PRIMSTAV – l’antico calendario norvegese [parte I]

Sin dai tempi più antichi l’uomo ha architettato diversi modi per tener traccia del tempo che scorre. Per i popoli scandinavi, dove era ancora più difficile, quest’aspetto era naturalmente molto importante. Data la breve stagione di germoglio e fioritura, un imperativo era quello di conoscere il momento migliore per seminare, o per far finalmente uscire all’aperto, ma al sicuro, il proprio gregge o la propria mandria. Le “misure” variavano da valle a valle, e ci si basava su quei giorni da quella settimana invernale in cui il sole molto timidamente faceva capolino sull’orizzonte, o dal giorno in cui il ghiaccio cominciava ad incresparsi sul lago.
I giorni erano incisi su una bacchetta di legno o su una lavagna e da questo, alla fine, evolse un almanacco elementare del tempo e dei raccolti.

Con il sopraggiungere del cristianesimo nelle terre nordiche sembrò essere ancora più importante di prima di tener traccia dei giorni. Non solo la domenica doveva essere un giorno santo, ma c’erano altre festività e i festeggiamenti dei santi. La chiesa aveva scritto almanacchi su queste giornate ed era dovere del parroco notificare ai propri parrocchiani delle giornate da santificare, perché in molti di questi giorni non era permesso lavorare. Ma con una popolazione talmente isolata il prete non poteva raggiungere tutti.
Così nacque il calendario a bacchetta o Primstav.

Non si sa quando i primi Primstav furono creati, ma gli studiosi credono che i primi siano stati in uso intorno all’anno 1000. Il Primstav più antico e ancora esistente fu realizzato nel 1457. Probabilmente il Primstav è rimasto in uso in parti isolate dei paesi scandinavi ben fino al 1900. Il calendario qui descritto fu inciso da Dreng Bjornson nel 1707 a Setesdal. L’originale si trova nel Folkemuseum ad Oslo.

I Primstav possono avere giorni diversi per alcune delle festività della chiesa. Nel 1700 la Norvegia adottò il calendario gregoriano, sostituendo quello giuliano. Le date furono quindi portate avanti di 11 giorni. Ci fu un dibattito molto acceso circa l’osservanza delle feste, se tener buone le precedenti o le nuove. Furono utilizzate entrambe le alternative e ci furono variazioni in diverse parti del paese.

Questa bacchetta segue l’antico calendario giuliano. Negli anni del cambiamento il 24 febbraio, la messa di San Mattia, era contata due volte. Ci sono due errori nella bacchetta originale e non sono stati modificati nella copia: mancano le due tacche ed i rispettivi intagli dal lato estivo per il 12 ed il 13 ottobre; ci sono tacche e rispettivi intagli per 6 giorni dal lato invernale, dall’8 al 13 aprile.

I simboli raccontano una storia molto interessante. Sono rimasti i simboli pagani, non solo perché erano parte integrante e notevole dell’antica cultura, ma anche perché la chiesa ha mantenuto alcune celebrazioni pagane dando loro significato religioso. Altri simboli riflettono storie degli apostoli, santi e martiri. Altri ancora sono legati al lavoro giornaliero dei bonde, agricoltori – curare la fattoria, pescare e lottare per la sopravvivenza -. Il significato di alcuni dei simboli su questa bacchetta è poco chiaro e probabilmente in alcuni casi l’interpretazione dei singoli potrebbe essere più chiara di quella qui spiegata.

Forse più di tutto il Primstav ci dà uno sguardo d’insieme e profondo su com’erano importanti le tradizioni ed i costumi per queste persone che vivevano così vicino l’una all’altra eppure così isolati dal resto del mondo. Se il giorno di san Simone (il 28 ottobre) era il giorno in cui la mandria doveva essere portata all’interno delle stalle, è probabile che tutte le mucche della parrocchia fossero dentro le stalle al riparo in quella giornata. E guai a chi stupidamente si avventurava sul ghiaccio dopo il giorno di san Pietro (il 22 febbraio) – se il ghiaccio si rompeva era solo colpa sua -.

