Alfabeti botanici e zoologici

Un codice è un sistema di corrispondenze tra una serie di N unità ed un’altra serie di N unità di diversa natura. Il codice di Morse raccorda le lettere dell’alfabeto con altrettante combinazioni di segnali telegrafici, punti e linee. Il codice genetico raccorda triplette di nucleotidi con singoli amminoacidi. Le corrispondenze possono essere meramente convenzionali o sviluppare una logica naturale. Il codice genetico è fondamentalmente arbitrario ma rivela delle regolarità che suggeriscono la presenza di una logica compositiva (Morchito et al., Riv. Biol. / B. Forum, 2001/1).

Le lettere degli alfabeti fonetici sono così antiche, magiche e varie che possono trovare riferimento solo nella diversità degli esseri viventi ed ordine nelle loro sequenze stagionali. In che misura questi riferimenti sono convenzionali-arbitrari? Per i viventi, un ordine stagionale è naturale, ma l’ordine alfabetico sembra ignorare qualunque logica.

Gli antichi irlandesi conoscevano un alfabeto arboreo – noto come il Beth-Luis-Nion – basato sull’iniziale dei nomi degli alberi, ordinati secondo la stagione del loro sbocciare. Le consonanti sono tredici, come la sequenza di mesi di 25 giorni, a partire dal solstizio invernale. Beth, Luis e Nion sono la betulla, il sorbo selvatico ed il frassino, corrispondenti a gennaio, febbraio e marzo e a tre consonanti: B, L e N, che vengono a iniziare l’alfabeto. C’è anche un alfabeto di vocali A, O, U, E, I, corrispondenti all’abete argenteo, al ginestrone, all’erica, al pioppo bianco e al tasso. Un’analisi approfondita degli alfabeti arborei è presentata da Robert Graves ne La Dea Bianca (Adelphi, 1992). Qui facciamo solo stormire le foglie:

A abete-olmo (Ailm)
O ginestrone
U erica
E pioppo bianco
I tasso
B betulla (Beth)
L sorbo selvatico (Luis)
N frassino (Nion)
F ontano
S salice
H biancospino
D quercia
T agrifoglio
C nocciolo
M vite
G edera
P sambuco selvatico
S sambuco

Notiamo, di passaggio, che i due alfabeti iniziano con due alberi, Ailm (pronuncia “alev”) e Beth, i cui nomi somigliano alle prime due lettere dell’alfabeto ebraico, aleph e beth, e di quello greco, alfa e beta.
Gli alfabeti dei popoli mediterranei si direbbero di derivazione animale e di serialità stagionale avendo tutti qualche riferimento ai segni zodiacali. H. C. Agrippa di Nettesheim (1486-1535), in De Occulta Philosophia (trad. italiana in Edizioni Mediterranee, Roma 1991), esprime l’opinione che “le lettere ritraggono le immagini degli astri, così da essere piene di misteri”, e affianca lettere e asterismi, tuttavia in modo apparentemente arbitrario. Comincia con l’associare dodici consonanti (da B a T) ai 12 segni dello Zodiaco (da Ariete a Pesci). Seguono 7 vocali (da A a omega) e 5 lettere (da K a H) che stanno per: terra, acqua, aria, fuoco e spirito.

In uno studio su alcuni simboli astrali nell’Anatolia neolitica (cfr. Riv. Biol. / B. Forum, 1992, 3/4), l’autore ha individuato 7 asterismi chiaramente riferibili ad una serie di 7 lettere dell’alfabeto greco. Su questa base, si è accinto ad esaminare una possibile corrispondenza tra le costellazioni zodiacali e le prime lettere dell’alfabeto greco, con la convinzione che nella combinazione tra lettere ed asterismi dovesse esservi qualche maggiore ragionevolezza di quella rilevata da Agrippa. I risultati, che vengono presentati preliminarmente di seguito, sono stati sorprendenti. Le prime lettere dell’alfabeto greco e di alcuni alfabeti medio-orientali corrispondono abbastanza fedelmente ai segni e/o alle costellazioni dello Zodiaco, in ordine mensile a partire dal Toro.
Il Toro, all’equinozio vernale 4000 anni fa, è equiparato all’alfa greco (l’aleph ebraico). Il segno zodiacale (una testina cornuta) somiglia alla α minuscola ruotata; la costellazione, a forma di una stretta V, somiglia alla Alfa maiuscola. Il segno dei Gemelli (β) è una lettera doppia; la costellazione (rettangolare) corrisponde alla casa (beth ebraico), rappresentata quadrata nei glifi sabeo ed egizio e sdoppiata nella Beta greca. La lettera γ richiama il simbolo del Cancro (cambiamento di senso del sole) con il suo glifo a scambio, mentre la costellazione richiama il Gamma maiuscolo. Il simbolo del Leone assomiglia ad una δ minuscola, e la forma leonina della costellazione è richiamata nella lettera corrispondente degli alfabeti etiopico ed egizio, meno evidentemente in quella greca. Si ha l’impressione che le lettere minuscole derivino dai simboli e le maiuscole direttamente dalle costellazioni.
I segni della Vergine e dello Scorpione presentano il motivo della spirale, interrotta nella prima, prolungata nel secondo a rappresentare il pene. I segni corrispondono alle due E greche, la ε e la η, quest’ultima prolungata. Notevole è il simbolo di uno scorpioncino nella Eta sabea che si sviluppa in una H (Eta) greca. Tra i due segni è quello della Libra (Bilancia), il cui scopo simbolico è il bilanciamento tra i sessi; esso consta di due linee orizzontali, la superiore intaccata da una breve convessità. In antichi zodiaci (di sei segni) Scorpio comprendeva Libra, che ne rappresentava le chele.

