Di vecchi merletti e antichi cassetti (1)

Non ricordo come e “dove” tutto sia cominciato, ma il post precedente è scaturito da una missiva pervenuta dal mio amico nordico Julian: si parlava come al solito delle islands, dove con questo nome si intendono le isole Shetland e le isole Orcadi, un piccolo mondo che fonde, come il loro linguaggio, l’antico norreno e l’inglese. Si parlava di qualcuno che effettivamente ha “fuso” il nord, creando un ponte dalla Norvegia, passando per le Orkney, fino a raggiungere l’America.
Raccontavo a Julian di come amassi questa persona (che sarebbe morta diverse decine di secoli fa, il che non è un dettaglio da sottovalutare) e la sua risposta dal tipico humour vicino al Polo è stata “ma lo sai che questo losco figuro aveva una grande fama da droit de seigneur“?
Il post precedente è partito da lì, con un volo pindarico (tanto per cambiare) del mio cervello: ecco il giorno e la notte, il dono del mattino ed il diritto della sera.
Ma è giusto raccontare le origini…

Henry I Sinclair, Earl of Orkney e barone feudale di Roslin (c. 1345 – c. 1400) era un nobile scozzese. A volte il suo cognome è anche scritto St. Clair.
Era il nonno di William Sinclair, primo Earl di Caithness, colui che fece costruire la Rosslyn Chapel.
Oggi Henry è conosciuto perché prese parte alle esplorazioni della Groenlandia e del Nord America più di cento anni prima di Cristoforo Colombo.
William Thomson, nella sua History of Orkney, scrive: “It has been Earl Henry’s singular fate to enjoy an ever-expanding posthumous reputation which has very little to do with anything he achieved in his lifetime” [trad. mia: “Il singolare destino di Earl Henry è stato quello di godere di una reputazione postuma in continuo aumento che ha molto poco a che vedere con ciò che raggiunse in vita”][1]

Henry Sinclair era figlio ed erede di William Sinclair, Lord of Roslin, e di sua moglie Isobel of Strathearn, una delle figlie di Maol Ísa, Earl of Orkney. Il nonno materno di Henry Sinclair era stato privato di molte delle sue terre (l’earldom di Strathearn era andato completamente perduto a favore del re degli Scoti [2].

Qualche tempo dopo il 13 settembre 1358 il padre di Henry morì, e a quel punto Henry Sinclair gli successe come Barone di Roslin, Pentland e Cousland, un gruppo di proprietà minori nel Lothian. Il Sinclair Diploma sostiene che egli sposò Joneta (o Joan) Halyburton, figlia di Walter, Lord of Dirleton, e che ebbero un figlio, Henry anche lui, che sarebbe diventato il successivo Earl of Orkney. Pare che avessero anche una figlia, Elizabeth Sinclair, che sposò John Drummond of Cargille.

Tre cugini – Alexander de l’Arde, Lord of Caithness; Malise Sparre, Lord of Skaldale; ed Henry Sinclair – furono rivali per la successione nella contea di Orkney.
Il 2 agosto 1379, a Marstrand, vicino Tønsberg, in Norvegia, il re Haakon VI di Norvegia investì e confermò Sinclair come l’Earl of Orkney norvegese, contro una pretesa rivale di suo cugino Malise Sparre.

Nel 1389, Sinclair fu presente all’incoronazione del re Eric di Pomerania in Norvegia, come pegno per il suo giuramento di fedeltà. Gli storici hanno ipotizzato che nel 1391 Sinclair e le sue truppe uccisero Malise Sparre vicino Scalloway, Tingwall, Shetland.