IL LATO ESTIVO

Primo giorno d’estate – il 14 aprile

I

Nella Norvegia antica era in uso dividere l’anno in due metà uguali, e l’estate cominciava in questo giorno. Il simbolo è un albero, che sta a significare il rinnovamento della vita. Se in questo giorno nevicava, ci sarebbe stata neve altre nove volte prima che arrivasse l’estate. Si metteva la terra sui campi per far sciogliere più velocemente la neve. Questo giorno onorava due martiri, i fratelli san Tiburzio e san Valeriano, che morirono nel 229. In molte parti della Norvegia in questa giornata i servi rinnovavano i propri obblighi ai padroni. In questa giornata i pastori si astenevano dalla carne, credendo che se l’avessero mangiata ciò avrebbe nuociuto alle loro mandrie.

Il giorno di san Magnus – il 16 aprile

Questo giorno onora san Magnus, earl delle Orkney, che fu ucciso da suo cugino, Earl Haakon Paalson, nel 1115. Il suo simbolo era una freccia o un’ascia. Questo era il giorno per cominciare a coltivare i campi.

Il giorno di san Marco – il 25 aprile

Questo giorno è dedicato a san Marco, che fu martirizzato ad Alessandria. Il simbolo di Marco è generalmente un leone; il simbolo qui è poco chiaro. Questo è un altro esempio di come la chiesa fece propri i costumi pagani dando loro diverso significato. Nei tempi pagani in questo giorno la gente avrebbe fatto sacrifici agli dei norreni per la loro vittoria su Tjasse, lo spirito maligno dell’inverno. Ciò venne modificato nella Grande Processione, quando il prete e la sua congrega marciavano sui campi dicendo preghiere per allontanare gli spiriti maligni e per ottenere la benedizione divina sui campi e sul raccolto estivo.

La Messa del Cuculo – il 1 maggio

Ancora, le pratiche pagane erano la base del folklore alla base di questo giorno. Nei tempi antichi, se si sentiva il verso del cuculo per la prima volta al mattino di questo giorno provenire da nord, qualcuno si sarebbe ammalato o sarebbe morto nell’arco dell’anno. Se il verso si sentiva provenire da sud, l’anno sarebbe stato favorevole; se da ovest, qualcuno avrebbe avuto successo; se da est, qualcuno avrebbe avuto fortuna in amore. Secondo la leggenda una donna che voleva sposarsi presto avrebbe dovuto girare intorno ad un albero tre volte. Ma nessun albero sarebbe stato quello giusto, a meno che non avesse avuto su un gauk, un cuculo. Per funzionare, la donna doveva essere nuda (senza dubbio quest’usanza causò molti casi di polmonite tra le giovani e aspiranti donzelle, in quanto maggio non è necessariamente libero dal ghiaccio invernale e dal freddo nelle parti più alte del paese! L’usanza inoltre sembra suggerirlo in quanto normalmente si dice che le ragazze sensibili agiscano come dei cuculi, o stupidamente).

La messa della santa croce – il 3 maggio

La chiesa celebrava il ritrovamento della croce su cui Cristo fu crocifisso, credendo fosse stata scoperta dall’imperatrice Elena nel 362; da qui il simbolo: una croce. Questo giorno segnalava anche l’avvio di buona parte del lavoro estivo nelle fattorie: le mandrie erano lasciate andare nei pascoli, i recinti dovevano essere riparati entro questo periodo, ed era il momento di tosare le pecore.

La veglia di san Hallvard – il 15 maggio

Hallvard è stato descritto come un giovane nobile norreno, e anche come il figlio di un fattore di Lier. Dette la vita per proteggere una donna che era perseguitata da alcuni uomini. Fu annegato nel Drammensfjord con una pietra miliare legata al collo. Il simbolo probabilmente rappresenta una pietra miliare. Oggi si cominciava la semina del raccolto. Le condizioni variavano in base alla località, ma in alcuni luoghi si diceva che se il grano non fosse stato piantato entro questa giornata non sarebbe maturato fino all’arrivo del ghiaccio.

La veglia dell’orso – il 22 maggio

San Bernardo, un leader ecclesiastivo del XII secolo, fondatore di 68 monasteri, enfatizzava la semplicità nello stile di vita, il supporto alla vita tramite il lavoro manuale, ed un’atmosfera di silenzio che portava alla lettura e alla preghiera. Nel celebrare questo giorno, i norvegesi tradussero il suo nome in Bjarnvard, e poi in Bjorn, che significa “orso”. Ciò si legava piacevolmente alla stagione, perché questo era il tempo in cui l’orso si risvegliava dal suo lungo letargo ed usciva dalla tana. I festeggiamenti cominciavano la notte prima, da qui il “risveglio” o “la veglia”. Il simbolo può essere l’impronta di un orso.

