Anna Achmàtova

Quali strane parole
m’ha portato il giorno calmo d’aprile.
Lo sapevi, ancor viva era in me
la terribile settimana di passione.

Io non udivo i suoni
che muovevano nell’azzurro puro.
Per sette giorni ora il riso echeggiò dei bronzi,
ora un pianto scorreva argentino.

E io, coprendomi il volto,
come innanzi a una separazione eterna,
giacevo a letto aspettando quella cosa
non ancora chiamata tormento.

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