Non è chiaro come Henry Sinclair morì. Il Sinclair Diploma, scritto o perlomeno commissionato da suo nipote, cita: “…he retirit to the parts of Orchadie and josit them to the latter tyme of his life, and deit Erile of Orchadie, and for the defence of the country was slain there cruellie by his enemiis…” [trad. mia: “…si ritirò nelle Orcadi raggiungendoli per l’ultimo periodo della sua vita, e morì Conte delle Orcadi, e per la difesa del suo paese fu ucciso lì crudelmente dai suoi nemici…”].
Sappiamo anche che in qualche momento nel 1401 “The English invaded, burnt and spoiled certain islands of Orkney” [trad. mia: “Gli inglesi invasero, bruciarono e fecero razzia di alcune delle isole delle Orkney”]. Questa fu parte di una rappresaglia inglese per un attacco scozzese ad una flotta inglese vicino Aberdeen.
Si suppone che Henry o morì nel tentativo di contrastare l’invasione, o era già morto. [3]

Non si sa quasi niente della vita di Sinclair. Comunque, sono state scritte moltissime congetture sulla sua presunta carriera di esploratore. Nel 1784 fu identificato da Johann Reinhold Forster come il possibile Principe Zichmni descritto nelle lettere scritte, a quanto pare, intorno all’anno 1400 dai fratelli Zeno di Venezia, in cui descrivevano un viaggio nel Nord Atlantico al comando di Zichmni. [4]

L’autenticità delle lettere (che furono a quanto pare ritrovate e pubblicate nei primi anni del XVI secolo), il corso esatto del viaggio, così come se ebbe persino luogo, sono messe in discussione dagli storici. In particolare le lettere (e la mappa allegata) sembrano essere una beffa degli Zeno, gli editori. Inoltre, gli storici non prendono seriamente in considerazione l’identificazione di Zichmni con Henry Sinclair, sebbene naturalmente sia data per scontata da chi supporta tale teoria. Questi ultimi, tra cui la sottoscritta, asseriscono che ci siano intagli nella pietra della Rosslyn Chapel in Scozia che rappresentano piante americane[5].
La cappella fu costruita dal nipote di Henry Sinclair, William e fu completata nel 1486.
Cristoforo Colombo fece il suo primo viaggio nel 1492. Questa, per gli scrittori Christopher Knight e Robert Lomas, è una schiacciante testimonianza della teoria che Sinclair sia salpato in America[5] sebbene gli studiosi dicano che le piante siano rappresentazioni semplicemente stilizzate di comuni piante europee. [6]

Aloe Vera
[sta in: http://www.rosslynhoax.com/Images1/26Aloe.jpg]

La rivendicazione che Henry Sinclair abbia esplorato il nord America si basa su diverse separate proposte:

  1. che le lettere e la mappa attribuite ai fratelli Zeno e pubblicate nel 1558 siano autentiche;
  2. che il viaggio descritto nelle lettere intrapreso da Zichmni intorno all’anno 1398 per la Groenlandia in realtà raggiunse il nord America;
  3. che Zichmni sia Henry Sinclair.

Inoltre, la storica nativa americana Evan Pritchard sostiene di credere che Sinclair si sia stabilito nel XIV secolo nella Nova Scotia canadese tra i Micmac e che Sinclair sia rappresentanto in circa 20 favole Micmac come Glooscap, un importante eroe folklorico Micmac.

