Archive for April 20th, 2008
L’angelo e il daimon
Secondo l’Oxford Dictionary la parola pagano significa: “persona non illuminata”.
Don Marcello Sanzione non conviene con questa definizione limitativa, perché sa che lo Spirito Santo ha sempre agito, anche prima di Cristo. È opportuno non dimenticare che Socrate, Platone, Aristotele, Pitagora e tutti i grandi pensatori del mondo antico erano pagani e che la teologia cristiana si è servita di molte loro idee per comprendere la Bibbia. Vi è quindi molto di buono e di valido anche nelle dottrine pagane. La parola pagano viene dal latino paganus che significa “in paese” o “del paese”. Quando, dopo le persecuzioni, il Cristianesimo si affermò, tale termine venne utilizzato per indicare coloro che adoravano gli antichi dei, nei loro templi sulle colline, nelle campagne e nelle valli, per distinguerli dai cristiani che abitavano principalmente le città.
Il teologo cattolico Renzo Lavatori, riguardo alla presenza degli angeli nella cultura pagana, afferma che l’esistenza di esseri sovraterrestri ed intermediari tra il mondo divino e la realtà umana non è patrimonio esclusivo della rivelazione biblica, ma è oggetto di una persuasione molto diffusa nelle antiche religioni dei popoli vicini ad Israele. Questa credenza universale nell’esistenza degli angeli, pur con sfumature diverse, fa parte della visione che i popoli hanno costruito circa l’universo. Nella mentalità pagana questa dottrina sugli angeli può essere considerata come la collocazione di esseri divini inferiori tra gli dei supremi e il mondo, specialmente per evitare la contaminazione della divinità con la materia e conservare inalterata la sua trascendenza. L’esistenza di spiriti buoni e cattivi è funzionale all’intelligenza umana che cerca di spiegare gli eventi fausti e nefasti della vita dovuti o al movimento della natura o al corso della storia o all’instabilità dell’animo umano, ricorrendo a esseri sovraumani, inferiori alla divinità suprema, i quali possono influire sull’uomo e sulle potenze materiali. Sempre il teologo Lavatori fa acutamente notare che l’esistenza degli spiriti cattivi serve a giustificare la bontà di Dio a degli dei. Infatti, la constatazione del male presente nel mondo non può essere attribuito a Dio, sommo bene, ma deve essere attribuito allo spirito dei male e ai suoi collaboratori, che si frappongono tra Dio e l’uomo. In questa veloce incursione nel paganesimo, Don M. Sanzione considera il tema degli angeli nell’ellenismo e nella religione romana. Presso gli antichi greci, quando Zeus, nei poemi di Omero, definisce Hermes come angelo degli dei, quest’uso non coincide con il significato tecnico che attribuiamo oggi alla parola angelo.