Il giorno di san Vito – il 15 giugno

Una leggenda inattendibile racconta che Vito fosse il figlio unico di un senatore siciliano e che divenne cristiano all’età di dodici anni. Quando la sua conversione ed i suoi miracoli divennero ampiamente conosciuti l’amministratore della Sicilia, Valeriano, volle che Vito fosse portato al suo cospetto per scuotere la sua fede. Non ebbe successo. Questo giorno era conosciuto anche come il “giorno della pulizia” perché si pulivano i camini. Il significato del simbolo è sconosciuto.

Il giorno di san Botolfo – il 17 giugno

Dal 1276 il principale tribunale in Norvegia, il lagting, si incontrava in questo giorno. È interessante notare che in questi primi periodi agricoli si praticava la rotazione dei raccolti. In questo giorno venivano arati i campi che dovevano essere lasciati a riposo. Il simbolo è un bastone pastorale vescovile.

* Nota: interessante da notare, dato che Botolfo non è un nome comune in Italia nonostante sia un santo riconosciuto dalla chiesa cattolica romana, è che san Botolfo o Botulfo (morto all’incirca nel 680) era un abate inglese che divenne santo. È il patrono dei viaggiatori e dei vari aspetti della vita di fattoria. La sua festa è il 17 giugno in Inghilterra ed il 25 giugno in Scozia.
San Botolfo fondò il monastero di Ikanhoe in East Anglia, ed il nome del luogo era
Botolphston (da “Botolph’s Stone” – la pietra di Botolfo – o da “Botolph’s town” – la città di Botolfo), più tardi abbreviato in Boston.
È ricordato quindi anche nei nomi sia della città commerciale di Boston nel Lincolnshire (100 miglia a nord di Londra) che di Boston nel Massachusetts negli Stati Uniti. Nella città di Boston del New England, St Botolph è il nome di una via (St. Botolph Street), di un club privato nonché della President’s House del Boston College.

Solstizio d’estate – il 21 giugno

A causa del passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, c’erano due “giorni di mezza estate”. Questo era il giorno in cui i pagani facevano sacrifici al sole.

La veglia di san Giovanni – il 24 giugno

Questo è il vero “Giorno di Mezza Estate” ed è sempre stato una festività importante in Scandinavia. E sebbene il simbolo sia una chiesa e la giornata sia dedicava a Giovanni (Hans) il Battista, la maggior parte della leggenda che la circonda è di epoche pre-cristiane.
Alla vigilia di questo giorno si credeva che le streghe si incontrassero con il diavolo e programmassero i guai che avrebbero combinato l’anno seguente. In questa notte uscivano tutti i troll ed i demoni. Nella mitologia norrena, il fuoco scendeva dal cielo e si credeva che in qualche modo proteggesse le mandrie dalle malattie. Si accendevano dei falò, usanza ancora osservata in alcune aree, e nel mezzo si poneva un palo, chiamato “l’uomo vecchio” o “la vecchia strega”. Ciò significava la nuova stagione che sostituiva la vecchia.
Si credeva anche che durante questa notte si sarebbero visti i morti. Se ci si fosse recati al cimitero a mezzanotte con l’innario luterano stretto forte al proprio petto e con una zolla erbosa sulla testa (a simbolizzare la vicinanza con coloro che erano sotto la zolla) si potevano visitare i morti per un breve frangente.
In alcune regioni si credeva che se una donna non sposata raccogliesse nove tipi di fiori diversi alla vigilia del giorno di mezza estate e dormisse con questi fiori sotto il cuscino, se il giorno successivo – senza indossare alcun abito – avesse guardato il suo riflesso in un secchio d’acqua, avrebbe visto l’uomo che avrebbe sposato.

Nelle fattorie era ora il momento di muovere le mandrie ai pascoli estivi, o seter (norvegese: “seggi”), nelle montagne. Era anche il momento di raccogliere le erbe che sarebbero state usate nell’arco dell’anno.

La veglia di san Pietro – il 29 giugno

Questo giorno è dedicato sia a san Pietro che a san Paolo, martirizzati per la loro fede nell’anno 67. La leggenda racconta che san Pietro era il custode della porta del paradiso, così una chiave è il simbolo di questo giorno. San Paolo è venerato come un incomparabile missionario ed autore dei primissimi scritti del Nuovo Testamento.