E qui vi rimando ad un estratto da Act of Union:
Nella tradizione Mi’Kmaq* ci sono sette livelli della creazione.
Questi livelli corrispondono alla creazione del mondo. Il primo livello è l’atto stesso della creazione. Alcune persone lo chiamerebbero “la Creazione”, ma nella cultura Mi’Kmaq è un qualcosa che riguarda la meraviglia e il “dispiegarsi”, il mostrarsi del creato. La parola utilizzata è Kisu’lk. Essa significa “tu sei stato creato”. Kisu’lk è colui che dona la vita.
Il secondo livello è il Sole, che chiamiano Niskam, o Nonno. Quando siamo al Sole proiettiamo un’ombra. L’ombra rappresenta lo spirito dei nostri progenitori. Nonno Sole dona spirito alla vita.
Il terzo livello è Sitqamu’k, Madre Terra. Madre Terra ci dà tutto quanto è necessario alla vita attraverso gli elementi della terra: acqua, rocce, suolo, piante, animali, pesce e così via. Madre Terra sostiene la vita.
Il quarto livello della creazione è Kluskap (Glooscap), il Primo-che-parlò. Nacque da un lampo di luce che colpì la superficie di Madre Terra. Era costituito dagli elementi della terra: piume e ossa e pelle e sporco ed erba e sabbia e ciottoli e acqua. Un uccello giunse a Kluskap, con un messaggio da Coloro-che-danno-la-Vita, Nonno Sole e Madre Terra. L’uccello raccontò a Kluskap che si sarebbe riunito con la sua famiglia, che l’avrebbe aiutato a comprendere il suo posto in questo mondo.
Il primo ad arrivare dalla famiglia di Kluskap fu la nonna, Nukumi. Nacque da una roccia. Porta saggezza e conoscenza. La Nonna è il quinto livello della creazione.
Il successivo ad arrivare dalla famiglia di Kluskap fu il nipote, Netawansum. Nacque dall’erba che profuma dolcemente. Porta la forza e può vedere nel futuro. Il nipote è il sesto livello della creazione.
L’ultimo della famiglia di Kluskap ad arrivare è la Madre, Ni’kanaptekewi’sqw. Nacque da una foglia. Porta amore a tutti i suoi figli, così che possano amarsi l’un l’altro. Porta anche i colori del mondo. La Madre è il settimo livello della creazione**.

* Mi’Kmaq: i primi abitanti della Nova Scotia. All’epoca dei primi contatti con gli esploratori europei del XVI e XVII secolo i Mi’Kmaq vivevano nella regione oggi conosciuta come le Province Marittime e la penisola di Gaspé. Successivamente si stabilirono nel New England e nel Newfoundland. I Mi’Kmaq si definivano L’nu’k che vuol dire “il popolo”. Il termine Mi’Kmaq deriva dalla loro parola nikmak che vuol dire “i miei amici-simili”.
** Il lago Memphrémagog è un lago glaciale di acqua sorgiva situato tra Newport, Vermont, gli Stati Uniti e Magog, Québec, Canada. Tra le curiosità, ha venti isole e in esso si accumula moltissimo fosforo. Nel loro libro Swords at Sunset (Spade al Tramonto), Michael Bradley e Joelle Lauriol, autori canadesi, legano il Sacro Graal alla pseudo-leggenda di Henry Sinclair, che giunse in America dalle Orcadi, stabilendosi appunto vicino il lago Memphrémagog, cent’anni prima di Colombo. Il lago, circa a cento kilometri a sud-est di Montréal, è un lago lungo e stretto che si pone al centro del confine tra Québec e Vermont ai piedi delle splendide Green Mountains. La figlia di un residente di Toronto, in vacanza nel suo cottage sul lago, scoprì un oggetto di ferro che appariva come la punta di una lancia. Dato il suo interesse per l’archeologia, proseguì nelle ricerche nei dintorni, scoprendo una roccia con scolpito un profilo di uno stemma del XIV secolo. Questo stemma era quello di Henry Sinclair, Barone di Rosslyn (Scozia) e Earl of Orkney come riportato da un oscuro libro di araldica, Armorial de Gelre.  Questo nobile scozzese-scandinavo (parlava tranquillamente, oltre al latino, il dialetto scozzese delle Highlands e l’antico norreno che si parlava alle Orcadi), giunse in Nord America nel 1398, 94 anni prima che vi giungesse Colombo e 99 anni prima di John Cabot.
Vicino il lago Memphrémagog, diciamo “prima dell’avvento dell’uomo moderno”, hanno sempre vissuto tribù indiane Algonquin, di cui una si denomina Mi’Kmaq. La loro storia tribale narra di un uccello con un’ala spezzata, Kluskap, che vivrebbe nel lago. Mordecai Richler, nel suo Solomon Gursky è stato qui, racconta la saga di una famiglia ebraica stabilitasi vicino il lago Memphrémagog, con notevoli similitudini con la storia del popolo Mi’Kmaq.
I commenti della Pritchard facevano parte di Holy Grail in America, un documentario televisivo sulla pietra runica di Kensington trasmesso per la prima volta da History Channel il 20 settembre 2009[7][8]

