenti variazioni: Nicola, Niccolò di Mira, Mirense, di Bari; in francese: Nicolas de Myre et de Bari, Niclausse, Nicolle, Colas, Colin, Colesson, Colinet; in spagnolo: Nicolás Taumaturgo, Nicolau; in inglese: Nicholas of Myra, the Wonder-worker; in tedesco: Nicolaus der Wundertätige; Niklas, Nickel, Santa Klaus, Klos; in olandese: Niklaas, Klaas, Sinter Klaas; in danese e svedese: Niels, Nils; in ungherese: Miklos; in russo: Nikolaï, Tchoudotvorets (taumaturgo), Kolia.

Rappresentazione di San Nicola su una pietra nel Museo Archeologico di Bodrum, Turchia [sta qui]

Visitando le chiese d’Europa si può facilmente cogliere quanto questo santo sia amato e quanto sia diffuso il culto di questo grande taumaturgo, vero ponte tra Oriente e Occidente, che nell’appellativo “taumaturgo”, “che compie meraviglie” vede riconosciuta la potenza della sua intercessione. Il suo nome è composto dalle parole greche nikan = “vincere” e laos = “popolo”, e significa “vincitore tra il popolo”.
Tra il I ed il II millennio la sua figura era ovunque notissima, e amata al punto da farlo definire allòs sòter, un altro salvatore. Il furto pio dei baresi, che già lo veneravano grandemente e gli avevano dedicato cinque chiese, avvenuto nell’aprile del 1087 con il successivo innalzamento della grandiosa basilica, sancì in Nicola un ponte tra Oriente e Occidente, ed aggiunse il meraviglioso dell’avventura alle meraviglie operate dal santo.

Porta-reliquia con resti di San Nicola conservato nella cattedrale di Worms, Germania [sta qui]

San Nicola nacque verso il 270 a Patara, sulle coste dell’attuale Turchia occidentale, da Epifanio e Giovanna. Di famiglia benestante, era generoso e schivo: della sua giovinezza è un episodio che individua uno stile premuroso e riservato. Venne a sapere che un vicino di casa, caduto in miseria, non potendo fare un’adeguata dote alle tre figlie, progettava di destinarle alla prostituzione: le tre giovani erano disperate. Nicola pensò allora di intervenire, ma di nascosto: in tre notti successive gettò nella casa da una finestra tre involti d’oro, che consentirono le doti delle tre ragazze, la cui sorte fu così mutata.

L’elezione di Nicola a vescovo della città di Myra, che si trovava sulle coste della Licia, è segnata da un episodio prodigioso, che mette in luce un intervento divino. Quando morì l’anziano vescovo della città, la comunità si riunì in preghiera per la scelta del successore, insieme ad alcuni vescovi delle comunità vicine. Il più autorevole tra loro ordinò di pregare e di digiunare, e fu avvertito divinamente nella notte di porsi all’alba sulla porta della chiesa, e consacrare il primo che vi fosse entrato, e che avrebbe avuto nome Nicola.
Così fece, e vedendo avanzare Nicola, gli chiese il suo nome, poi lo condusse al seggio vescovile, dove il santo si assise mantenendo un atteggiamento di mirabile umiltà.

Un altro episodio ricorda come, durante una grave carestia, mentre nessuno aveva più cibo, avendo saputo di alcune navi cariche di grano, andò di persona a chiederne cento moggi ai  marinai. Ma quelli esitavano, perché il carico era stato ben misurato per la città di Alessandria. Nicola promise che i doganieri non si sarebbero accorti di nulla, e così accadde, mentre il grano così ottenuto bastò per due anni e se ne poté anche seminare.

Diverse fonti raccontano di come rincuorasse i cristiani durante la persecuzione di Diocleziano; partecipò al Concilio di Nicea del 325, e schiaffeggiò Ario: per questo fu privato degli abiti episcopali ed imprigionato: ma Cristo stesso e la Vergine gli apparvero e glieli restituirono. Continuò a lungo il suo ministero pastorale, infine morì, in una data compresa tra il 345 ed il 352.
Sono innumerevoli i miracoli a lui attribuiti, e dalle sue reliquie stillava (e continua a stillare ancor oggi) un liquido miracoloso, detto la manna di san Nicola: dal greco manna e dall’ebraico mān, “sostanza resinosa”.