La veglia di san Swithin – il 2 luglio

San Swithin era un vescovo inglese del nono secolo che fu ampiamente venerato nella Norvegia sudoccidentale. Questo simbolo è quello di un vescovo, perché onora il santo patrono della città di Stavanger. In questo giorno aveva inizio il diserbo dei campi. Si diceva che il tempo di questo giorno sarebbe durato per tutto il mese.

* Nota: Nonostante Swithun (o Swithin o Svithun) sia un santo riconosciuto dalla chiesa cattolica romana, in Italia non è conosciuto. Il nome di Swithun è molto conosciuto oggi soprattutto per un proverbio sul tempo, che dice che se piove il giorno di san Swithun (in UK il 15 luglio), pioverà per 40 giorni:

St Swithun’s day if thou dost rain
For forty days it will remain
St Swithun’s day if thou be fair
For forty days ’twill rain nae mare

Una variante del Buckinghamshire è:

If on St Swithun’s day it really pours
You’re better off to stay indoors.

Swithun fu inizialmente sepolto fuori dalle porte, piuttosto che nella sua cattedrale, apparentemente su sua richiesta. William of Malmesbury registrò che il vescovo lasciò istruzioni che il suo corpo fosse sepolto fuori dalla chiesa, “ubi et pedibus praetereuntium et stillicidiis ex alto rorantibus esset obnoxius” (“dove potesse essere soggetto ai piedi dei passanti ed alle gocce di pioggia che cadevano dall’alto”), che indica come la leggenda fosse già ben conosciuta nel XII secolo.
Nel 971 fu deciso di spostare il suo corpo in un nuovo santuario all’interno, ed un’altra teoria traccia l’origine della leggenda in un forte acquazzone che, il giorno dello spostamento, sarebbe stato segno del malcontento del santo nei confronti di coloro che stavano spostando i suoi resti. Questa storia naturalmente non ha alcuna prova, e può risalire al massimo al XVII o XVIII secolo. C’è anche una variante rispetto alla versione degli scrittori del X secolo, che erano tutti d’accordo sul fatto che lo spostamento sarebbe avvenuto seguendo il desiderio del santo espresso in una visione. James Raine suggeriva che la leggenda fosse derivata dalla tremenda scarica di pioggia che avvenne, secondo le cronache del “Durham”, il giorno di san Swithun nel 1315. È più probabile il suggerimento di John Earle per cui la leggenda derivi da una giornata pagana o probabilmente preistorica di presagio. In Francia, san Medardo (8 giugno), Urban di Langres, e san Gervasio e san Protasio (19 giugno) si dice abbiano un influsso sul tempo quasi identico a quello attribuito a san Swithun in Inghilterra. Nelle Fiandre c’è santa Godelieve (6 luglio) e in Germania il giorno dei Sette Dormienti (27 giugno).
C’è una base scientifica per la leggenda del giorno di san Swithun. Intorno alla metà di luglio, la corrente del golfo si pone in uno schema per cui, nella maggior parte degli anni, rimane tale fino alla fine di agosto. Quando la corrente del golfo va a nord delle isole britanniche, l’alta pressione continentale può penetrare all’interno; quando essa va oltre o a nord delle isole britanniche, predominano una perturbazione di aria dell’Artico ed il tempo atlantico.

Il giorno di santa Sunniva – l’8 luglio

Santa Sunniva era una principessa irlandese che, per sfuggire alle attenzioni di un capo pagano, fuggì per mare con numerosi seguaci devoti. In una nave senza timone, vela e remi raggiunsero l’isola di Selja sulla costa dellla Norvegia. Questi rifugiati furono sospettati di rubare le mucche ma quando un esercito fu inviato per investigare, scoprirono che Sunniva ed il suo gruppo erano stati interrati in una caverna da una frana. Alcuni passanti casualmente notarono, un po’ di tempo dopo, una luce strana venir fuori dalla caverna in cui gli stranieri erano stati sepolti. La caverna fu scavata ed il corpo di Sunniva fu ritrovato intatto e perfetto, e quelli dei suoi compagni emettevano una luce sovrannaturale. Il re Olav Trygveson fece costruire in quel luogo una chiesa ed il suo corpo fu sepolto lì in un altare. Un centinaio di anni dopo il corpo fu spostato a Bergen, e Sunniva divenne la patrona di questa città. In questo giorno comincia la mietitura. Il simbolo è una falce.

