PRIMSTAV – l’antico calendario norvegese [parte II]

IL LATO INVERNALE

La notte d’inverno – il 14 ottobre

Questo giorno è dedicato a san Callisto, uno schiavo che poi divenne uno dei primi papi e che si pensa sia morto nel 222. Questo giorno aveva più significato nei tempi pagani, quando segnava l’inizio dell’inverno. Il tempo di questa giornata indica come sarà il resto dell’inverno. Per molti in Norvegia era anche il giorno in cui si assumevano i nuovi servi.

Il giorno di sant’Orsola – il 21 ottobre

Nei primi del IV secolo Colonia aveva una chiesa dedicata ad un gruppo di vergini martiri. Ma sembra non esserci altra informazione a riguardo. Pian piano si sviluppò una leggenda, secondo la quale una nobildonna inglese aveva portato undici vergini in pellegrinaggio a Roma e nel viaggio di ritorno furono tutte uccise dagli Unni. Nel IX secolo il nome Ursula apparve in questa leggenda. A causa dell’errata interpretazione dei numeri, alcuni racconti citano sant’Orsola a capo di un gruppo di 11.000 vergini su navi che risalivano il Reno. In questa giornata non si dovevano effettuare lavori con strumenti rotanti, come fusi o mulini.

* Nota: la leggenda deriva da questa iscrizione nella pietra sulla cattedrale di Colonia:
DIVINIS FLAMMEIS VISIONIB. FREQVENTER / ADMONIT. ET VIRTVTIS MAGNÆ MAI / IESTATIS MARTYRII CAELESTIVM VIRGIN / IMMINENTIVM EX PARTIB. ORIENTIS / EXSIBITVS PRO VOTO CLEMATIVS V. C. DE / PROPRIO IN LOCO SVO HANC BASILICA / VOTO QVOD DEBEBAT A FVNDAMENTIS / RESTITVIT SI QVIS AVTEM SVPER TANTAM / MAIIESTATEM HVIIVS BASILICÆ VBI SANC / TAE VIRGINES PRO NOMINE. XPI. SAN / GVINEM SVVM FVDERVNT CORPVS ALICVIIVS / DEPOSVERIT EXCEPTIS VIRCINIB. SCIAT SE / SEMPITERNIS TARTARI IGNIB. PVNIENDVM /

Il giorno di san Simone – 28 ottobre

In questa giornata si festeggia anche la messa dei due apostoli, per onorare Simone lo Zelota e Giuda Taddeo. Il simbolo sembra combinare una lancia ed una spada. È ora tempo di tirar fuori le slitte, e le mandrie devono essere sistemate all’interno per la stagione invernale. In molte vecchie fattorie il capanno delle mucche era parte delle stanze, costruito al termine dell’abitazione. Il caldo degli animali aiutava a riscaldare la casa durante l’inverno.

Festa di tutti i santi – il 1 novembre

Nell’anno 155 un manoscritto menzionava il “compleanno” di un santo, intendendo la sua morte. Siccome molti furono uccisi per la loro fede divenne impossibile celebrarli individualmente, e nel IV secolo c’è il primo cenno ad una festività che onora i martiri di tutto il mondo. Comunque, il credo pagano resistette ben a lungo dopo l’introduzione del cristianesimo nei paesi scandinavi, e la festività era un momento terribile in cui volavano le streghe e si pensava che ogni tipo di spirito maligno infestasse la campagna. Spesso questo era un periodo di forti piogge mischiate a neve, e se a Tutti i Santi non arrivava l’alluvione, sarebbe arrivata in primavera. Il simbolo è una chiesa.

Il giorno di san Placido – il 5 novembre

Di questo giorno si conosce solo il nome del santo.

* Nota: se si volesse interpretare il simbolo, potrebbe essere un lago, o una barca. Questo, secondo me. Perché nei Dialoghi di Gregorio Magno (II; VII) si racconta che san Placido da giovane rischiò di annegare in un lago dove si sarebbe recato per prendere dell’acqua. Benedetto, che era nella sua cella, ebbe una visione che gli rivelò l’accaduto. Fu poi Mauro, mandato dall’abate, a salvare Placido dalla morte. Potrebbe anche significare che in quel periodo i laghi sono ghiacciati, ma nel centro ancora potenzialmente pericolosi.