La località di Rosslyn, distante poco più di sei chilometri da Edimburgo, è famosa nel mondo per la sperimentazione della prima pecora clonata (Dolly), ma non solo: nel Codice da Vinci si parla dell’antica cappella della Collegiata di San Matteo.
Prima di Dan Brown, autore del Codice, la chiesa di Rosslyn ha stimolato la fantasia di numerosi ricercatori, come Baigent e Leigh, autori de The Temple and the Lodge, seguiti dai già citati Knight e Lomas con La chiave di Hiram ed Il Secondo Messia i quali, fornendo ipotesi pseudo-scientifiche, hanno “favoleggiato” su legami iniziatici a tutto campo, per poter spiegare i segreti e le origini della massoneria.
I saggi degli autori inglesi sono stati poi magistralmente trasformati in romanzo dal geniale Dan Brown, che ha saputo trasmettere al grande pubblico ritualità e simbologie legate alla tradizione esoterica occidentale.

I saggi ed il romanzo non erano però sufficienti per “sentire” l’aura magica del luogo e quindi anch’io mi sono recata a Rosslyn per vedere con i miei occhi.
All’esterno l’edificio era in rifacimento, ma si nota comunque la struttura incompleta.
Sul portale d’ingresso un elemento decorativo di forte valenza simbolica colpisce in modo particolare: la croce dentata, segno distintivo della famiglia Sinclair. Si tratta di una croix pattée le cui braccia sembrano estendersi ai quattro punti cardinali come onde di energia, ed è veramente incredibile come un simbolo in pietra, statica per definizione, possa evocare così efficacemente il movimento.

L’edificio religioso venne costruito nel 1447 da Sir William Sinclair, nominato dal re Stuart dieci anni prima Gran Maestro della Massoneria operativa scozzese e confermato in seguito dalle stesse gilde di “liberi muratori”.
L’antenato di William Sinclair, Sir Henry, di cui è possibile ammirare l’antica lastra tombale, era un cavaliere templare che, secondo la leggenda, avrebbe trasportato il cuore imbalsamato di re Bruce dalla Spagna sino alla terra natia.

All’interno, la Cappella di Rosslyn racchiude, come un tabernacolo prezioso, un indescrivibile numero di sculture, con la funzione di tramandare i simboli della tradizione esoterica occidentale, quali archetipi di conoscenza. Qui le figure ed i miti collegati alla cultura celtica ed i personaggi dei racconti biblici convivono, fusi insieme nella tradizione di un sapere iniziatico comune.

La piccola scultura dell’uomo con il cappio al collo, che si ritrova nel rituale di iniziazione al primo grado di apprendista, l’angelo che poggia la mano sotto il mento come se si ponesse “all’ordine” sono solo alcuni esempi di come siano evidenti i “segni” di una cultura massonica che nelle Lowlands scozzesi era viva e fiorentemente operativa nel XV secolo.

Il legame della famiglia Sinclair con la massoneria scozzese si evidenzia ancora nel XVIII secolo con l’apporto di un altro Sir William, membro dell’antica loggia Kilwilling di Edimburgo, ma l’intreccio risulta ancora più stretto se si pensa che i Sinclair erano imparentati con i Ramsay, di cui era membro il famoso cavaliere Michael.

Il collegamento più evidente alla simbologia massonica lo si può ammirare nei due pilastri, pillars, collocati nell’abside della chiesa, individuati da Knight e Lomas, senza ombra di dubbio, nelle colonne Jachin e Boaz poste all’ingresso del tempio massonico.
L’elemento più significativo è rappresentato dal fatto che quelle due sculture racchiudono una leggenda dal sapore squisitamente massonico simile, ma con fattori invertiti, a quella di Hiram Abif.
Si narra, infatti, che un maestro scultore edificò una delle due colonne, quella più semplice, la più squadrata, e durante la sua assenza un apprendista scolpì l’altra colonna, estremamente più bella e finemente intarsiata rispetto alla prima, contraddistinta da un moto di torsione verso l’alto. Per invidia e feroce gelosia il maestro uccise l’apprendista con un colpo alla fronte.
Sul muro della navata centrale, a circa quattro metri d’altezza, sotto un soffitto di stelle in pietra, è possibile vedere il viso scolpito dell’apprendista con le fattezze di Cristo, da una parte, ed il grugno corrucciato del maestro assassino dall’altra.

