Significato del folk-lore

La concezione di folk-lore, come la si intende abitualmente, si basa su un’idea di base falsa; ovvero sull’idea che ci siano delle “creazioni popolari”, prodotti spontanei della massa del popolo: e si vede subito lo stretto rapporto esistente tra un simile modo di vedere ed i pregiudizi democratici. Come è stato detto, “l’interesse profondo che tutte le tradizioni dette popolari presentano sta soprattutto nel fatto che esse, in origine, non sono affatto popolari”. E aggiungeremo che se si tratta, come in quasi tutti i casi, di elementi tradizionali nel vero senso del termine, anche se talvolta deformati, diminuiti o frammentari, e di cose aventi un valore simbolico reale, tutto ciò, lungi dall’essere di origine popolare, non è persino nemmeno di origine semplicemente umana. Ciò che può essere popolare è unicamente il fatto della “sopravvivenza”, quando questi elementi appartengono a forme tradizionali scomparse; e, a tale riguardo, il termine di folk-lore prende un senso assai prossimo a quello di “paganismo”, non tenendo conto che del valore etimologico di quest’ultimo, con in meno l’intenzione polemica ed ingiuriosa [it. paganismo/paganesimo < pagano < lat paganus, “abitante del villaggio”, contrapposto all’urbanus, “abitante delle città” (ormai passato alla nuova religione). Il termine pagano è del tardo XIV secolo, dal Latino tardo paganus = “pagano” = Latino classico “contadino, rustico, civile” < pagus “distretto rurale”, originariamente “distretto limitato da segnali”, così in relazione con pangere “fissare, attaccare” < ProtoIndoeuropeo (radice) *pag- “fissare” – v. “patto” -. Si dice che il senso religioso derivi dal legame rurale, conservativo, alle antiche divinità dopo la cristianizzazione delle città romane; ma la parola in tal senso è precedente a quel periodo nella storia della chiesa, e molto più probabilmente è derivata dall’uso di paganus nel gergo militare romano per “soldato civile incompetente” che i cristiani (Tertulliano nel 202 ed Agostino) colsero insieme all’immagine militare della prima Chiesa (es. i militari “soldati di Cristo”, etc.). Il termine è applicato ai panteisti moderni e ai seguaci dei culti sulla natura a partire dal 1908. Il termine paganismo/paganesimo è attestato dal primo periodo del V secolo].

Il popolo conserva quindi, senza comprenderli, residui di tradizioni antiche, risalenti a volte perfino ad un passato talmente lontano che sarebbe impossibile da determinare e che ci si accontenta di riferire, per tale motivo, al “dominio oscuro della preistoria”; esso, a tale riguardo, ha la funzione di una specie di memoria collettiva più o meno “subcosciente”, il contenuto della quale le è manifestatamente venuto d’altrove. È una funzione essenzialmente “lunare”, ed è da notarsi che, secondo la dottrina tradizionale delle corrispondenze astrali, la massa popolare corrisponde effettivamente alla Luna, ciò che indica molto bene il proprio carattere puramente passivo, incapace di iniziativa o di spontaneità.

Ciò che può apparire più sorprendente è che, andando in fondo alle cose, si constata che quanto in tal modo viene conservato, contiene soprattutto, in forma più o meno velata, una somma considerevole di dati di ordine esoterico [it. esoterico < Latino tardo esotericus < Greco esoterikos “che appartiene ad un circolo interno/interiore” < esotero composto avverbiale di eso, “dentro/all’interno”. Secondo Luciano, la divisione degli insegnamento in exoterici ed esoterici ebbe origine con Aristotele], cioè che fanno riferimento ad un piano di conoscenza trascendente, al contempo però proprio ciò che vi è di meno popolare per essenza. E questo suggerisce da sé una spiegazione: quando una forma tradizionale è sul punto di estinguersi, i suoi rappresentanti possono benissimo confidare volontariamente a quella memoria collettiva, di cui abbiamo appena parlato, quel che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto. È, insomma, il solo modo di salvare quel che può essere ancora salvato in una certa misura. E, in pari tempo, l’incomprensione naturale delle masse è una garanzia sufficiente che quel che possedeva un carattere esoterico con ciò non venga a perderlo ma resti soltanto come una specie di testimonianza del passato per coloro che in un’altra epoca saranno capaci di comprenderlo.

Per quanto riguarda il simbolismo, non si ripeterà mai abbastanza che ogni vero simbolo porta con sé molteplici sensi, e ciò sin dall’origine, poiché esso non viene costituito in virtù di una convenzione umana, ma in virtù della “legge di corrispondenza” che collega tra loro tutti i mondi. E se alcune persone vedono questi significati ed altre no, o solo in parte, ciò non vuol dire che essi vi sono meno contenuti realmente, e tutta la differenza si riferisce all’“orizzonte intellettuale” di ciascuno.
Il simbolismo è una scienza esatta, non una divagazione in cui le fantasie individuali possono avere libero corso.

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