Il giorno di san Martino – l’11 novembre

Questo simbolo è un’oca, che tradizionalmente veniva mangiata in questo giorno. Martino, che era un uomo dai modi semplici, era figlio di genitori pagani e soldato. Si racconta che egli avesse fondato un monastero ma che era talmente timido che quando gli ufficiali della chiesa giunsero per renderlo vescovo di Tours, cercò di eluderli nascondendosi tra le oche. Esse però cominciarono a gridare e lo fecero scappare, e così Martino divenne vescovo. Morì quando aveva più di ottant’anni l’8 novembre. Gli storici non sono d’accordo sull’anno e questo viene quindi posizionato dal 395 al 402.  In questa giornata tutti gli animali che non potevano essere tenuti durante l’inverno andavano macellati. Presumibilmente, questo dipende dal fatto che da questa giornata la carne sarebbe rimasta congelata.

Il giorno di san Clemente – il 23 novembre

San Clemente era il terzo successore di san Pietro. È ricordato per una lunga lettera scritta nell’anno 95 in cui rimproverava la chiesa di Corinto per le sue gelosie e scaramucce. Fu martirizzato per esser stato gettato in mare con un’ancora appesa al collo. In questo giorno tutte le navi dovevano essere ancorate.

Il giorno di santa Caterina – il 25 novembre

Si crede che santa Caterina fosse nata in Alessandria in una famiglia nobile. Convertita al cristianesimo per una visione, denunciò Massenzio (un crudele imperatore romano) per le persecuzioni ai cristiani. Cinquanta dei suoi convertiti furono bruciati vivi da Massenzio. Egli offrì a Caterina un matrimonio regale se avesse abiurato la fede. Il suo rifiuto la portò in prigione. Mentre era in prigione, Caterina convertì la moglie di Massenzio e duecento dei suoi soldati. Fu condannata a morte. Fu messa su una ruota uncinata e quando miracolosamente questa ruota si spaccò in due, fu decapitata. Santa Caterina era una delle voci ascoltate da Giovanna d’Arco. Sebbene il simbolo sia poco chiaro, forse un oggetto per cardare la lana, la gente considerò questo simbolo come il filarello (la ruota del telaio). Questa è la giornata in cui le donne devono cominciare la tessitura invernale.

Il giorno di sant’Andrea – il 30 novembre

Andrea l’apostolo agì da mediatore tra Gesù ed i greci che volevano vederlo, e fu Andrea che portò l’attenzione su quel bambino con i pani ed i pesci. La tradizione vuole che Andrea abbia evangelizzato la Russia a nord del mar Nero. Egli è diventato il patrono dei pescatori ed il simbolo per questa giornata è un amo da pesca.

Il giorno di santa Barbara – il 4 dicembre

Santa Barbara era la figlia cristiana di un padre pagano, che si diceva essere bella e ricca. Suo padre la rinchiuse in una torre e nel 306, rifiutandosi di abiurare la sua fede, fu decapitata. Per punizione suo padre fu colpito da un fulmine. C’è un vecchio detto: “Nel giorno di santa Barbara il sole va via, nella notte di santa Lucia il sole ritorna”. Il giorno di santa Lucia, il 13 dicembre, era ritenuto quello con la notte più lunga dell’anno.

Il giorno di san Nicola – il 6 dicembre

Nicola era vescovo di Myra in Asia Minore nel IV secolo ed era specialmente amato e riverito in Russia, Grecia, Sicilia e Lorena. In oriente, i pescatori si auguravano l’un l’altro un viaggio in mare sicuro con le parole “Possa san Nicola tenere la barra del timone”. La tradizione dei doni ha avuto inizio con la leggenda per cui Nicola produsse tre borse d’oro come dote per tre sorelle bisognose che, diversamente, avrebbero continuato la loro vita per strada. Il simbolo di questa giornata è una N con una croce.

L’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria – l’8 dicembre

Questa festività fu introdotta nel calendario romano nel 1476 e si fa riferimento alla giornata con “Maria che aspetta alla porta”. Questa era la giornata in cui le donne che aspettavano un bambino dovevano pregare per una nascita sicura e in tempo. Il simbolo è una bandiera con una croce.

Il giorno di santa Lucia – il 13 dicembre

Nel calendario giuliano questo era lo stesso giorno del solstizio d’inverno, quando la gente cominciava ad anelare per le giornate che si allungavano. Questo era un giorno speciale in Scandinavia, sebbene non osservato in Norvegia tanto quanto in Svezia. Lucia, una giovane donna cristiana di Siracusa in Sicilia, donò la sua dote ai poveri. Il suo fidanzato furioso la definì una strega. Fu così messa al rogo ma il fuoco non si accese, così fu uccisa con la spada nel 304.
Molte sono le superstizioni legate a questa notte in cui il sole “ritorna”. L’acqua dei fiumi potrebbe trasformarsi in vino. Ma nessuno può dirlo perché nessuno si sarebbe avventurato in quanto in questa notte vengon fuori le fate ed i troll. Questa era la giornata in cui tutte le faccende pesanti da fare prima di Natale dovevano essere terminate. Il tempo tra questo giorno e Natale sarebbe stato indicativo del tempo dell’anno seguente.
Oggi il giorno di santa Lucia è la festa della luce e della musica. La ragazza più grande della casa deve rappresentare santa Lucia. Al mattino presto si veste con una lunga veste bianca con una fascia rossa. Indossa una corona verde di candele sulla testa e serve caffè caldo e i dolci Lussi (“di Lucia”) alla sua famiglia.