Segni zodiacali spiraliformi dei due sessi: Virgo, spirale completata dal grembo, e Scorpio, spirale completata dal fallo. Tra i due, la Libra (Bilancia). Confronto con lettere greche spiralizzate. Nell’alfabeto sabeo, l’eta (che ricorda uno scorpione) ha un’appendice aggiuntiva rispetto alla epsilon. Le maiuscole nel greco antico sono riferibili alle lettere sabee. A destra, l’antica costellazione dello Scorpione, estesa a comprendere la Libra.


Segni zodiacali, costellazione e lettere greche.
Prima immagine: confronto tra segni zodiacali e minuscole greche.
Seconda immagine: confronto tra costellazioni dello Zodiaco (Taurus, Gemini, Cancer, Leo, Virgo, Libra, Scorpio, Sagittarius, Capricornus, Aquarius, Pisces, Aries) e lettere greche antiche (maiuscole).
Terza immagine: costellazioni extra-zodiacali ed antiche lettere greche, inserite nei siti indicati nello “zodiaco” della seconda immagine.

Il Sagittario e la sua freccia non corrispondono ad alcuna attuale lettera greca: il segno (a mezza freccia) è riferibile ad una lettera scomparsa, il Digramma, che somiglia ad una F (con le barrette a sinistra e reclinate, nel greco antico).
Il simbolo del Capricorno assomiglia in modo rassicurante ad una Teta minuscola, mentre la Iota non ha rapporto con il segno dell’Acquario, di cui, nel greco antico, ricorda semmai la costellazione allungata.
Le due costellazioni che chiudono lo Zodiaco, Pesci e Ariete, corrispondono in modo convincente rispettivamente alla N e alla Y del greco antico. In sabeo la N è una vera miniatura della costellazione dei Pesci, e la lettera N egizia è un pesciolino. Il simbolo dell’Ariete è una forma arrotondata della Y.
Tra la Iota e la Nu mancano tre lettere dell’alfabeto; tra la Nu e la Ypsilon ne mancano sette. Le prime tre rappresentano un terzetto, KLM, chiaramente riferibili a tre costellazioni galattiche, topograficamente e mitologicamente adiacenti: Cefeo, Cassiopeia e Andromeda, padre, madre e figlia. Le sette restanti mostrano una buona somiglianza con quattro costellazioni equatoriali orbitanti tra Pesci e Ariete (Cetus, Pleiadi, Perseo e Auriga) e tre costellazioni settentrionali allineate (Orsa maggiore, Draco e Cigno). Il Cigno, a forma di croce, è, in chiusura, “il dio appeso alla croce”.
Le 3 + 7 costellazioni-lettere si direbbero inserite nella serie zodiacale per arricchire un originale alfabeto di 12 lettere portandolo alle 22 ebraiche e fenicie. L’alfabeto greco è completato da altre 4 lettere (fi, chi, psi e omega) che non hanno corrispettivi astrali.

Le comparazioni riportate conducono ad una conclusione inevitabile, ed è che i segni degli alfabeti fonetici contengono una razionalità, derivata ai compilatori dalla esperienza astrale e più precisamente dalla contemplazione delle dodici stazioni zodiacali solari e dalla conoscenza dei loro simboli. Questa ipotesi fu avanzata da A. Bausani (Oriens Antiquus 17, 1978) in merito alle 28 stazioni lunari: “che le lettere dell’alfabeto abbiano avuto quella forma più antica e quell’ordine perché imitate dalla forma e dall’ordine degli asterismi delle stazioni lunari. In altre parole l’antica forma dell’aleph sarebbe una riproduzione grafica più o meno semplificata dell’asterismo del Toro o di parte di esso…”.
Bausani ritiene tuttavia questa possibilità indimostrabile. Sembra invece convincente, se si fa riferimento ai dodici asterismi zodiacali nella cadenza solare (e ad altre 3 + 7 costellazioni). Anzi, si potrebbe concludere che le lettere dell’alfabeto non imitano i segni zodiacali: sono segni zodiacali. Tale ipotesi suppone un’antichissima ripartizione duodecimale degli asterismi sull’eclittica, la loro rappresentazione con simboli ed il successivo impiego di questi simboli (e talvolta degli asterismi stessi) per evocare suoni vocali. Si pensa che non si sia trattato semplicemente di utilizzare una segnaletica disponibile per allestire un abbecedario, ma di dare ai suoni vocali una veste ed un’ascendenza celeste, un luogo e un moto sulla volta notturna.

Giuseppe Sermonti

[tratto da qui e corretto/modificato da me]

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3 Responses to Alfabeti botanici e zoologici

  1. Importante ed elegante articolo di G. Sermonti, apparso (se non ricordo male) su Rivista di Biologia / Biology Forum. Potreste indicare il riferimento preciso? La tematica è stata quindi sviluppata dall’Autore nei suoi due libri La Grande Madre. Dalle amigdale a Catal Huyuk (Mimesis, 2002) e L’alfabeto secnde dalle stelle. Sull’origine della scrittura, (Mimesis, 2009).

  2. Gent.mo Stefano,
    ho inserito il link della mia fonte.
    La ringrazio per il commento!
    Saluti,
    Eleonora

  3. Donnie says:

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