Il giorno di san Canuto – il 10 luglio

Canuto di Danimarca, re e martire, morì in questo giorno del 1086. Il suo simbolo è solitamente una falce, seguita da “Caterina con un rastrello” il 12 luglio. Comunque, su questa bacchetta i simboli sono stati posti in avanti di due giorni, così la falce appare l’8 ed il rastrello il 10. Non si sa se si tratta di un errore o di un’interpretazione locale.

Il giorno di mezza estate – il 14 luglio

Nonostante non sia esattamente un’altra celebrazione del giorno di mezza estate, questo giorno era a metà dell’estate. Ora l’avena comincia a maturare. Si crede che se l’avena non si sia formata entro questo giorno, il raccolto non sarà buono. Il simbolo è come una spiga d’avena.

Il giorno di santa Sara – il 18 luglio.

Il giorno di santa Sara in realtà è il 19 luglio ma su questa bacchetta il simbolo della croce a metà è stato posto il 18.

Il giorno di santa Margherita – il 20 luglio

Santa Margherita di Antiochia fu martirizzata nell’anno 307. Il suo simbolo era una croce con un’aureola e questo simbolo probabilmente ne è una revisione. Questo giorno era soprannominato “la mestolata d’acqua di Margherita” perché da oggi in poi ci si può aspettare la pioggia.

Il giorno di santa Maddalena – il 22 luglio

Santa Maria Maddalena è la donna che sta presso la croce di Gesù, assiste al seppellimento e trova la tomba vuota. Lei ha iniziato a seguire Gesù dopo esser stata curata da una brutta malattia. Un altro nome per questo giorno era “buon tempo giorno di preghiera” perché era ora tempo di sistemare il fieno e c’era quindi urgente bisogno di buon tempo.

Il giorno di Giacomo dal cappello bagnato – il 25 luglio

Alcune volte l’apostolo Giacomo viene raffigurato con un cappello da pellegrino con un pettine su di esso, successivamente con un cappello da cui cadono gocce di pioggia. Nuovamente il significato è legato alle previsioni atmosferiche: la pioggia in questo giorno indicava un autunno umido. Anche questo simbolo qui usato non è stato identificato.

Il giorno di sant’Anna – il 26 luglio

Questo è il giorno di festa di sant’Anna, madre di Maria e nonna di Gesù. Lei è la santa patrona delle madri e delle donne lavoratrici.

La veglia di san Olav – il 29 luglio

Olsok è il giorno in cui il re santo vichingo Olav viene onorato con falò e historical plays a Stiklestad, l’antica città capitale di Trondheim, dove egli cadde in battaglia nel 1030. Nonostante non fosse molto popolare in vita, furono riportati dei miracoli al suo altare, e fu costruita una cappella che divenne la cattedrale di Nidaros. Questa divenne un grande centro di pellegrinaggio per tutta la Scandinavia. Egli è uno dei grandi eroi norvegesi per i suoi sforzi per unificare e cristianizzare la Norvegia, della quale è patrono. Fu canonizzato nel 1164. Il suo simbolo è un’ascia.
Si dice che il tempo in questa giornata sia precursore del tempo di tutto l’autunno. In alcune aree della Norvegia la fienagione comincia oggi, in altre aree oggi termina. Il giorno di san Olav è anche conosciuto come syftesok, il giorno del vaglio, il tempo per estirpare le erbacce dai campi.

La veglia minore di san Olav – il 3 agosto

L’ascia piccola segna un altro giorno per san Olav, per ricordare il trasferimento del suo corpo nella chiesa di san Clemente a Trondheim nel 1031. Qui fu custodito e dichiarato santo.

Il giorno di san Donato – il 7 agosto

La leggenda racconta che san Donato, un vescovo martire, un giorno era a messa quando i pagani ruppero un calice. Donato prese i pezzi e pregò su di loro, ed il calice ritornò intero tranne che per un pezzo, che il diavolo aveva tenuto per sé.

La veglia di san Lorenzo – il 10 agosto

Si dice che san Lorenzo sia stato fatto morire sul rogo dai suoi nemici nel 258. Il santo fu legato in cima ad una griglia di ferro su un fuoco lento che arrostì pian piano le sue carni, ma Lorenzo bruciava con così tanto amore per Dio che quasi non sentiva le fiamme. Infatti Dio gli dette così tanta forza e gioia che egli persino scherzò “girami dall’altro lato”, e disse al giudice “sono cotto da questo lato!”. E poco prima di morire, disse “sono cotto abbastanza adesso”. Forse questo simbolo è una griglia. La tradizione dice che entro questa giornata tutto dev’essere conservato o non ci sarà latte in inverno.