Il giorno di san Cristoforo – il 18 dicembre

Cristoforo era indicato nell’elenco dei martiri che morirono sotto Decio (un crudele imperatore romano). Non si sa altro di lui. Ci sono diverse leggende sulla sua figura, inclusa quella in cui stava attraversando un fiume, ed un bambino gli chiese se poteva portare anche lui sull’altra sponda. Quando Cristoforo si mise il bambino sulle spalle lo trovò incredibilmente pesante. Il bambino, secondo la leggenda, era Cristo – che portava il peso di tutto il mondo -. Per questo Cristoforo è il santo patrono dei viaggiatori ed è invocato contro le tempeste, le piaghe etc.
Non si sa nulla del simbolo per questo giorno.

Il giorno di san Tommaso – il 21 dicembre

San Tommaso era il discepolo che metteva in dubbio la resurrezione e ci credette solo quando mise le mani sulle ferite di Cristo. Si dice abbia diffuso il vangelo in Persia e nell’India meridionale. Fu martirizzato nell’anno 67. In Norvegia secondo una tradizione ancora più antica questo giorno non era così santo. Era il periodo per fare la birra di Natale. Gli amici ed i vicini andavano di casa in casa per assaggiare la birra di tutti. Questa giornata è più comunemente definita “Tommaso che fa la birra”.

Il Solstizio d’inverno – il 22 dicembre

Secondo il calendario gregoriano questo era il giorno più corto dell’anno. Oggi cominciano ad allungarsi le giornate. Il simbolo per questo giorno è il sole.

Il giorno di Natale – il 25 dicembre

Questo è il giorno di festa più importante dell’anno. Non erano ammesse visite in questa giornata, tutti dovevano stare a casa e riflettere sul significato della nascita di Cristo. Bisognava dare maggior attenzione agli animali, persino gli uccelli. I chicchi di grano migliori e più grandi venivano lasciati in giardino o sui tetti delle case. Se giungevano molti uccelli, l’anno che veniva sarebbe stato ottimo. Anche il Nissen (il piccolo folletto natalizio simile ad un elfo) non doveva essere dimenticato. Se il contadino dimenticava di lasciare una ciotola di rommergrot (una zuppa di latte o un budino leggero) poteva trovare legate le code delle sue mucche. Il tempo in questa giornata indicava il tempo che ci sarebbe stato nell’anno seguente: “se il giorno di Natale è bello, l’anno sarà bello”. Le antiche tradizioni pagane sono dure a morire ed il simbolo è un corno per bere. Nei tempi pagani questo era il periodo per bere e festeggiare il ritorno del sole.

Il primo giorno dell’anno – il 1 gennaio

Il simbolo di questo giorno è una chiesa

Il tredicesimo giorno da Natale – il 6 gennaio

Nel calendario giuliano Natale si festeggiava in questo giorno e ci volle molto tempo per far smettere la gente di celebrare il Natale oggi. In Norvegia ebbe inizio l’abitudine di commemorare i tre Magi in questa giornata. In alcune aree, i bambini visitano i vicini, cantano canzoni e inscenano piccole rappresentazioni, e per questo vengono dati loro dolci o soldi. Questo giorno indicava la fine delle celebrazioni natalizie.