Sotto l’apparenza di un viaggio commerciale, i marinai baresi, lasciato un carico di grano ad Antiochia, giunsero a Myra, trafugarono il corpo e domenica 9 maggio 1087 i resti di san Nicola giunsero trionfalmente a Bari. In soli due anni sorse la basilica, appositamente costruita. Il 1 ottobre 1089 papa Urbano II collocò le reliquie sotto l’altare della cripta, dove ancor oggi si trovano.

Il numero tre, emblema evidente di perfezione, ricorre nella sua tradizione.

San Nicola, Italia [sta qui]

In particolare si ricorda che fece liberare tre ufficiali bizantini accusati ingiustamente di tradimento e condannati a morte: le storie li chiamano “innocentes”, innocenti, e poiché gli innocenti per eccellenza sono i bambini, nei racconti e nelle iconografie divennero tre bambini. Si diffuse così la leggenda dei tre bambini fatti a pezzi e messi in salamoia da un oste malvagio: ciò sarebbe accaduto proprio la notte di Natale. Nicola se ne accorse e li resuscitò. Tra tutti i suoi miracoli questo è certo quello che lo ha collegato di più al mondo infantile, ed è lui che nella tradizione di molti paesi dell’Europa centrale e orientale porta i doni ai bambini, a volte accompagnato anche da un aiutante, il cavaliere Rupprecht, nero in volto e spaventoso, o dal diavolone Krampus, che invece castigava i bambini capricciosi.

San Nicola e Ruprecht di Marie-Laure Viriot [si ringrazia per il suggerimento il blog A Polar Bear’s Tale]

In Francia, gli scolari del collegio Saint-Nicolas-du-Louvre godevano di una vacanza il giorno della festa, il 6 dicembre: uno di loro veniva vestito da piccolo vescovo e girava portando doni ad imitazione del santo. Da questo bambino con l’abito rosso vescovile è nato Babbo Natale: Sanct Nikolaus, poi Sanct Klaus, poi Sancta Klaus, infine il Babbo Natale del mondo anglosassone, dopo che nel 1863 il disegnatore Thomas Nast trasformò l’immagine del vescovo in quella del pacioso vecchio barbuto vestito con abito rosso orlato di pelliccia bianca.

cartolina con San Nicola, Germania [sta qui]
cartolina con San Nicola, Francia [sta qui]
San Nicola, Austria [sta qui]

Il patronato tradizionale sulla Russia è stato confermato da Pio XI il 28 ottobre 1932; è patrono anche della Grecia. È patrono di scolari, coristi, ragazze da marito e ragazze in pericolo, oppressi e poveri in genere; per i viaggi in mare protegge i marinai, i carpentieri di mare, e tutti quelli che navigano o che temono il naufragio; per la botte della salamoia dei bambini, protegge bottai, venditori di vino, e quanti hanno a che fare con il trasporto del vino; poiché castigò dei prestatori disonesti è patrono dei prestatori a pegno; per via della manna, è patrono dei fabbricanti di olio, dei profumieri e dei farmacisti, nonché dei droghieri; per i tre giovani condannati ingiustamente è patrono dei prigionieri, delle vittime di errori giudiziari, degli avvocati e dei procuratori; per via dei bambini fatti a pezzi, è patrono dei macellai; poiché le tre borse dell’elemosina d’oro ricordano dei pani, è patrono anche dei fornai; per il miracolo del grano scaricato dalla nave senza che questa ne perdesse, è patrono degli scaricatori di porto e dei mercanti di grano.
È invocato contro gli errori giudiziari e i ladri e per avere matrimoni felici allietati da figli; chi chiedeva grazie usava dormire sul pavimento della sua basilica.

La statua di San Nicola nella cattedrale di Notre Dame a Parigi [sta qui]

In Oriente si trovano cicli con storie della sua vita; in Occidente è rappresentato anziano e barbuto, in abito vescovile, con il pallio in evidenza, con mitria e pastorale, e suo attributo principale sono le tre sfere che alludono alle borse della sua elemosina e sono di solito appoggiate sul vangelo, o su di un vassoio retto da un angelo, o semplicemente ai piedi del santo. Altro attributo principale sono i tre bambini che escono da una botte o tra le pieghe del mantello, mentre attributo secondario sono le tre giovinette.

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One Response to Nicola di Myra e di Bari

  1. Emanuela says:

    San Nicola prega x me, vieni in mio soccorso

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