Assunzione della Beata Vergine Maria – il 15 agosto

La festività, che onora l’assunzione di Maria ai cieli, ha un significato speciale sulla terra. Le persone pregano Maria chiedendole la protezione per il raccolto contro le prime gelate notturne. Il simbolo è una croce incorniciata.

La veglia di san Bartolomeo – il 24 agosto

La leggenda dice che il re d’Armenia fu convertito dall’apostolo Bartolomeo. Ma il fratello del re fece scorticare e poi decapitare l’apostolo. Il coltello è un simbolo adatto non solo per il significato storico ma anche perché questo è il giorno in cui vengono macellati i montoni del gregge.

Natività della Vergine Maria – l’8 settembre

Ciò segna la nascita della madre di Cristo. Una volta macellati i montoni, in questa giornata venivano tosate le pecore.

Esaltazione della croce – il 14 settembre

Questa festività commemora sia il ritrovamento della croce nel 326 che la dedica delle chiese che Costantino fece costruire sul luogo del Calvario e del sepolcro. Successivamente, il giorno incluse anche la commemorazione del ritorno della croce a Gerusalemme nel 630. Entro questa giornata tutto il grano dev’essere conservato in un luogo asciutto.

Il giorno di san Matteo – il 21 settembre

San Matteo, l’esattore delle tasse (prima chiamato Levi) che lasciò la pratica quando Gesù gli disse di seguirlo fu, secondo la leggenda, decapitato, così il suo simbolo è un’ascia. L’ascia ha anche un altro significato: ricorda che tutto il fogliame entro oggi va tagliato e conservato come supplemento per il foraggio per gli animali durante l’inverno. Si credeva che se il grano entro oggi non fosse giunto a maturazione non sarebbe maturato a sufficienza per il consumo umano.

La festa di san Michele – il 29 settembre

Questa giornata onora l’arcangelo Michele che, si dice, pesi le anime dei morti in paradiso. Il suo simbolo solitamente è una coppia di scale, ma qui c’è una balestra. In questo giorno bisogna assicurarsi di avere cibo a sufficienza per il lungo inverno che si prospetta davanti. Nella Norvegia meridionale c’è un detto: “Per quanti giorni ci sarà brina sul terreno prima di oggi, per tanti ce ne sarà dopo il giorno della messa del cuculo (1 maggio)”.

Il giorno di santa Brigitta – il 7 ottobre

Santa Brigitta era la figlia del principe reale di Svezia, chiamato Birger, e di Ingeburdis, una discendente dei re goti. Da questi pii genitori ella ereditò un grande amore per la passione di nostro Signore. Suo padre consacrava ogni venerdì a speciali atti di pentimento, e dalla sua infanzia santa Brigitta amava meditare sulla passione di Cristo. Per obbedire a suo padre, all’età di sedici anni sposò Ulfo, principe di Nericia in Svezia, da cui ebbe otto bambini, l’ultimo dei quali, Catherine, è ora onorata tra i santi. Successivamente la santa coppia fece voto di castità e fece un pellegrinaggio a Compostela in Galizia. Al rientro in Svezia Ulfo, con il consenso di sua moglie, entrò in un monastero cistercense, dove morì poco dopo. Dopo la sua morte santa Brigitta rinunciò al suo rango di principessa e prese i voti. Nel 1344 fece costruire il grande monastero di Wastein, che divenne la casa madre di un nuovo ordine, quello delle brigidine. Successivamente intraprese un pellegrinaggio a Roma e in Palestina. Avendo soddisfatto la propria devozione ai luoghi sacri santificati dalla vita e dalla passione del Redentore, ritornò a Roma, dove visse per un anno. In questo periodo fu spesso ammalata. Morì nel 1373.
Questo giorno era anche chiamato il Giorno del Cavolo perché in questo giorno ci si deve assicurare della buona crescita dei cavoli coltivati. Inoltre in questo giorno si dice che l’orso debba avere la tana pronta, rivestita di piume secche, per il suo letargo.

[continua…]

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One Response to PRIMSTAV – l’antico calendario norvegese [parte I]

  1. twitter.com says:

    Nice! Have to share🙂

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