San Thorfinn – l’8 gennaio

Nel 1285 morì nel monastero cistercense di TerDoest, vicino Bruges, un vescovo norvegese chiamato Thorfinn. Non aveva mai attratto particolarmente l’attenzione su di sé e fu presto dimenticato. Ma circa cinquant’anni dopo, nel corso di alcune operazioni di rifacimento, fu detto che i resti emanavano un forte cattivo odore. L’abate fece fare delle ricerche e scoprì che uno dei suoi monaci, un uomo anziano chiamato Walter de Muda, ricordava il vescovo Thorfinn quand’era nel monastero e l’impressione che faceva di un uomo gentile, buono e allo stesso tempo forte. Padre Walter aveva in realtà scritto una poesia su di lui dopo la sua morte e l’aveva appesa sulla tomba. Fu scoperto che la pergamena era ancora lì, ancora integra nonostante il passar del tempo. Ciò fu considerato come un segnale dall’alto che la memoria del vescovo doveva essere perpetrata, e a padre Walter fu detto di scriverne le memorie. Nonostante tutto, si sa veramente poco di san Thorfinn. Era di Trondheim e forse era un canonico della cattedrale di Nidaros, poiché ce n’era uno chiamato Thorfinn tra quelli che testimoniarono l’accordo di Tonsborg nel 1277. Questo accordo fu fatto tra il re Magnus VI e l’arcivescovo di Nidaros per confermare alcuni privilegi del clero, la libertà delle elezioni episcopali ed argomenti simili. Alcuni anni dopo, il re Eric ripudiò quest’accordo, e ne seguì una fiera disputa tra stato e chiesa. Alla fine il re bandì l’arcivescovo, Giovanni, e due dei suoi principali seguaci, il vescovo Andrea di Oslo ed il vescovo Thorfinn di Hamar. Il vescovo Thorfinn, dopo molte peripezie, incluso il naufragio, giunse all’abbazia di TerDoest nelle Fiandre, che era in contatto con la chiesa norvegese. Probabilmente era già stato lì, e c’è ragione di supporre che egli stesso era un cistercense dell’abbazia di Tautra, vicino Nidaros. Dopo una visita a Roma andò a TerDoest, ammalato. In realtà, sebbene ancora giovane, sentì la morte avvicinarsi e dette le sue volontà; non aveva molto da lasciare, ma ciò che aveva lo divise tra sua madre, i suoi fratelli e le sue sorelle, ed alcuni monasteri, chiese ed associazioni di beneficienza nelle diocesi. Morì poco tempo dopo l’8 gennaio 1925. Dopo averlo ricordato nelle memorie cominciarono a verificarsi dei miracoli vicino la sua tomba, e san Thorfinn fu venerato dai cistercensi e nei dintorni di Bruges. Ai nostri giorni, viene ricordato dai cattolici in Norvegia e la sua festa è osservata nella città episcopale di Hamar. La tradizione della santità di Thorfinn rimane nella poesia di Walter de Muda, dove egli appare un uomo gentile, paziente, generoso, aspetti gentili che celavano una ferma volontà contro coloro che erano maligni e contro Dio.

Il giorno di santa Brictiva – l’11 gennaio

Si sa poco sia di santa Brictiva che del simbolo. In questo giorno tutti gli avanzi dei festeggiamenti natalizi erano cucinati in un unico piatto. Tutto ciò che rimaneva della birra natalizia andava bevuto. I festeggiamenti erano terminati.

* Nota: Brettmesse (detta anche Brettesmesse, Brettifumesse, Brittifumesse, santa Brictiva Vergine o santa Brettiva vergine) è un anniversario norvegese celebrato l’11 gennaio per commemorare la santa celtica Brictiva (Brettifa) che è stata ammazzata con l’ascia. In Norvegia è stata riscontrata una tradizione per cui ciò che resta del cibo di Natale doveva essere cucinato a pezzi, bollito in una pentola e mangiato quel giorno, insieme al resto della birra di Natale. Il simbolo nel Primstav era un’ascia, un cavallo, una bandiera o una croce. Il tempo della giornata indica il tempo che ci sarà nei mesi di marzo e aprile: il tempo della mattina dell’11 gennaio sarà il tempo di marzo e il tempo del pomeriggio del 12 gennaio sarà il tempo nel mese di aprile.
Secondo antiche superstizioni, in questa giornata le cose potrebbero facilmente andare in pezzi e non si deve correre a cavallo, altrimenti potrebbe rompersi la gamba
[traduzione dalla voce Brettemesse sulla Wikipedia norvegese].

Il ventesimo giorno da Natale – il 13 gennaio

Ora le campane della chiesa vengono fatte suonare per far sapere che le festività natalizie sono finite ed è tempo di tornare ai cori invernali che bisogna continuare a cantare. Questa era la giornata per cominciare a tagliare la legna, ed il simbolo è un’ascia (nota mia: ma vedi anche la nota alla giornata precedente relativa alla Brettemesse).

Il giorno di san Paolo – il 25 gennaio

Questo giorno segna la conversione dell’apostolo Paolo. Secondo le credenze popolari, Paolo era un grande soldato ed il suo simbolo solitamente è una spada, ma qui è rappresentato da un arco. Questo era il simbolo del fatto che si sia a metà dell’inverno. Tutti guardavano il tempo; se era chiaro per il resto dell’anno il tempo sarebbe stato bello.