Le raffigurazioni scultoree più singolari di Rosslyn rimangono, comunque, le pannocchie di granoturco e le foglie di aloe, tutti prodotti della terra americana, peraltro, non ancora scoperta da Colombo quando la collegiata di San Matteo fu costruita. La leggenda racconta che, seguendo le rotte dei Vichinghi, i Sinclair, discendenti dal norvegese Rognvald “the Mighty”, avevano già visitato il continente americano, portando in Scozia alcune piante del Nuovo Mondo.

Al di là della suggestione del luogo, pare che le vibrazioni delle onde elettromagnetiche provenienti dal campo terrestre vengano amplificate dallo scorrere di un corso d’acqua proprio sotto l’edificio, vengano catturate dalla cappella che funge da cassa armonica, e creino nei visitatori una particolare sensazione di benessere e leggerezza localizzata alla testa, come una sorta di liberazione psico-fisica. Tutto ciò, secondo le buone regole costruttive dei liberi muratori che avevano edificato le cattedrali d’Europa.
Rosslyn così secondo alcuni autori potrebbe essere il traguardo di un tragitto che vedeva la sua partenza dal santuario di Santiago di Compostela e che si dispiegava in Francia attraverso le cattedrali di Toulouse, Orléans, Chartres, Paris ed Amiens sino alla cappella scozzese.
Rosslyn rappresentava la testa, Kether, secondo la dottrina cabalistica. Saturno, secondo gli alchimisti, la meta finale di un percorso iniziatico teso al perfezionamento interiore proprio attraverso il pellegrinaggio lungo questa “via europea”, peraltro, tutta celtica.
Il viaggio iniziatico fu compiuto dallo stesso Henry Sinclair, il cavaliere templare, che secondo le cronache visitò Santiago de Compostela ed è per questo che è stato raffigurato nella cappella scozzese con una conchiglia di San Giacomo, attestato di visita al santuario spagnolo, sotto al soffitto della cappella scolpito di stelle di pietra: come un “campo di stelle”, Compostela.

  • 1. http://www.orkneyjar.com/history/historicalfigures/henrysinclair/
  • 2. http://www.orkneyjar.com/history/historicalfigures/henrysinclair/history.htm
  • 3. “Henry Sinclair: The Genuine History” at Orkneyjar, The Heritage of the Orkney Islands (online). The entire diploma, in Latin, is transcribed here
  • 4. Dictionary of Canadian Biography Online
  • 5. a b Knight & Lomas, The Hiram Key, Fair winds Press. ISBN 1-59233-159-9.
  • 6. a b Historian Mark Oxbrow, quoted in “The ship of dreams” by Diane MaClean, Scotsman.com, 13 May, 2005
  • 7. Holy Grail in America
  • 8. History Channel press release for Holy Grail in America
  • [to be continued…]

    This entry was posted in folklore, literature, mythos, north. Bookmark the permalink.

    One Response to Di vecchi merletti e antichi cassetti (1)

    1. Tutto decisamente molto interessante. Mi sto appassionando al viaggio dei fratelli Zeni in Frislanda con Zichmni etc… qui ho letto cose che sapevo e alcune che non conoscevo. Grazie. In definitiva sto tirando le fila di tutto questo e direi che ce n’è abbastanza per rileggere in nuova luce, quanto ci hanno insegnato finora sulla storia della scoperta dell’America e probabilmete non solo su questo. Cordiali saluti, Claudio.

    Leave a Reply

    Fill in your details below or click an icon to log in:

    WordPress.com Logo

    You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

    Twitter picture

    You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

    Facebook photo

    You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

    Google+ photo

    You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

    Connecting to %s