Candelora – il 2 febbraio

Questo giorno segnava la purificazione di Maria, la madre di Gesù, dopo la sua nascita. In questo giorno si benedicevano le candele di cera che erano state realizzate durante l’inverno. Il simbolo potrebbe essere un candeliere. Questo era anche il giorno in cui i contadini controllavano il foraggio nella stalla. Doveva esserci metà del foraggio altrimenti non sarebbe durato per tutto l’inverno.

La messa del soffio – il 3 febbraio

San Biagio era un vescovo che fu condannato a morte per la sua fede nel 316. Molti cattolici ricordano la festa di san Biagio per la benedizione della gola che ha luogo in questa giornata. Vengono benedette due candele, e vengono poste ai lati della gola premendola leggermente, e viene data la benedizione. La protezione di san Biagio per coloro che hanno problemi alla gola apparentemente deriva da una leggenda secondo la quale un ragazzo che aveva una spina di pesce conficcata nella gola fu portato dal santo. Il ragazzo stava morendo quando san Biagio lo curò. In questa giornata c’è molta superstizione sui venti. Se sono forti, sarebbero stati forti per il resto dell’anno. Si credeva anche che il vento riportasse la vita agli animali che erano in letargo, come i serpenti ed i rospi, così se il vento era forte ci sarebbero stati molti serpenti nell’estate seguente.

Il giorno di sant’Agata – il 6 febbraio

Secondo la leggenda, sant’Agata di Sicilia fu martirizzata intorno all’anno 250, scorticata a morte. I siciliani cercano la sua protezione contro le eruzioni dell’Etna. Per questo viene considerata la protettrice degli incendi. È anche la patrona dei campanari, probabilmente perché le campane venivano usate come allarme per gli incendi. Dato che una delle torture cui fu probabilmente sottoposta fu che le venissero tagliati i seni, viene raffigurata con le mammelle su un vassoio. Si pensa che la benedizione del pane che ha luogo il giorno della sua festa possa derivare dalla cattiva interpretazione che sul vassoio portasse delle pagnotte. Alle giovani ragazze norvegesi veniva raccomandato di non pettinare i capelli in questa giornata. Il simbolo può derivare da un’altra Agata, le cui orecchie ed il cui naso furono mangiate dai topi. Quando pregò e promise a Dio che avrebbe considerato tale giorno come santo, i topi la lasciarono stare.

Il giorno di san Pietro – il 22 febbraio

La cattedra di san Pietro è stato un giorno sacro ai cristiani sin dal quarto esecolo. Il simbolo, una chiave, è un ricordo (per i cattolici) del dono di Pietro delle chiavi del regno dei cieli. C’è una leggenda secondo la quale Pietro gettò pietre bollenti nell’acqua per impedire che gelasse. Ciò divenne parte del folklore dell tempo atmosferico di questa giornata: era l’ultimo giorno in cui era sicuro camminare sul ghiaccio. Chiunque si fosse avventurato sul ghiaccio dopo questa giornata e cadesse in acqua non sarebbe stato aiutato.

Il giorno di san Matteo – il 24 febbraio

Questo giorno è dedicato all’apostolo che fu scelto per prendere il posto di Giuda Iscariota (anche al 14 maggio viene dato questo significato a volte). Negli anni bisestili questa giornata veniva contata due volte e le ragazze, il secondo giorno, erano libere di proporre il matrimonio. C’era una sorta di profezia inversa relativamente al tempo di questo giorno: se faceva freddo il tempo sarebbe presto cambiato e avrebbe fatto caldo; se faceva caldo, avrebbe presto fatto freddo.

Il giorno di san Gregorio – il 12 marzo

San Gregorio era considerato uno dei grandi padri della chiesa. Il suo simbolo era una colomba, ma dato che agli uomini del Nord erano più familiari i corvi, egli veniva solitamente rappresentato da un corvo. Se i corvi in questo giorno ritornavano, si credeva che la primavera sarebbe tornata presto.

La festa dell’annunciazione – il 25 marzo

In questo giorno l’arcangelo Gabriele apparve a Maria per annunciarle che avrebbe fatto nascere Cristo. È difficile dire cosa rappresenti questo simbolo – forse un leggio da cui forse l’arcangelo leggeva? -In questo giorno la gente guardava i torrenti. Se scorrevano, si sarebbero gelati nuovamente e sarebbero rimasti ghiacciati per tanti giorni quanti erano i giorni in cui l’acqua scorreva prima di questo giorno.

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